Miti
| Queste però non sono tutte vere. |
Ognuno di noi si sarà da tempo già fatto un’idea più o meno precisa delle malattie sessualmente trasmissibili. Molte idee sono obsolete, o semplicemente errate. Una di esse è che l’HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili colpiscano soltanto gli uomini omossessuali. Questa convinzione nacque nei primi anni ‘80, quando ebbe inizio l’epidemia dell’AIDS, e la malattia si diffuse in un primo momento prevalentemente tra uomini omossessuali. In realtà sono a rischio tutte le persone che hanno rapporti sessuali senza protezione, e che ignorano lo stato-HIV del partner. È vero però gli uomini che fanno sesso con altri uomini (MSM) sono complessivamente più esposti al rischio di contagio dell’HIV.
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L'epidemia dell'AIDS Nel 1981 vennero descritte negli USA infezioni che colpivano per lo più persone con un sistema immunitario debole, in particolare uomini omosessuali inizialmente sani. Già nel 1982 si iniziò a sospettare dell’esistenza di una malattia da immunodeficienza acquisita, legata in qualche modo a pratiche sessuali tra omosessuali. Una volta però che si scoprirono casi di contagi anche tra tossicodipendenti eterosessuali e persone cui era stato trasfuso del sangue, fu chiaro che la malattia come tale non aveva niente a che vedere con l’omosessualità. Anche in Germania si diagnosticò il primo caso nel 1982. Dopo alcuni anni di ricerca finalmente si scoprì che uno specifico virus era risponsabile dell’AIDS, nel 1986 venne introdotto il nome di Human Immunodeficiency Virus Comunque in quegli anni si raggiunsero importanti risultati nella ricerca clinica, fu l’inizio dell’era della “highly active antiretroviral therapy” (HAART), cui ha fatto seguito una significativa riduzione di nuovi casi di AIDS, di infezioni opportunistiche e di decessi, tanto che oggi la qualità e le aspettative di vita delle persone portatrici di HIV sono notevolmente migliorate. Dall’inizio degli anni ’90 il fiocco rosso è un simbolo di solidarietà con le persone HIV-positive e quelle malate di AIDS. Sempre per tornare all’esempio della Germania, dall’inizio dell’epidemia negli anni ‘80 fino alla fine dell’anno 2004 si calcola che in questo paese abbiano contratto l’ HIV circa 73.000 persone e di tutti queste persone sempre alla fine del 2004 ca 46'000 erano ancora in vita. Dopo un’iniziale riduzione del numero di nuovi contagi annuali, tale quota è nuovamente in crescita sin dal 2002, e nel 2005 ha raggiunto la cifra di circa 2.600 nuovi contagi. In tutto il mondo vivono quasi 40 milioni di uomini, donne e bambini affetti di HIV/AIDS. |
Molte persone credono, inoltre, che le malattie sessualmente trasmissibili siano sempre meno frequenti nel nostro mondo occidentale. Questo però non è vero: se guardiamo ad esempio il caso della Germania, noteremo un aumento di nuovi contagi per quanto riguarda ad es. la Sifilide e l’HIV/AIDS.
Diffusa è anche la convinzione che le malattie sessualmente trasmissibili non possano contagiarsi tramite il sesso orale o se non c’è penetrazione. Neppure questo è completamente corretto. Dipende sempre dalla situazione. Il rischio di contagio durante il sesso orale è basso, però un contagio è possibile comunque, quando ad es. avviene l’eiaculazione nella bocca e contemporaneamente si ha un’infezione oppure ferite nel cavo orale (ad es. nelle gengive), oppure se il partner che effettua la penetrazione è affetto da un’infezione alle vie urinarie. Anche nel caso in cui ci sia un contatto tra bocca e sangue menstruale oppure secrezioni vaginali infette, si è in una situazione a rischio di contagio.
Molte persone pensano, inoltre, che il sesso praticato usando il preservativo sia noioso o privo di attrattiva. Questo è però soltanto una convinzione personale – frequentemente recepita da ragazzi e uomini. Capita che le ragazze e le donne pensino “se insisto nell’utilizzo del preservativo, il mio ragazzo non vorrà più andare a letto con me”. Tuttavia esistono oggi molti tipi di preservativi, per es. quelli particolarmente sensibilizzanti. La decisione, condivisa, di fare sesso senza preservativo dovrebbe essere presa soltanto nel caso di un rapporto stabile. Un test dell’HIV per entrambi i partner della coppia potrebbe essere appropriato all’inizio di un rapporto a lunga durata.
“Se non sento niente, è perchè non ho niente” – una convinzione, che proprio nell’ambito delle malattie sessualmente trasmissibili, risulta infondata. Molte infezioni si sviluppano nel corso di giorni, settimane, mesi o anni senza manifestare sintomi. Questa è una delle caratteristiche che distinguono le malattie sessualmente trasmissibili rispetto a molte altre malattie che conosciamo. Una loro altra particolarità consiste nel fatto che spesso non basta sottoporre a trattamento medico soltanto la persona che manifesta i sintomi. Spesso è necessario un trattamento aggiuntivo anche nel partner.


