Apprendere

La tua pelle: quante volte ci hai già pensato? Molto poche? Però è un organo importante. È nientemeno che il tuo organo più grande. Possiede diverse importanti caratteristiche: ti protegge, ti veste, ti permette di sentire il contatto fisico. E’ l’organo che ti consente di relazionarti con il mondo esterno. Che rivela i tuoi sentimenti, a volte anche quando non vorresti. Abbastanza versatile, vero?

La pelle può passare belli e brutti momenti: può essere vellutata al tatto e avere un aspetto fresco; a volte invece non sembra comportarsi affatto come si vorrebbe.

L’acne ad esempio; una questione abbastanza snervante che a volte fa venir voglia di nascondersi. Oppure un’ustione da sole; può essere dolorosa, anche se crogiolarsi al sole prima era stato così bello. A volte non si tollera qualcosa – come certi gioielli; allora la pelle si irrita, prude e brucia. Questo si chiama eczema. E poi c’è il sesso. Può esere tanto interessante, ma anch’esso può diventare sgradevole: le malattie sessualmente trasmissibili (MST) non sono uno scherzo.

Non sembrano argomenti gradevoli da trattare ma – prestiamo attenzione! Tu stesso puoi fare qualcosa per avere la situazione sotto controllo o persino per evitare completamente complicazioni e malattie. Si tratta solo di sapere come fare...
Esattamente questo scoprirai nei moduli di apprendimento su acne, eczemi, sole e malattie sessualmente trasmissibili (MST). Curioso/a? Con un clic si inizia!

Per orientarsi

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Il campo estivo – il racconto
 
Modulo di apprendimento 1: 'Acne'
Episodio 1:
A ciascuno il suo racconto dell’orrore
  Interattivo:
La tua pelle sotto controllo? Prova il test dell’acne!
  Consigli & Info relativi all’acne  
                 
Modulo di apprendimento 2: 'Sole'
Episodio 2:
Ladri di spiaggia e pellirossa
  Interattivo:
Pronti per l’estate? Il bagno solare virtuale
  Consigli & Info
relativi a pelle e sole
 
                 
Modulo di apprendimento 3: 'Eczemi'
Episodio 3:
La porta segreta

  Interattivo:
Sulle tracce degli eczemi – L’avventura
  Consigli & Info
relativi agli eczemi
 
                 
Modulo di apprendimento 4: 'Malattie sessualmente trasmissibili (MST)'
Episodio 4:
Tutto rubato

  Film:
Non giocare con la tua vita!
  Consigli & Info
relativi alle MST
 
                 

Il campo estivo

Quello che vi aspetta!

Farete conoscenza con i quattro protagonisti del racconto cornice: Thelma, Natalya, Paolo e Max, che si incontrano in un campo estivo della costa francese... se volete saperne di più potete ascoltare o leggere la loro storia. Buon divertimento!


In occasione di tre settimane di campeggio estivo tra le meraviglie del sud della Francia si radunano ogni anno 50 alunni e alunne provenienti da tutte le nazioni. Alloggiati in spaziose tende, i ragazzi e le ragazze passano delle vacanze avventurose in riva al mare, e godono di un programma ricco di attività di svago ed escursioni. L’ambiente internazionale svolge un ruolo importante nel campeggio. Quest’estate Paolo, Max, Natalya e Thelma sono tra i fortunati che sono riusciti ad avere un posto. Provengono tutti da nazioni diverse e hanno tra i 14 e i 18 anni di età. Sono contenti della bell’estate che li aspetta, di vivere emozionanti avventure e di stringere nuove amicizie. Vi piacerebbe saper qualche cosa di più su di loro? Bene. Allora ve li faremo conoscere meglio.

Paolo (18 anni) e Max (14) condividono una tenda con altri quattro ragazzi. Paolo viene dall’Italia. È il classico ribelle. In realtà gli avrebbe fatto più piacere fare un viaggio a Genova con i suoi amici, ma a causa dei suoi brutti voti a scuola i suoi genitori hanno deciso che il campeggio, lontano dalle scatenate feste dei suoi amici, gli avrebbe fatto meglio. Paolo è un ragazzo carino, ben consapevole del suo fascino. Ovunque vi sia un po’ di tumulto nel campeggio, possiamo star certi che troveremo anche lui, proprio nel centro della massima confusione. Ma non appena si presentano i responsabili per ripristinare l’ordine, Paolo ridiventa l’agnellino dai grandi occhi castani che è sempre stato e che ovviamente e in qualche misterioso modo è capitato lì per caso. Come per miracolo sfugge così ad ogni punizione. E mentre agli altri tocca pelare patate per tutta la compagnia, lui è già in spiaggia a prendere il sole e ad ascoltare musica dal suo riproduttore mp3.

Il suo compagno di tenda, Max di Berlino, è pro-prio l’opposto: non ha né fratelli né sorelle. I suoi genitori sono sempre in difficoltà con il denaro, per cui è bravo a fare i conti e gli riesce sempre, anche con pochi mezzi, di improvvisare cose sorprendenti.

Max è più giovane di Paolo, il cui fare disinvolto lo impressiona per cui il ragazzo si lascia trascinare facilmente in qualche avventura, pur mantenendo il suo at-teggiamento timido e riservato. Max è più che altro il classico cervellone introverso. Gli piace scrivere dei brevi racconti e non scorda mai di munirsi di carta e penna. La sua pelle è bianchissima, sta sempre all’ombra.

Forse sono proprio questi contrasti a far nascere subito un’amicizia tra Paolo e Max. Max ammira l’atteggiamento spensierato di Paolo e vuole partecipare al suo mondo, per lo meno per quanto gli è possibile. Paolo invece apprezza il carattere calmo di Max, che lo rassicura. All’inizio Max si teneva i suoi racconti per sè, ma un giorno con sua grande gioia Paolo gli si siede accanto e gli chiede se ha voglia di andare con lui fino allo stagno vicino, al limitar del bosco, per poter poi ascoltare, con calma e al riparo da orecchi estranei, uno dei suoi racconti.

Da allora, quasi ogni giorno, i due raggiungono la riva dello specchio d’acqua, Paolo si sdraia sulla schiena e prende a fissare il cielo stellato, mentre Max inizia a leggere, a bassa voce, un nuovo racconto. Max, nel suo fare prudente, tende a interrompersi spesso intercalando con: “Su questo ci devo ancora lavorare”. Ma l’altro ogni volta gli dice “Pst…continua a leggere”. Finito di leggere, Paolo si alza veloce e, guardando l’amico con fare interrogativo, lo esorta: “E poi..?” “Non sono ancora andato più avanti”. E Paolo scuote la testa: “Non puoi far così. Domani voglio sapere come continua”. E da allora, per un tacito accordo, i due amici si incon-trano giorno per giorno per dopo recarsi allo stagno.

Anche Natalya (17 anni) e Thelma (16) sono compagne di tenda. Natalya viene dalla Romania ed è la maggiore di cinque, tra fratelli e sorelle. Proviene da una famiglia da “manuale”. A casa sua si ride moltissimo e non ci si annoia mai. Natalya ha un carattere molto solare ed è sempre disposta a divertirsi. Non sono passati due giorni che già la sua risata è quasi leggenda per tutti i partecipanti al campeggio. Non appena la ragazza compare, basta un attimo perchè tutti si tengano la pancia dalle risate. Così la sua tenda è stata ribattezzata “le ris” (la risata, in francese), perchè non vi regna mai un minuto di silenzio. Immaginando il proprio futuro Natalya si vede come una famosa attrice.

Non si può dire che sia la persona più ordinata del mondo - Natalya pensa che mettere in ordine sia una vera perdita di tempo. Vive seguendo il principio “il caos è il regno del genio!” Certo, fa spesso fatica a ritrovare le sue stesse cose in un disordine che regna sovrano. Ma proprio questo la rende così simpatica.

Thelma proviene da una piccola città dell’Inghilterra del sud. È molto carina e con i suoi 15 anni supera in altezza la maggioranza dei ragazzi della sua classe. Lo sport è la sua vita. Assieme al proprio fratello gemello ha già vinto diverse competizioni sportive.

Thelma non soltanto è un asso nello sport, ma anche a scuola è la prima della classe, cosa a cui i suoi genitori danno molta importanza. La sua pelle è più che bianca, sembra di porcellana. Basta pochissimo sole perché in un attimo assuma un colore rosso vivo. Intorno al suo nasino si addensano centinaia di lentiggini. I suoi capelli sono lunghi, rossi e ricci – e, del resto, una classica ragazza inglese potrebbe forse presentarsi in modo diverso? Thelma è molto felice di passare l’estate nel campeggio estivo – lontana dalle rigide regole di casa, in cui si tiene molto al suo rendimento e disciplina. Vuole conoscere gente simpatica proveniente da paesi diversi e vivere avventure...

Anche se vengono da due contesti famigliari così diversi, Natalya e Thelma si sono capite sin dal primo momento e sono diventate ottime amiche. Si confidano cose di cui nessun altro del campo estivo è al corrente. La vivace Natalya soffre di una forma seria di acne; la mattina e la sera trascorre un sacco di tempo davanti allo specchio, prova lozioni su lozioni e in quei momenti sembra proprio l’opposto della ragazza gioiosa che tutti conoscono. A un certo punto Thelma, mettendosi una mano sul cuore, decide di affrontare apertamente la cosa con Natalya. Thelma si attende che Natalya reagisca con irritazione, visto che il suo problema sembra infastidirla tanto. Natalya invece la guarda con un’espressione stanca nei suoi grandi occhi verdi, si siede su di uno sgabello davanti allo specchio e si copre il viso con le mani. Si sente soltanto un leggero singhiozzare – una reazione che non ci si sarebbe attesa da una ragazza come Natalya. Thelma non sa che fare o dire, in Natalya vedeva infatti una donna pressoché adulta, una persona indipendente e forte, che si regge da sola, apprezzata dagli altri per il uno spiccato senso dell’umorismo.

“Non so che fare. Speravo che sole, acqua di mare e cambio di clima mi aiutassero, ma non è servito a nulla. Mi sento semplicemente come se fossi il gobbo di Notre Dame, un po’ troppo cresciuto”. Poi, alzando lo sguardo, Natalya vede un piccolo sorriso attraversare il volto di Thelma.

“Beh, la tua gobba è un po’ più piccola, ma l’occhio incavato lo ricorda abbastanza”.

A entrambe le ragazze viene da ridere, però questa volta non si sente la famosa risata forte di Natalya, ma piuttosto una risatina sommessa, ma che arriva dal profondo del suo animo.

Ora, come si sono incontrati i nostri “eroi” e le nostre “eroine“? State tranquilli – dobbiamo farvi sapere anche questo perché possiate seguire la loro storia:

E’ già buio pesto quando Paolo bisbiglia a Max: “OK, credo che abbiamo via libera, andiamo!“

Paolo e Max acchiappano i loro zaini. Vogliono trascorrere la notte sulla riva dello stagno, sdraiarsi comodamente sui loro sacchi a pelo per dedicarsi al nuovo racconto che Max leggerà a lume di candela. Quatti quatti scivolano fuori dalla loro tenda e si avviano verso il margine del bosco. Max precede l’amico e sta per prendere il solito sentiero, ma Paolo gli sibila:

“No, non sul sentiero, ci potrebbero vedere facilmente. Vieni con me, conosco una scorciatoia attraverso il bosco”.

Max si ferma dubbioso un attimo sul prato e guarda in direzione del sentiero. Ma quando si accorge che Paolo si è già allontanato per un tratto della boscaglia, lo rincorre velocemente.

Max e Paolo questa notte non sono gli unici nel bosco: anche Natalya e Thelma siedono ridacchiando in una radura tra gli alberi. Thelma si regge la pancia dalle risate, dopo aver udito una storia che Natalya le ha raccontato a proposito di una figuraccia di un responsabile del campeggio:

“Maledizione, in questo modo non ce la faremo mai fino allo stagno”. Entrambe ridacchiano. “Ma ricordi ancora la direzione che dobbiamo prendere?“ La voce di Natalya suona un po’ preoccupata.

Anche Max e Paolo sembrano avere difficoltà con l’orientarsi. Max protesta, vuole sapere quale direzione prendere per andare avanti. “Non ne ho idea, in realtà lo stagno dovrebbe essere proprio davanti a noi“. La sicurezza di Paolo sembra vacillare.

“Però sta di fatto che lo stagno qui non c’è” lo biasima Max, “non ci vedo molto, ma che lo stagno non sia qui lo riesco ancora a capire: se penso che, intelligenti come siamo, non abbiamo portato nemmeno una torcia…certo, ci bastano le candele per leggere...per leggere sì, ma non per camminare...“

Paolo lo interrompe “Pssst, stai zitto un attimo“. I due ragazzi tendono le orecchie nell’oscurità della notte.

Paolo dice a bassa voce: “Io credo che...” “…che ci sia qualcuno“ bisbiglia Thelma e per precauzione spegne la torcia. Sono tutti immersi nel buio. Improvvisamente da qualche parte qualcosa si muove. Le ragazze cercano di guardarsi attorno. Da dove viene il rumore?

Con cautela si alzano, tentano di abituare la vista al buio e di riconoscere qualcosa tra i pini. Il fruscio sembra avvicinarsi. Il bisbigliare di Thelma si affievolisce sempre più: “che cos’è?” Natalya si guarda in giro insicura “Non ne ho idea, forse soltanto un animale”.

Entrambe rimangono ferme ad ascoltare. Sentono soltanto il loro respiro ed il battito dei loro cuori. Silenzio – nessun fruscio. Le ragazze aspettano ancora un attimo, ma non si muove più niente.

Si lasciano scappare un sospiro di sollievo. “Dai, forza, via di qui” dice Natalya. Thelma riaccende la sua torcia: nel raggio di luce della torcia c’è ora un uomo in piedi, che le guarda. Le due ragazze prendono a strillare.

Paolo, con aria accondiscendente, parla per primo:

“A quest’ora delle ragazzine non dovrebbero più girare da sole nel bosco”.

Ed ecco Max che spunta da dietro un albero. Le ragazze, sollevate, scoppiano a ridere. Poi si lamentano dello spavento preso.

“Maledizione, non avete niente di meglio da fare che avvicinarci in questo modo?“ li riprende Natalya.

Paolo cerca di spiegarsi: “in realtà volevamo andare allo stagno, ma poi abbiamo visto due ragazze, che chiaramente si erano smarrite, sedute in mezzo al bosco e così abbiamo pensato sempli-cemente di dire ciao”.

Thelma ringrazia ammiccando “beh, ci siete riusciti. Tante grazie”.

Ma ecco che improvvisamente Max volge lo sguardo, strizza gli occhi, cercando di riconoscere qualche cosa che si trova a destra di Paolo: “Ma che cosa c’è là dietro?”

Natalya lo interrompe con un gesto: “Insomma, basta, abbiamo appena fatto un giochetto simile – da te proprio ora non me l’aspettavo”.

“No, parlo sul serio. Non vedete?”

Max punta l’indice nell’oscurità. Tutti si tendono nello sforzo di riconoscere qualcosa. E Paolo a Thelma, quasi bruscamente:

“Inghilterra, punta la torcia in quella direzione“. “Il mio nome è Thelma, Italia!” ribatte pronta la ragazza inglese, che tuttavia indirizza la luce, facendola come sfrecciare attraverso la boscaglia, nella direzione indicata. Sembra che ci sia qualcosa nei cespugli.

Paolo immediatamente: “andiamo, dobbiamo avvicinarci per vedere meglio”. E senza aspettare una risposta si getta dietro il fascio di luce “Forza, venite!”

Gli altri lo seguono poco convinti. Tra i cespugli c’è un cancello di ferro completamente ricoperto dalla vegetazione, e più in là si riconosce a fatica nell’oscurità la sagoma di una vecchia villa.

Questa è la scoperta delle loro vacanze. Paolo, Max, Natalya e Thelma trovano una vecchia villa abbandonata nel bel mezzo di un bosco. Con passi incerti si accingono a esplorare la loro scoperta: sarà un’esperienza fantastica! La vecchia villa è ancora quasi completamente ammobiliata, anche se è sicuramente disabitata da almeno 50 anni. I ragazzi si promettono a vicenda che questo luogo rimarrà un loro segreto. Appena possibile, di giorno o di notte, si daranno appuntamento lì. Così iniziano a conoscersi meglio. Thelma è già cotta di Paolo, più grande di lei. Diventeranno una coppia? Anche fra Max e Natalya c’è qualcosa, ma è qualcosa di diverso: sono amici. Guardano piuttosto criticamente al rapporto tra gli altri due.

Modulo 1: Acne

Brufoli, comedoni, acne – la stessa cosa? In ogni caso di tratta di un problema spiacevole – non soltanto per Natalya. Costei nel campo estivo fa delle esperienze particolari sul tema. Curioso/a? Allora clicca sul Episodio 1 e ascolta o leggi perchè a ciascuno il suo racconto dell’orrore...

 

Modulo di apprendimento 'Acne'
Episodio 1
A ciascuno il suo racconto dell’orrore
Interattivo
La tua pelle sotto controllo? Prova il test dell’acne!
Consigli & Info
Consigli e informazioni relative all’acne

 

 

 

 

 

 


Episodio 1

A ciascuno il suo racconto dell’orrore

Max ha lavorato tutto il giorno ad un racconto dell’orrore e vuole leggerlo questa sera agli altri – ovviamente nella vecchia villa abbandonata. Il sole è al tramonto quando i quattro si incontrano. Entrati nella villa, Max si lascia cadere in una poltrona impolverata; Thelma e Paolo accendono alcune candele che hanno portato con loro. Il vento fischia attraverso le cre-pe dei vecchi muri. Le ombre ballano nella stanza poco illuminata.

Di colpo si sente un tuono! Natalya sobbalza spaventata: “beh, iniziamo proprio bene! Sono sicura che stanotte non riuscirò a chiudere occhio!“

Natalya non ama molto i racconti dell’orrore, e non lo nasconde neppure.

“Tranquilla, tranquilla, ci sono qua io!” Paolo proprio non riesce a smettere di voler dimostrare la propria superiorità.

“Non puoi capire” lo assale Natalya. Paolo fa roteare gli occhi.

Natalya si ritira allora in un angolo buio della stanza – sufficientemente lontano dagli altri: “Inizia pure!” fa poi a Max, rivolgendo nel contempo uno sguardo in cagnesco a Paolo.

Lui risponde divertito: “Oh, fai attenzione in quell’angolo buio, che di colpo, attraverso la parete, una mano…”

“PA-O-LO!” Thelma è pallida e sembra avere più paura di Natalya.

Paolo, di malavoglia, dice pianissimo “scusa”.

Insieme a Thelma sceglie un vecchio tappeto mor-bido per mettersi comodo.

Natalya mugugna qualcosa come “io resto qui dietro, che mi sento meglio“ e Max inizia a raccontare.

Natalya, a volte, è un po’ paurosa e in determinate situazioni è lungi da presentarsi come la più spavalda del gruppo. Non è mai andata matta per i racconti dell’orrore – insomma, già da piccola non le piacevano. Ma non è questo il vero motivo per cui oggi si è ritirata nell’angolo; il reale motivo è completamente diverso: una serata all’insegna dei racconti horror è finalmente l’opportunità per portare a termine un’ “opera”, per cui nel campo estivo, rumoroso e vivace, non trova sufficiente calma né intimità. Attira le sue gambe il più vicino possibile al corpo e si copre praticamente fino alla testa con il suo giubbotto: che gli altri pensino pure che lei ha paura. In realtà non vuole che Thelma, Paolo e Max vedano quello che fa.

Pian, piano apre la borsa e tira fuori un vasetto di vetro, di quelli per la marmellata. Il contenuto sembra però tutt’altro che appetitoso. E ora, che pensa di avere dinanzi a sé la soluzione dei propri guai, solo a tratti presta orecchio al racconto di Max.

“...notte buia e nebbiosa...non riuscivano a vedere nulla”

Invece il suo sguardo si posa speranzoso sulla poltiglia verde fluorescente contenuta nel vasetto.

“...sentivano incessantemente un rumore, un fruscio, doveva esserci qualcuno. Forse non erano soli?”

Natalya sente appena Max. Guarda soddisfatta nella luce fioca l’ultimo mazzetto di erbe, da lei raccolte sul sentiero che porta alla vecchia villa – e che pensa renderà perfettamente efficace la miscela. È fermamente convinta che questo la aiuterà. È la sua ultima possibilità, per disfarsi di “quelle” cose.

“Ma c’è qualcuno lì, sento rumore!“ Per Natalya la voce di Max è sempre più lontana.

Spezzetta le erbe con le sue dita, perchè così c’è scritto nelle istruzioni che ha trovato su Internet. Spezzettarle dovrebbe aiutare a liberare gli aromi e le vitamine. Le lascia quindi ca-dere nella poltiglia verde e mescola tutto con un cucchiaio “preso in prestito” dalla mensa del campeggio. Questa notte non vede l’ora di provare il suo intruglio. Non bisogna smettere di mescolare energicamente, per amalgamare bene tutti gli ingredienti.

„WAAAAAAAAAAH!"

Impaurita dal racconto di Max, Thelma prende a urlare così forte che Natalya sobbalza dallo spavento e dalle mani le sfugge il vasetto, ma riesce a riprenderlo proprio all’ultimo istante. Chiude gli occhi e invia una preghiera al cielo: per poco! Con gli occhi ben chiusi i suoi pensieri girano intorno al contenuto del vasetto: mi permetterà una vita più bella. Questa notte eliminerò il più grande problema della mia vita: finalmente poter andare ovunque senza paura e vergogna, parlare ai ragazzi e non sentirmi più brutta...

“Di’ un po’, non ci vorrai mica avvelenare?”

In silenzio, Paolo si è avvicinato all’angolo in cui è rannicchiata Natalya e osserva scettico e un po’ schifato il contenuto verde del vasetto che la ragazza tiene in mano. Adesso lo spavento è troppo: Natalya sobbalza, lancia un urlo e lascia cadere definitivamente il vasetto. Come al rallentatore, il vasetto ruota sul pavimento nella direzione di Thelma e lascia dietro a sè una scia di muco verde. “No...oh no! Due giorni di lavoro...” Natalya è prossima alle lacrime. Guarda Paolo con i suoi occhi strabuzzanti di rabbia. “Se gli sguardi potessero uccidere, Paolo ora sarebbe parte del mio racconto horror“ pensa Max, ma non lo dice.

“Natalya?“, Thelma prende in mano il vasetto ormai quasi vuoto..

Bagna un dito nella melma e la osserva schifata. Sembra sapere esattamente a cosa era destinata: “non volevi mica spalmarti QUESTO sul viso?”

Natalya guarda imbarazzata il pavimento. Non ne vuole parlare. Non ora, meno che meno ora che ci sono i ragazzi. Paolo e Max si guardano confusi.

I pensieri di Natalya si accavallano: deve semplicemente stare zitta? O deve dire qualcosa? Se rimanesse in silenzio, non migliorerebbe certo la situazione. I tre la tempesterebbero di domande per ottenere spiegazioni in merito alla strana poltiglia verde. A voce bassa, quasi suo malgrado Natalia riprende la parola:

“voi non avete idea di come ci si senta a girare con tutti questi brufoli sul viso!” Sono anni che provo praticamente tutto per disfarmene. L’altro ieri ho trovato una ricetta raccomandata da una guaritrice esperta, che si serve di piante, di metodi naturali. Dovrebbe curare i brufoli in una notte. È difficile da fabbricare – con delle erbe par-ticolari, e pensate che ho scoperto che la maggioranza di queste erbe crescono in abbondanza proprio nei dintorni del nostro campeggio. Ho pensato che fosse la mia ultima opportunità. Volevo semplicemente provarci. Ma...ora è stato tutto per niente!”

“Mah, io pensavo che i brufoli bastasse semplicemente schiacciarli per vederli sparire nel corso di una giornata”.

Max non capisce più di tanto la rabbia di Natalya; di brufoli quasi non ne ha e di quelli di Natalya a malapena s’è accorto. Paolo guarda Max con compassione e, come al solito, fa mostra di saperla più lunga degli altri:

“schiacciarli? Stupidaggini! Basta semplicemente metterci del dentifricio prima di andare a letto e la mattina non c’è più nulla! E’ un trucco che mi ha rivelato un amico!”

Ora anche Thelma si immischia nella discussione: “ma no, che stupidaggine. Allora è meglio non fare niente di niente. Oppure: perché non an-dare dal medico?”

Natalya ne ha abbastanza. Da tempo non ascolta più suggerimenti. Le ha sentite tutte sui brufoli, molti metodi li ha anche provati, ma nulla ha mai funzionato. Deve forse rassegnarsi ad avere l’acne in eterno?

“BASTA!!!” Con un urlo Natalya congela la di-scussione, ormai infervoratasi, tra i suoi amici. Paolo, Max e Thelma ammutoliscono e guar-dano preoccupati Natalya negli occhi, che normalmente sono così ridenti.

Più tardi, sulla strada di ritorno al campeggio, Max si avvicina a Natalya, che è ancora scossa da quanto è avvenuto:

“Ascolta, ascoltami bene”, le dice in tono insistente: “cosa dici se noi due scrivessimo un racconto, un racconto noi due insieme: anzi, più precisamente, il tuo racconto dell’orrore?”

“Come sarebbe?: il mio racconto dell’orrore?”, fa Natalya scocciata.

Max le spiega: “Mi sono appena accorto che i racconti che invento io non sono altro che frutto della mia immaginazioni infantile. Ma tu e la tua acne, ecco qualcosa di veramente orribile! O meglio, ciò che ne fai tu è orribile!”

E Natalya sempre più confusa: “Che cosa vuoi dire? Che mi sto immaginando tutto? Ma tu sei pazzo!”

Max gesticola: “Sì, forse in un certo senso lo sono. Io stesso forse non me ne ero reso veramente conto. Certo, vedo, hai l’acne, ma non è grave, io vedo TE. Al contrario di quanto fai tu: tu vedi l’acne e ti torturi da sola”.

Negli ultimi metri che li separano dal campeggio, i due ragazzi tacciono. Si crea un silenzio caldo, gradevole. Per la prima volta Natalya si sente capita, anche se la breve conversazione con Max ha messo a nudo il suo lato “peggiore”.

Interattivo

La tua pelle sotto controllo? Prova il test dell’acne!

Natalya si guarda allo specchio. E’ sera, è abbastanza tardi e Natalya ripensa ancora alla vecchia villa e alla confusione di opinioni dopo che era stata scoperta la sua "miracolosa gelatina verde". Ricorda le classiche frasi: Max che aveva detto "Mah, io pensavo che i brufoli bastasse semplicemente schiacciarli per vederli sparire nel corso di una giornata"; Paolo che sentenziava "Schiacciarli? Stupidaggini! Basta semplicemente metterci del dentrificio prima di andare a letto e la mattina non c’è più nulla! È un trucco che mi ha rilevato un amico!"; e Thelma che era intervenuta dicendo "Ma no, che stupidaggini. E’ meglio non fare niente di niente. Oppure...perchè non andare dal medico?"

"E voi? Voi cosa sapete sull’acne? Siete esperti come me, perchè avete dovuto occuparvene per necessità? O non sapete nulla come Max e Paolo? Oppure il vostro caso è una via di mezzo come quello di Thelma? Verificate voi stessi quello che sapete. In seguito potete mettere alla prova, su tre livelli, le vostre conoscenze – divertendovi anche! Provateci!"

Funziona in questo modo: Scegli semplicemente uno dei due personaggi e inserisci il tuo nome. Pronti? Via!

    Il quiz si apre con una nuova finestra. Potete pertanto tenere tutte e due le pagine aperte contemporaneamente. INIZIARE QUIZ!
     
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    Tutto chiaro? No? Allora potete leggere alcuni consigli e informazioni utili. Anche i Consigli & Info si aprono con una nuova finestra. Qui si va a Consigli & Info relative all’acne!

Consigli & Info

Lo sappiamo tutti: dai dodici anni in poi, con l’inizio della pubertà, la pelle di molti ragazzi e ragazze diventa grassa e prende a formare dei comedoni e dei brufoli fastidiosi di diverse dimensioni: ecco l’acne.

L’acne è una malattia della cute molto diffusa, sopratutto tra ragazzi e ragazze di età comprese tra circa 12 e 20 anni, ma anche tra adulti. L’acne è una malattia delle ghiandole sebacee e in chi ne è colpito si manifesta quasi sempre per la prima volta durante la pubertà sotto l’influsso dei cambiamenti ormonali. L’intensità con cui si presenta la malattia dipende inoltre da quanto spiccata sia essa stata nei genitori.

Per saperne di piu': Definizione e Come e perchè compare l'acne?.

L’acne può avere degli effetti secondari sgradevoli: può essere dolorosa e non solo dal punto di vista fisico; può portare a non sentirsi più attraenti o belli: ciò non giova all’autostima. Molti vorrebbero rintanarsi nella propria camera, sfuggire al mondo.
L’acne si sviluppa principalmente in viso, sul busto (decolletè e schiena) e a volte persino sulle braccia: si tratta di parti del corpo difficili da nascondere!

Per saperne di piu': Miti e conseguenze.

Contro questi brufoli fastidiosi si può però fare qualcosa: una detersione regolare e delicata della pelle e varie cure possono permettere di tenerli sotto controllo. Si tratta di misure che ognuno di noi può prendere, facendo ricorso all’aiuto di un dermatologo anche solo, a volte, di un’estetista esperta.
Quanto più si è informati su come si sviluppa l’acne e sotto quale forme si manifesta, tanto meglio si riuscirà anche a vincerla o a tenerla ragionevolmente sotto controllo.

Per saperne di piu': Che fare?

Molto importante è anche non lasciarsi scoraggiare, ma rafforzare la propria autostima. L’identità profonda della persona è senza dubbio molto più importante dell’aspetto esteriore.

Definizione

Inizio all’età di circa 12 anni: la pelle diventa più ricca di sebo e si formano dei comedoni, dei brufoli e delle pustole, tutte manifestazioni fastidiose e di varie dimensioni. L’acne è l’insieme di queste manifestazioni. Si tratta, in assoluto, di una delle più frequenti modifiche che possa presentare la pelle. Di fatto, tutti gli adolescenti, in una forma o nell’altra, chi più chi meno, ne sono colpiti. Tuttavia anche gli adulti possono soffrire di acne ed esiste persino una forma abbastanza rara (e lieve) di acne che colpisce, anche se solo per pochi giorni, i neonati subito dopo che costoro vengono al mondo.

    L’acne è una malattia che nasce nelle ghiandole sebacee, e si manifesta quindi sopratutto dove queste ghiandole sono più numerose: su viso, busto e braccia.  

Ghiandole sebacee. Le ghiandole si trovano nel derma e sboccano nei follicoli piliferi. Producono, come il loro stesso nome dice, delle secrezioni di sebo; queste secrezioni si distribuiscono sulla superficie cutanea ed evitano che la pelle si secchi eccessivamente. Da ogni ghiandola sebacea parte un condotto che porta alla superficie della cute. La parte superiore di questo condotto è formata dalle cellule che andranno a formare lo strato corneo della cute.

L’acne si può manifestare con diverse intensità. La manifestazioni possono avvenire a fasi, con l’alternarsi di periodi "buoni" con periodi più gravi...  A volte è soltanto un po’ fastidiosa. Tuttavia in una persona su tre o su quattro è più intensa, tanto da essere molto ben visibile. In tali casi può lasciare persino delle cicatrici, soprattutto se in chi si è 'manipolato' troppo la cute, cercando di spremere i comedoni... L’acne si presenta per lo più agli inizi della pubertà, normalmente all’età di 10-12 anni e sparisce spesso da sola intorno ai 18-20 anni.

In alcuni casi dura però fino all’età adulta o può persino manifestarsi per la prima volta in età adulta (nelle forme cosiddette di "cloracne" e di "acne inversa"). Nelle ragazze i brufoli appaiono tendenzialmente prima che nei ragazzi, poiché anche la pubertà sopraggiunge prima. In cambio, nei ragazzi, il decorso può essere più serio.

Tipi di acne
Nell’acne si possono riconoscere diversi cambiamenti della cute, anche usati per la classificazione di questo disturbo: i comedoni, i brufoli (pustole e papule) ed a volte anche manifestazioni infiammatorie di consistenza nodulare, situate più in profondità. Inoltre....

1. Acne comedonica
  Si formano dei comedoni, bianchi o – più frequentemente – neri. Attenzione:  Il nero non è sporco, bensì una colorazione del sebo dovuto  alla pigmentazione della melanina (la sostanza che dà colore alla nostra pelle). Possiamo immaginare i comedoni come tappi di sughero: intasano l’uscita della ghiandola sebacea.
   
2. Acne infiammatoria
  l’intasamento e la proliferazione di batteri che si nutrono del sebo portano a una  situazione di irritazione che infiamma la ghiandola sebacea – si forma un brufolo. Per l’infiammazione i brufoli si gonfiano e si arrossano ulteriormente.
     
3. Acne nodulare o acne nodulo-cistica
  L’infiammazione si estende sui tessuti circostanti le ghiandole e, al regredire dell’infiammazione, restano delle cicatrici.

Avere l’acne può essere abbastanza snervante, tuttavia ci sono molte cose che si possono fare per alleviare e per abbreviarne il decorso. Vediamo quindi come si sviluppa, come si manifesta in noi e cosa possiamo fare per combattere l’acne.

Come e perchè compare l'acne?

La cute umana è un organo sensibile. Reagisce al calore ed al freddo, alla polvere e allo sporco, al sole, allo stress, al contatto e all’alimentazione è può reagire a processi che avvengono all’interno del corpo come cambiamenti ormonali o malattie.

    Ormoni. Gli ormoni sono sostanze che agiscono da "messaggeri": sono prodotte dal corpo stesso e lo percorrono "in lungo e in largo" in modo da dare inizio a determinati cambiamenti. Ad esempio, gli ormoni sono responsabili della nostra crescita, possono influire sul battito accelerato del nostro cuore quando siamo eccitati; stimolano la crescita della barba nei ragazzi e i seni nelle ragazze; modificano il tono di voce durante e dopo l’adolescenza; certi ormoni modificano l’appetito e addirittura l’umore. Così come influiscono su praticamente tutti gli organi del corpo, ovviamente esercitano un influsso anche sulla pelle.  

In determinate fasi della nostra vita, come ad es. durante la pubertà, nelle donne durante la gravidanza o la menopausa, durante il ciclo delle mestruazioni, ci sono delle variazioni nella quantità e composizione degli ormoni: si modifica l’equilibrio ormonale.
Durante la pubertà tale equilibrio cambia sostanzialmente e complessivamente circola una quantità maggiore di molti ormoni, in particolare di ormoni sessuali maschili, chiamati androgeni: questo avviene sia nei ragazzi che nelle ragazze.

Questi ormoni oltre che sulla maturazione degli organi sessuali, agiscono anche (quasi come effetto secondario) sulle ghiandole sebacee della pelle, le quali producono più sebo del solito e, contemporaneamente, si accumulano più cellule dello strato corneo nello sbocco della ghiandola stessa: si forma pertanto una sorta di tappo nel "collo di bottiglia" dello sbocco della ghiandola che si aggiunge a tutta la sovrapproduzione di sebo: la ghiandola sebacea si intasa e si gonfia per l’accumulo di sebo.

Dall’esterno si riconoscono i tappi di sebo come piccoli punti bianchi o neri, i cosiddetti punti neri o comedoni (acne comedonica). La colorazione scura non è sporco, ma si forma per presenza di pigmenti scuri della pelle (melanina) alla massa di materiale corneo.

 

    Batteri. La cute di ogni persona è popolata da una moltitudine di batteri, necessari per una pelle sana. Tra questi batteri si trova anche il cosiddetto "Propionibacterium acnes", un organismo, di per sé innocuo, che abita la superficie della nostra cute.  

Quando si formano i comedoni, questo batterio, alimentandosi dalla sovrapproduzione di sebo, provoca l’infiammazione delle ghiandole sebacee: queste a loro volta si gonfiano, la pelle tira e diventa rossa, prude o fa male, compaiono dei puntini punto bianchi o gialli – si formano dei brufoli (acne infiammatoria).

Se si infiamma ancora di più, la ghiandola sebacea si può rompere e disperdere il proprio contenuto nella cute circostante. Il sebo funge da nutrimento per i batteri e ha un’azione irritante e infiammatoria sulla cute. Si formano pustole e noduli, che possono essere dolorosi e lasciare delle cicatrici (acne nodulare o nodulocistica).

 

Miti

      Sull’acne sono diffusi dei miti e delle voci che sono semplicemente da ignorare:

Da un lato, anche se la proliferazione di alcuni batteri contribuisce alla comparsa dell’acne, l’acne non è contagiosa: si tratta di batteri normalmente presenti sulla pelle sana; pertanto non abbiamo a che fare con mancanza di igiene. L’acne non è una malattia infettiva e ovviamente non viene trasmessa abbracciandosi o baciandosi.

Una cura regolare e scelta in base al tipo di cute è molto importante, ma, come abbiamo sentito, l’acne si sviluppa a causa dei cambiamenti ormonali nel corpo e quindi non è sufficiente, per farla scomparire, eseguire una pulizia della cute, per quanto delicata e ben scelta.

La comparsa dell’acne viene inoltre attribuita al consumo di cibi o bevande, ad esempio cioccolata, dolci, Coca Cola o altro. Questo però non è vero. Il cibo può influenzare in qualche modo l’aspetto della pelle, ma non  influisce direttamente sull’acne: le cose non sono così semplici. (Altra cosa è se Vi capitasse di notare che la Vostra pelle reagisce in qualche modo all’assunzione di determinati cibi o bevande: allora sarebbe meglio rivolgersi a un dermatologo)

Ovviamente, attività come pensare al sesso o masturbarsi non hanno influenza sull’acne.

 

Conseguenze

Poiché  l’acne si manifesta sopratutto sul viso, è una malattia per tutti visibile, difficile da nascondere. Così può influenzare l’autostima di chi ne è colpito e influire addirittura sul comportamento:

Essere affetti da acne può causare insicurezza. Si può non voler più mostrare a nessuno la propria faccia e preferire rintanarsi nella propria stanza, evitando al massimo i contatti con il modo esterno. Ciò può avere conseguenze su contatti ed amicizie, a scuola e sul lavoro. Si ha paura di essere considerati brutti e non curati, sporchi o contagiosi, di non trovare un compagno o una compagna. Qualcuno può sentirsi insicuro quando deve fare un colloquio di lavoro e può avere paura di perdere delle opportunità per colpa della pelle.  

I brufoli possono essere dolorosi e le misure terapeutiche e la cura della pelle impegnative. Ma non si tratta di casi isolati; quasi tutti gli adolescenti sono affetti dall’acne e vivono la malattia in modo uguale o simile.

Questi sentimenti non sono però inevitabili. Importante è prendere delle misure opportune nel momento in cui inizia a manifestarsi l’acne. L’acne figura come una delle più frequenti malattie della cute – la cosa migliore è andare dal dermatologo e farsi dare dei consigli terapeutici e di cura. 

Ripetiamolo ancora: l’acne non è una malattia rara - al contrario: quasi tutti i ragazzi e ragazze ne soffrono.  

Che fare?

L’acne scompare spontaneamente nella maggioranza dei casi intorno ai 20 anni d’età Non si dovrebbe però aspettare fino ad allora senza intraprendere nulla, tante cose si possono fare per accorciare la durata e smorzare gli effetti dell’acne e di eventuali periodi di particolare aggravamento. E’ possibile non solo migliorare le condizioni generali della cute, ma anche la sensazione di benessere!

    L’acne ha la particolarità di manifestarsi a ondate, pertanto può attivarsi per poi scomparire ad intervalli di settimane o di mesi. Questo avviene sopratutto nelle ragazze, spesso prima delle mestruazioni. Ma anche nei ragazzi si alternano singole ondate con fasi in cui l’acne si manifesta appena.  

Queste ondate si possono smorzare o ridurre con una buona cura e trattamento della cute, ma normalmente non si possono evitare completamente. Bisogna essere preparati a queste riacutizzazioni della malattia. Quando si verificano, ciò è dovuto alla natura intrinseca dell’acne e non a un nostro sbaglio. Spesso col tempo la sensibilità nei confronti delle reazioni del proprio corpo si affina e migliora la capacità di riconoscere le prime avvisaglie dell’acne.

Quali sono allora le cose che ognuno di noi può fare per combattere l’acne?

Una giusta igiene della cute è il primo passo. Inoltre...
Nella pubblicità viene spesso indicata la igiene della cute come fattore principale per evitare l’acne. Questo ovviamente non è del tutto certo. Però è comunque importante pulire la cute circa 1 o 2 volte al giorno (ma non più) con prodotti sintetici delicati, detergenti.

Questi prodotti dovrebbero essere neutri per la pelle, quindi corrispondere al suo valore di pH, che è circa 5,5, per non rovinare il naturale strato protettivo acido e non aumentare così il rischio di un’ulteriore infezione batterica.

Per la cute affetta da acne esistono anche prodotti specifici, che spesso contengono additivi antisettici. È meglio lasciarsi consigliare dal dermatologo.

Lavaggi frequenti o con prodotti alcalini, ad es. acquistati in drogheria, contenenti alcool o saponi, possono portare a irritazioni della cute o persino alla comparsa di comedoni ancora più evidenti. Se la pelle è grassa e lucida la si può detergere nell’arco della giornata con fazzoletti cosmetici.

Comunque l’utilizzo di prodotti detergenti per la cute deve restare moderato e le sostanze devono poi venire sempre sciacquate via dalla superficie cutanea.

Consigli utili per una adeguata igiene della cute si possono trovare anche nelle pagine di informazione generale sulla cute: Come trattare la cute.

Come curo la mia pelle? Inoltre...
Nella cura della cute non si dovrebbero usare prodotti grassi, dato che questi possono ostruire i pori e accentuare l’acne.

La cura della cute dovrebbe essere basata sul tipo di pelle (secca/grassa). Per una cute secca si consiglia ad esempio l’uso di prodotti che contribuiscano, delicatamente, a ricostituire lo strato lipidico, e ridiano alla pelle la necessaria idratazione dopo il lavaggio, senza effetti eccessivamente occlusivi.

Qui possono darci un consiglio il medico di base o l’estetista. Sono ormai anche in commercio molti prodotti da banco contro l’acne che contengono anche dei principi farmacologicamente attivi.

Consigli utili per una adeguata igiene della cute si possono trovare anche nelle pagine di informazione generale sulla cute: Come trattare la cute.

Truccarsi. Inoltre...
L’uso del trucco non comporta problemi: rossetti, ombretti, ecc. sono normalmente privi di problemi.

Con le creme per il viso però bisogna fare attenzione; se sono troppo grasse possono provocare la comparsa di nuovi comedoni.


Per ulteriori informazioni sulle componenti cosmetiche che possono incrementare l’acne, cliccare qui.

Può essere molto interessante fare attenzione alla composizione dei vari prodotti cosmetici, dato che questi possono contenere sostanze che provocano lo sviluppo ulteriore di comedoni, come ad es.

l’olio di arachidi che troveremo in svariati prodotti. È’ obbligo del fabbricante indicare sulla confezione tutti i componenti di un prodotto. Se il prodotto cosmetico contiene uno o più delle seguenti sostanze, è meglio sceglierne uno alternativo*:

Butilstearato (Butyl Stearate)
Alcolcetilico (Cetyl Alcohol)
Glicolo di Esilene (Hexyne Glycol)
Isopropilmiristato (Isopropyl Myristate)
Lanolina (Lanolin)

Sodiolaurilsolfato (Sodium Lauryl Sulfate)
Polietilenglicolo 300 (PEG-12)
Olio di sesamo (Sesamum Indicum)
Acido stearinico (Stearic Acid)
Zolfo (Sulfur)

* I nomi dei componenti sono indicati sia in italiano che in inglese, perchè spesso li troviamo sulla confezione soltanto in questa ultima lingua.

Fissare un’appuntamento dal dermatologo. Inoltre...

L’acne è una malattia della cute e dovrebbe indurre a fare ricorso all’ aiuto di un medico specialista.

Il dermatologo costruirà insieme al paziente un programma terapeutico personale, su misura. Sottoporsi in tempo a un trattamento terapeutico è il modo migliore per evitare la formazione di cicatrici. In base al tipo di acne e alle necessità della pelle, il medico può proporre le seguenti misure:

Tipo di Terapia Misure
Terapia Esterna ("locale") Creme e pomate che trattano le infiammazioni, riducono l’ispessimento dello strato corneo e prevengono lo sviluppo di batteri e la formazione di un’eccessiva quantità di sebo; pulizia accurata della cute eseguita da un’estetista qualificata; consigli per l’igiene e cura della cute.
Terapia Interna ("sistemica") Assunzione di medicinali per combattere infiammazioni, l’ispessimento eccessivo dello strato corneo e la formazione eccessiva di sebo; nelle ragazze eventualmente tramite la prescrizione di una specifica pillola contraccettiva.


Inoltre può essere utile sottoporsi regolarmente a un trattamento cosmetico da un’estetista qualificata, sopratutto per i casi più difficili. In base all’intensità dell’acne è consigliabile fare da 1 a 3 sedute ogni 3 mesi. L’estetista farà una pulizia professionale, rimuoverà i comedoni, per prevenire infezioni e trattare le zone infiammate della cute.

Cosmesi professionale

La cosmesi professionale è una misura coerente da incorporare alla terapia anti-acne. In Germania, ad esempio, le assicurazioni sanitarie private si fanno normalmente carico delle spese se la terapia è stata prescritta dal dermatologo, e sempre in Germania anche l’assicurazione sanitaria statale può farsi carico delle spese prescritte dal dermatologo, in casi di acne molto eclatanti. Eventualmente ci si può anche sottoporre a un trattamento cosmetico effettuato dal dermatologo. La cosa migliore da fare è chiedere consiglio al vostro medico di base.
Meglio no: premere e schiacciare. Inoltre...
È meglio se non schiacciate, manipolate o pungete voi stessi i brufoli! Facendo questo si danneggia generalmente la cute circostante.

Si possono causare infezioni e lasciare delle cicatrici. Inoltre, ì si svuota soltanto parzialmente nelle aree circostanti la lesione il grasso accumulato nel condotto, il resto invece viene spinto nei dintorni della ghiandola sebacea e causa ulteriori infiammazioni. Meglio pertanto rivolgersi al dermatologo o all’estetista.

Per trattare l’acne serve tempo: perchè vale la pena avere pazienza. Inoltre...
Bisogna armarsi di molta pazienza se si vuole curare l’acne: soltanto una regolare e disciplinata collaborazione con il medico può avere successo.

L’acne spesso non reagisce immediatamente al trattamento, è solo dopo qualche settimana che si può apprezzare un sostanziale miglioramento. Dato che la cute di ogni persona presenta delle caratteristiche individuali, come la persona stessa, il dermatologo dovrà provare diverse possibilità, e anche per questo dovremo portare un po’ di pazienza.

Acne e sole. Inoltre...
Prendere il sole in modo controllato può però aiutare, in certi casi, a combattere l’acne:

la luce del sole ha un’effetto antiinfiammatorio per la pelle e con una leggera abbronzatura si vede anche meno l’acne. Ricordiamoci tuttavia che questo non vale sempre e che anche la risposta all’esposizione dei raggi solari varia di persona in persona. Inoltre, un’esposizione eccessiva al sole è comunque dannosa per la cute.

  Nel modulo Sole si possono leggere ulteriori informazioni su come esporsi al sole senza correre rischi.

Fare qualcosa per il proprio benessere. Inoltre...

La pubertà è la fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta, durante la quale si sviluppa la propria personalità. E’ una fase emozionante della vita, ma anche impegnativa.

Durante i periodi in cui si soffre per colpa dell’acne è importante avere un’attitudine positiva verso se stessi, ad es. coltivando lo sport e altri hobbies, stabilendo nuovi contatti e curando i rapporti con gli amici.

Anche conversazioni aperte, tra amici o in famiglia, sulla propria situazione e sui propri sentimenti aiutano a rimuovere sentimenti d’imbarazzo e a sentirsi meno soli. Molti altri ragazzi e ragazze sono nella stessa situazione e capiranno.

Chi si sente molto male può parlare con una persona di fiducia e chiedere, ad es., un sostegno psicologico. Questo può aiutare molto.

 

Modulo 2: Sole

Estate, sole, ustioni... Cosa c’è di più bello d’estate che stare con gli amici al mare e vivere delle emozionanti avventure? Max e i suoi amici si sono divertiti molto. Ma ora brucia la pelle! Vuoi sapere com’è accaduto? Allora clicca sul Episodio 3 e ascolta o leggi sui ladri di spiaggia e pellirossa.

Modulo di apprendimento 'Sole'
Episodio 2
Ladri di spiaggia e pellirossa
Interattivo
Pronti per l’estate? Il bagno solare virtuale
Consigli & Info
Consigli e informazioni relative a pelle e sole

Episodio 2

Ladri di spiaggia e pellirossa

“...di colpo si trovarono nella foresta buia. La luce era così fioca che non si riusciva a distinguere la propria mano davanti agli occhi, e ancor meno le tracce dei ladri che stavano inseguendo. Ma ora di che si trattava? Si udì un fruscìo. Rami che si spezzavano. Passi grevi ma veloci diretti verso di loro. A Tom e Bastian restò il fiato in gola...”

“Macchè! È spazzatura quel che sto scrivendo! E’ inutile – mi manca l’ispirazione“, impreca Max e scaglia la sua matita nella sabbia bianca della piccola baia francese.

“Sei matto! Non è poi tanto male”, lo consola Paolo.

“Sì, sì, non è male – ma non basta. Mi manca l’esperienza. Come faccio a creare suspence se non ho mai vissuto niente di avventuroso?!”
chiede Max disperato.

“Ma va là! Non raccontare storie! Tutti hanno vissuto qualche volta un’avventura“, sostiene Paolo.

“Forse tu! Tu che hai proprio scritto avventuriero e supereroe in fronte“, gli risponde Max imbron-ciato, mentre Thelma e Natalya, sdraiate accanto a loro, prendono il sole e ascoltano ridac-chiando sommessamente la loro conversazione.

“Ehi, supereroe! Mi spalmi per piacere la crema sulla schiena?”

Quegli occhioni e quella boccuccia fan sì che il ragazzo del sud non riesca a negare nulla alla bella Thelma.

“Fattore di protezione solare 50?! Non ti sembra esagerato, bambola di porcellana?”, chiede, beffardo, Paolo.

“Non tutti vogliono trovarsi nella tua situazione e avere del cuoio bruciacchiato al posto della pelle!”, ribatte Thelma.

“Ah, confessa che il mio cuoio ti piace!”, ride l’italiano ab-bronzato e le strizza l’occhio in tono provocatorio.

A queste parole, Thelma gli strappa il tu-betto dalle mani e chiede a Natalya se per piacere gliela spalma lei.

“Ne vuoi un po’ anche tu? Il tuo naso si è un po’ arrossato”, chiede Thelma all’amica.

“No, grazie, la crema l’ho già messa”, mente Natalya, che ha paura che il grasso della crema possa ulteriormente peggiorarle l’acne.

“Mon Dieu! Mon argent, mon portemonnaie...”, ’urlo di un’anziana signora, appena uscita dall’acqua e ritornata al suo telo da spiaggia, spaventa i quattro amanti del sole.

“Ma che ha la signora?" chiede sorpreso Paolo.

“Dice che tutti i suoi soldi sono scomparsi. Probabilmente rubati. Sembra che da qualche tempo un ladro imperversi su questa spiaggia”, Max sorprende gli altri con le sue capacità linguistiche.

“Rubato? Confessalo Max! Hai inscenato tutto questo per poter finalmente scrivere un racconto emozionante”, ride Natalya, mentre gli altri le danno ragione.

“Ha, Ha, molto spiritoso. Dovremmo piuttosto aiutare l’anziana signora. Paolo, fa qualcosa!“

“Io? Ma se non parlo nemmeno il francese. No, no, Max. Tu volevi un’avventura e ora c’è l’hai“, dice Paolo.

“Noi ti siamo vicini, ma in quest’avventura sei tu la mente della squadra“, affermano Natalya e Thelma.

Con riluttanza Max si sporge da sotto l’ombrellone. “Non posso, non mi sono messo bene la crema”, farfuglia e scompare di nuovo all’ombra del parasole.

“Ma cosa avete tutti con la vostra stupida crema solare?! Pappemolli“, sibila Paolo. Questo è un insulto che Max non può tollerare. Riflette per un attimo, corruga la fronte, poi salta fuori da sotto l’ombrellone:

“ho un’idea!“

Mentre Max disegna un piano di attacco nella sabbia bianca, servendosi di un pezzo di legno portato a riva dal mare, gli altri, disposti a semicerchio in piedi intorno a lui, ascoltano la sua proposta. È mezzogiorno. Il sole si trova al culmine, i nostri quattro eroi fanno appena ombra sulla sabbia bollente. Max gesticola e racconta, mentre gli altri lo ascoltano concentrati e annuiscono. Quando tutti hanno capito il piano, si passa all’azione. Le ragazze prendono i loro materassini di gomma e corrono in acqua. Faranno da esca. I ragazzi abbandonano il loro posto, nascondendosi dietro una duna vicina. Da lì possono osservare bene le ragazze e le loro borse abbandonate, in modo da acchiappare il ladro, non appena questi si avvicinerà al bottino. Thelma e Natalya sguazzano divertite nel mare. Sembrano così distratte da rappresentare delle vittime ideali per il ladro.

Max e Paolo sudano, in pieno sole sdraiati dietro la duna. Non accade nulla. Tutt’attorno silenzio. A fatica tengono d’occhio i teli sopra i quali l’aria, per il gran caldo, produce un curioso riverbero. Dopo un bel po’, Natalya e Thelma non ce la fanno più ed escono esauste dall’acqua. Anche Paolo e Max si arrendono. La pelle di Max brucia ed è diventata rosso fuoco. Nel suo ruolo di detective, non si è accorto di quanto il sole gli stesse bruciando la schiena. I quattro tornano delusi ai loro teli da spiaggia.

“Insomma, sembra che oggi non sia giornata da avventure. Dovremmo riprovarci ancora domattina. Il ladro torna di sicuro” dice Max, rosso in faccia.

“Si, domani è un’altro giorno. Torniamo al campo. Ho un mal di testa tremendo“, dice Paolo: da lui i tre amici non sono abituati a sentir tali lamentele.

Quando i quattro amici, raccolte le proprie cose, passano vicino all’ombrellone dell’anziana signora, la vedono giocare felice con il suo cagnolino nero.

“Piccolo birichino! Mi hai fatto prendere un bello spavento. Dovresti proteggermi e usare il tuo fiuto per ritrovare le cose, e non per nasconderle, scioccherello”. L’anziana signora accarezza il suo cane, che agita la coda soddisfatto.

“Ha riavuto i suoi soldi?”, chiede sorpreso Max alla signora.

“No, no. Non erano stati rubati. Il mio piccolo Claude aveva preso il portafoglio dalla mia borsa e poi l’aveva sepolto nella sabbia. L’ho appena ritrovato. Che monello!", dice, sollevata, la signora.


“Oh cavolo!“, si lamentano Paolo e Max quasi contemporaneamente,

“ora abbiamo aspettato per ore e ore in pieno sole, per passare alla storia del campo estivo come eroi, e cosa ci resta?”

“Una dolorosa ustione solare” ribatte Natalya, il cui naso è ormai così rosso, che potrebbe luccicare al buio.

“Eh sì, non avete voluto ascoltarmi. In fin dei conti non è un’idea così cattiva la crema solare. Nemmeno per avventurieri e supereroi!”, Sorride Thelma beffarda.

“Ma non è neanche un toccasana per ogni malattia”, ride Natalya e indica il viso rosso fuoco di Thelma e le spalle, altrettanto rosse. Per una volta tutti e quattro sono d’accordo: l’indomani sarà indetta la giornata della “Tee-Shirt”.
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Interattivo

Pronti per l’estate? Il bagno solare virtuale

Thelma si applica delicatamente una crema rinfrescante sulla sua faccia rossa. È una mattinata di sole, è ancora presto e già ora sembra che farà ancora più caldo di ieri – la giornata in cui tutti e quattro si sono ustionati la pelle al sole per colpa di quella scema storia dei ladri di spiaggia. Thelma è irrittata e borbotta tra sè e sè: "A quale scopo ho comprato queste creme così costose? E il sorriso beffardo di Paolo...eppure è rosso anche lui, ma senza la fatica e i soldi che ho speso io...". Thelma pensa alla provocazione di Paolo: "Fattore di protezione solare 50?! Non ti sembra esagerato, bambola di porcellana?" "Perbacco, che brutto aspetto ho – tutti diranno ’la classica inglese’ ..."

"Credetemi, si può commettere un grave errore di valutazione con tutti quei slogan sui panelli pubblicitari e nei negozi: altro che ’abbronzatura senza pentimenti". La crema solare è una cosa, ma c’è chi è tanto sbadato di dimenticarsi che mezzogiorno è comunque il momento più rischioso – Mamma mia! Ma è anche complicato perchè ognuno ha una pelle diversa, dipende dal luogo in cui ci si trovi e così via. Ma uno poi come sempre si convince soltanto quando l’ha provato sulla propria pelle – e questo ora è possibile senza correre alcun rischio, cioè con un simulatore..."

  Il simulatore si apre con una nuova finestra. Potete pertanto spostarvi tranquillamente tra questa pagina e il simulatore. Qui si va al simulatore!
   

Quanto sei in gamba? Dimostra quanto sai al simulatore! Con i seguenti esercizi puoi testare quanto pronto sei per esporti in sicurezza al sole. 

 Esercizio 1

Esercizio 1

Max ha un’ustione da sole dopo la loro avventura sulla spiaggia.
Probabilmente si era applicato una crema con un fattore di protezione
solare troppo basso (SPF) oppure non l’ha riapplicata regolarmente.
Quale minimo fattore di protezione solare dovrebbe applicarsi Max per
vivere l’avventura senza ustionarsi?

a) Scopri al simulatore l’ SPF, variandolo opportunamente, che dovrebbe
usare Max.

b) Come vedi, si è in grado di controllare l’ustione da sole. Quali
sono invece gli altri effetti del sole? Prova a vedere cosa accade se
non si resta così a lungo al sole...

c) Ora conosci il minimo fattore di protezione solare che deve usare
Max e per quanto tempo può restare al sole. Cosa accade però se Max fa
anche il bagno durante questo tempo? Metti il tasto “Bagno” su “si” e
modifica l’ambiente da “spiaggia” a “acqua”. Ora puoi variare ancora
l’SPF , così come la durata del tempo che Max sta al sole. Cosa succede?

d) Puoi ora spiegare perchè Thelma, pure usando un fattore di
protezione solare 50, si era ustionata comunque alla fine della loro
avventura?

 Esercizio 2

Esercizio 2

Clicca su ripristino delle condizioni per ritornare ai valori iniziali.
Inserisci ora il minimo fattore di protezione solare che avevi
ricercato per Max.

a) Vale lo stesso fattore di protezione solare per Max nel caso in cui
l’avventura si fosse svolta durante una sciata nelle Alpi? Calcola il
nuovo SPF modificando i fattori “periodo dell’anno”, “altezza sul
livello del mare”, così come “ambiente”.

b) A Max non piace troppo sciare in costume da bagno. Fagli indossare
vestiti più adeguati a questo sport e varia di nuovo l’SPF.

 

Esercizio 3

Esercizio 3

Vai a dare una mano ai quattro amici nell’avventura sulla spiaggia. Di
seguito devi attrezzarti in modo tale che non ti rimangano danni alla
pelle.

a) In primo luogo determina il tuo fototipo. Per fare questo vai alla
tabella (Fototipi) e inserisci il valore trovato col simulatore.

b) Trova il fattore di protezione solare idoneo per te, in modo da
poter rimanere sulla spiaggia senza ustionarti l’intera durata di 180
minuti.

c) La crema solare non è un “toccasana”, come giustamente ha
riconosciuto Natalya, e pertanto non dà nessuna garanzia per la totale
protezione ai danni causati dai raggi-UV.

In quale altro modo, oltre alla crema solare, ti puoi proteggere dal sole?
Per valutare al meglio l’effetto delle misure prese inserisci un
fattore di protezione solare 1. Prova diverse condizioni al simulatore.
Verifica anche se giocano un ruolo rilevante il tempo meteorologico e
l’ora.

   Per il simulatore serve il Flash-Player. Cliccare qui per scaricare il Flash-Player
     
  Tutto chiaro? Altrimenti potete leggere alcuni Consigli & Info utili. Anch’essi si aprono con una nuova finestra. Qui si va a Consigli & Info relativi a pelle e sole!


 

Consigli & Info

  Il sole è alla base della vita. Senza luce solare non esisterebbe la vita sulla Terra: non esisterebbero piante, non esisterebbero animali e nemmeno esseri umani. Proviamo il piacere di sentirci riscaldati dai raggi solari dopo un periodo freddo o piovoso. Il sole fa bene all’anima e al corpo: migliora l’umore, contribuisce alla crescita delle ossa essendo un fattore importante nella produzione della vitamina D e, di sovente, mitiga le malattie della cute (anche se non tutte).

La cute, che costituisce il confine tra l’interno del nostro corpo e la realtà esterna, protegge come sappiamo, il corpo da diversi fattori ambientali potenzialmente dannosi. Per fare un esempio, la pelle ci protegge ad esempio dai raggi ultravioletti (UV) emessi dal sole.
Die Ovviamente, a volte la cute stessa può riportare dei danni per effetto del sole. Infatti, indipendentemente dal fatto che il sole splenda o se si nasconda dietro le nuvole, che ci si esponga alla luce naturale o ai raggi-UV artificiali in un qualsiasi solarium, l’intensità delle radiazioni viene spesso sottostimata; infatti le radiazioni non si possono né vedere né sentire. Troppa esposizione ai raggi solari non fa bene alla cute. Si rischia, ad esempio, di riportare ustioni o reazioni d’ipersensibilità, di andare incontro a un invecchiamento prematuro o addirittura a un cancro della pelle.

Per saperne di piu': Le radiazioni UV

I raggi-UV del sole hanno quindi un’influenza sulla nostra cute. Quanto forte sia tale influenza dipende dal tipo di cute, pertanto il problema ha in parte origini ereditarie: ogni essere umano è diverso, e così anche la sua cute. Ma vi sono altri fattori importanti che modulano tale influenza; per fare degli esempi, pensiamo alla latitudine, all’altitudine rispetto al livello del mare, al tempo (meteorologico), al periodo dell’anno e al momento della giornata, così come all’intensità e alla durata dell’esposizione al sole.

Per saperne di piu': Conseguenze e miti.

Nondimeno, non bisogna aver inutilmente paura: attenendosi a determinati comportamenti, si può godere serenamente del sole. Ad esempio, è importante mettersi all’ombra nei momenti di massimo valore dei raggi-UV, intorno a mezzogiorno. Altrettanto importante è coprirsi in modo adeguato e fare uso di una crema protettiva di buona qualità. Da non scordare la giusta valutazione della situazione: che tipo di pelle ho? quanto sole posso prendere senza rischi? E’ necessario infine adottare un "comportamento solare intelligente". Chi è abbronzato non è per forza bello. Molto più bello è essere sani, e questo significa sfoggiare una "abbronzatura naturale".

Per saperne di piu': Godere del sole in maniera sana

 

Le radiazioni UV

Come già detto, tra le varie funzioni della cute vi è la protezione dell’organismo dalle influenze ambientali esterne, e tra queste ultime in particolare ricordiamo le cosiddette radiazioni ultraviolette (UV).

Ma cosa sono le radiazioni-UV? Tutto quello che serve sapere sulle radiazioni-UV si trova in questo modulo.

 

  Raggi - UV. La luce solare è composta da uno spettro di diversi tipi di raggi. Tra questi però soltanto alcuni raggiungono la superficie della terra: la luce visibile, la radiazione termica (Infrarossi – IR) ed i raggi-UV.

Pur non vedendo nè sentendo le radiazioni-UV, queste influiscono in un certo modo la nostra pelle. Sono dotate infatti di tanta energia che possono penetrare nella nostra pelle e causare dei danni. Ecco uno sguardo in dettaglio...

Aprofondimenti sui raggi-UV

Nell’ambito degli UV distinguiamo tra raggi-UV-A, UV-B e UV-C.

Mentre i raggi UV-C (potenzialmente i più dannosi) non raggiungono affatto la superficie della Terra, dato che vengono schermati dallo strato di ozono, la stessa cosa non può dirsi dei raggi-UV-A e UV-B, che arrivano sino a terra e quindi agiscono in un certo qual modo sulla nostra pelle. Sono così ricchi di energia da poter addirittura penetrare nella cute, anche se non li possiamo vedere, e nemmeno sentire. (I raggi ultravioletti non fanno, per l’appunto, parte dello spettro visibile).

I raggi UV-B penetrano nello strato più superficiale della nostra cute (epidermide). In tale strato la loro azione provoca l’abbronzatura, ma può anche, potenzialmente, causare delle ustioni.

I raggi UV-A raggiungono invece uno strato più profondo, il corion (o derma). La loro azione è per lo più causa di invecchiamento cutaneo, ma può anche essere all’origine di cosiddette allergie al sole. Per quanto riguarda invece l’origine dei tumori cutanei entrambi i tipi di raggi giocano un ruolo rilevante, anche se gli UV-B sono i ‘maggiori responsabili.

I raggi UV si possono presentare con diverse intensità. intensità dipende ad esempio dal momento del giorno e dalla stagione dell’anno: i raggi UV sono particolarmente intensi d’estate e a mezzogiorno.
Hanno un ruolo importante anche la posizione geografica (latitudine) e l’ altitudine rispetto al mare. La radiazione è più intensa all’Equatore, poiché là i raggi del sole raggiungono perpendicolarmente la superficie della Terra.

Anche in montagna, nelle giornate particolarmente limpide, ci raggiungono più raggi UV che a valle.

Determinante è anche il luogo in cui ci si espone al sole. Se siamo in prossimità di un corpo che rifletta i raggi UV, come ad esempio neve, acqua, sabbia e asfalto, siamo esposti a una irradiazione più intensa. Così avviene che gli UV siano particolarmente intensi in spiaggia, quando si fa il bagno o sulle piste da scì.

Inoltre, chi pensa che un cielo coperto schermi i raggi UV si sbaglia. Le nuvole possono certo smorzare la radiazione, ma non possono schermarla completamente. In certi casi la presenza di nuvole può persino intensificare i raggi UV.

 

La forza con cui splende il sole viene indicata dal cosidetto Indice UV.

Indice UV

L’Indice UV ci indica l’intensità dei raggi-UV in una determinata giornata in un determinato luogo.

Il valore più basso è 1 e cresce con l’intensità dei raggi. Quanto più alto è l’indice, tanto più elevata deve essere anche la protezione dal sole. L’Indice-UV viene comunicato spesso nel bollettino meteorologico della radio e della TV, in Internet e nel giornale. Viene indicato il valore massimo, che si raggiunge a mezzogiorno.

A partire da un Indice-UV pari a 3 ci si dovrebbe proteggere da un’eccessiva quantità di raggi solari con un’abbigliamento adeguato, l’uso di filtri solari (creme, lozioni, ecc.), oppure anche evitando una diretta esposizione.

 

Conseguenze

Nella giusta misura, luce e calore del sole sono salutari e ci trasmettono una sensazione di benessere. Il sole è quindi, in linea di principio, benefico per gli esseri umani.

Se però viene superata una determinata soglia limite, la quale varia da una persona all’altra, la cute può soffrire a causa dell’esposizione al sole.

Che cosa fanno esattamente i raggi solari con noi e con la nostra cute?

I raggi solari favoriscono la produzione di Vitamina D. Inoltre...
I raggi-UV rendono possibile un passo essenziale della sintesi di Vitamina D nel nostro organismo.

Come sappiamo, la vitamina D è importante per la crescita delle ossa. Tuttavia, non è necessaria un’esposizione prolungata alle radiazioni solari per poter sintetizzare la quantità necessaria di vitamina D. 10 - 15 minuti al giorno di sole su viso, braccia e mani sono sufficienti – anche a cielo coperto.

Il sole rende le persone più allegre. Inoltre...
La luce visibile e il calore del sole migliorano il nostro stato d’ animo, il nostro umore.

Oltre alle associazioni positive collegate a una giornata soleggiata, il sole è in grado di influenzare biochimicamente il nostro stato d’animo: nel cervello si liberano dei ‘messaggi chimici’ (come la serotonina), che ci fanno sentire euforici o rilassati. Non c’è da stupirsi che ogni inizio di primavera liberi innumerevoli persone dalla cosidetta "depressione invernale". L’esposizione controllata a lampade che emettono una luce molto intensa è addirittura utilizzata in psichiatria per la cura della depressione.

La radiazione da UV può essere applicata come terapia nella cura di diverse malattie della cute. Inoltre...
Attraverso un’applicazione mirata si possono usare i raggi UV per trattare diverse malattie della cute (fototerapia).

In questo modo una dose appropriata di raggi UV può contribuire a migliorare o persino a far sparire per lungo tempo malattie come la dermatite atopica o certe forme di psoriasi, riducendo l’infiammazione della cute e alleggerendo la sensazione di prurito. La dose di raggi UV da somministrare dovrebbe però sempre essere prescritta da uno specialista dermatologo.

Neurodermite (detta anche eczema atopico o dermatite atopica)

La neurodermite è una particolare forma di eczema con forte componente ereditaria, nella quale si rivelano spesso come decisivi dei fattori scatenanti che non hanno invece nessun ruolo importante negli altri tipi di eczema.

La neurodermite spesso causa forte prurito ed è soggetta a manifestazioni alternanti, con peggiormente e miglioramenti che si susseguono irregolarmente. Il termine Neurodermite dice molto sull’origine del disturbo: neuron viene dal greco e significa "nervo", dermatite, anche dal greco, significa "infiammazione della cute". I nervi giocano in questo caso un doppio ruolo: da un lato la sensazione di prurito (esattamente come il dolore) viene trasmessa al nostro cervello tramite i nervi; dall’altro lato il sistema nervoso ha molto a che vedere con il nostro stato psichico: è dimostrato ad esempio che situazioni di stress possono scatenare o peggiorare gravemente un dermatite atopica.

Di neurodermite si può soffrire a ogni età. Tutte le zone della cute possono venir colpite. Alla base dell’infiammazione presente nella dermatite atopica non è vi è normalmente un’allergia o per lo meno non soltanto. Spesso vi concorrono altre cause. La sola osservazione delle modifiche sopravvenute nella cute spesso non è sufficiente per distinguere una neurodermite da altri eczemi (come ad es. eczemi da contatto allergico o eczemi da contatto subtossico-cumulativo).

Grazie al sole ci si abbronza. Inoltre...
All’esposizione con raggi UV, la nostra pelle, per proteggersi, reagisce con un ispessimento di tutta l'epidermide o del solo strato corneo, nonché con un’abbronzzatura.

Quest’ultima avviene tramite un’aumentata produzione dei pigmenti dell’organismo (melanina). In questo modo dovrebbe venire schermata l’energia UV già sulla superficie della nostra cute, per evitarle di penetrare più in profondità. L’abbronzatura è quindi un segnale d’allarme della cute. Pertanto non è tanto l’abbronzatura quanto la colorazione naturale della pelle a indicare che questa è in buona salute.

I raggi UV possono provocare delle ustioni. Inoltre...
Un’eccessiva esposizione ai raggi del sole – sia naturale, sia dovuta a raggi UV artificiali – può diventare visibile già dopo poche ore.

Le scottature da sole vengono distinte secondo tre gradi, come le ustioni da fuoco:

1º Grado = Rossore doloroso, gonfiore
2º Grado = Formazione di vesciche
3º Grado = Distruzione ed esfoliazione dell’epidermide

La velocità con cui ci si ustiona al sole dipende, rispettivamente, dal fototipo, così come dalla durata dell’esposizione e dall’ intensità della radiazione solare. Da una ustione solare la cute si riprende solo in apparenza. Ogni ustione ha effetti così negativi sulla pelle, che l’organismo non è più in grado di riparare tutti i danni causati.

La conseguenza può essere un prematuro invecchiamento della pelle o persino la comparsa di un tumore maligno della cute. Tuttavia, chi si protegge in modo adeguato è in grado di evitare questo rischio.

Per colpa dei raggi UV la nostra cute può invecchiare più in fretta. Inoltre...
Abbronzarsi con frequenza accelera visibilmente l’invecchiamento della cute;

tali invecchiamento si manifesta innanzitutto con secchezza eccessiva (disidratazione provocata dai raggi UV). La pelle si secca e si squama. A lungo termine i raggi UV provocano una riduzione dell’elasticità della cute e la formazione di rughe e macchie pigmentate (macchie della vecchiaia).

I raggi solari possono provocare dei tumori. Inoltre...
La nostra cute "ricorda" ogni singola aggressione derivante dai raggi UV. Un’esposizione esagerata al sole può portare alla comparsa di tumori maligni o 'semimaligni'.

Semplificando molto, distinguiamo tumori 'chiari' detti tipo 'non melanoma' della cute (carcinomi basocellulari e carcinomi spinocellulari) da tumori di regola più scuri (melanoma).

Il tumori di tipo 'non melanoma' si manifestano soprattutto nelle persone anziane e, riconosciuti in tempo, ha ottime probabilità di cura con successiva guarigione completa, perchè di regola non si propagano in altri organi del corpo.  
Il melanoma, invece, può invece, che può colpire facilmente anche persone giovani, è più aggressivo e più difficile da trattare, anche perchè si diffonde facilmente nel corpo.    
 

Il sole non è l’unico responsabile dei tumori cutanei, ma certamente una corretta protezione dal sole può ridurre molto il rischio di contrarre un tumore cutaneo. Per saperne di più andare a Godere del sole in maniera sana

La cute può reagire con ipersensibilità ai raggi UV. Inoltre...
A volte la cute reagisce ai raggi UV in modo estremamente sensibile, manifestando sintomi spiacevoli, come ad esempio rossori, vescicole o pustole, collegati a forte bruciore e prurito.

Questo succede, ad esempio, quando la cute non è abituata a un’esposizione più intensa alla luce del sole ("cosiddetta allergia al sole"). Nella cosidetta acne di Majorca la cute reagisce alla combinazione di raggi UV con grassi o conemulgatori, contenuti nelle creme solari. Si manifestano cambiamenti nella cute simili all’acne, come le pustole. Anche alcuni medicamenti, cosmetici o piante, interagendo con i raggi UV, possono portare a sgradevoli mutamenti della nostra pelle.

In generale è necessaria la radiazione UV, però troppa può arrecare danni – a volte perfino irreversibili - alle persone. Di norma ogni persona dovrebbe confrontarsi con il tema delle radiazioni UV e delle loro conseguenze. La sensibilità con cui si reagisce all’esposizione solare è individuale. Questo dipende da ciascun tipo di cute, ossia dalla personale pigmentazione.

Il fatto di avere una carnagione chiara oppure scura è determinato dal nostro bagaglio genetico, quindi da fattori ereditari.
Persone con una carnagione pallida o lentigginosa, capelli chiari o rossi e occhi azzurri si ustionano più facilmente e spesso non si abbronzano affatto. I tipi con carnagione più scura si ustionano con meno frequenza e si abbronzano più in fretta.

Complessivamente esistono sei classi di carnagione (denominati fototipo) diverse (I –VI). In Europa sono maggiormente rappresentati i fototipi I – IV .

Per ulteriori informazioni sui fototipi clickare qui. Chi vuole, può scoprire con l’aiuto della tabella a quale classe di carnagione appartiene.

Fototipi

La pelle determina per una gran parte il nostro aspetto. Ciò avviene anche per il tipo di pigmentazione (fototipo).

Ogni persona ha un colore di pelle differente. E' importante sapere a quale fototipo si appartiene, poiché a seconda del fototipo bisogna agire diversamente quando ci si protegge dal sole. Che poi una persona abbia gli occhi i capelli e la pelle chiari o scuri è determinato geneticamente.

Un famoso dermatologo statunitense, Thomas Fitzpatrick, recentemente scomparso, ha sviluppato una suddivisione dei tipi di pelle in 6 fototipi, per poter dare indicazioni più specifiche sulla protezione dai raggi solari.

Fototipo 1

Caratteristiche:
Pelle molto chiara estremamente sensibile con lentiggini, occhi chiari e capelli rossi o biondi, nessuna capacità di abbronzarsi e ustioni solari frequenti (senza protezione in 10 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni solari e trattenersi all'ombra (sopratutto durante il giorno tra le 11 e le 15), un berretto che protegga la nuca, abbigliamento adatto e occhiali da sole che filtrino al 100% i raggi UV. Utilizzare filtri di protezione solare molto alta e prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra, nuca e occhi.

 

Fototipo 2

Caratteristiche:
Pelle chiara e sensibile, spesso lentiggini, abbronzatura "difficile" e ustioni solari molto frequenti (senza protezione entro 20 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni dal sole e trattenersi all'ombra (sopratutto durante il giorno tra le 11 e le 15), un berretto che protegga la nuca, abbigliamento adatto e occhiali da sole che filtrino al 100% i raggi UV. Utilizzare filtri di protezione solare da alta a molto alta e prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra, nuca e occhi.

 

Fototipo 3

Caratteristiche:
Cute mediamente chiara, occhi chiari o scuri e capelli bruni, abbronzatura possibile ma non veloce, ustioni solari (senza protezione dopo 30 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni solari, portare un berretto e occhiali da sole. Utilizzare filtri di protezione solare da media a alta. Prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra e nuca.

 

Fototipo 4

Caratteristiche:
Pelle abbastanza scura non particolarmente sensibile, occhi scuri e capelli bruni o neri, abbronzatura veloce e persistente, occasionalmente ustioni solari (senza protezione in 45 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni solari, portare un berretto e occhiali da sole. Utilizzare filtri di protezione solare media. In luoghi con irradiazione UV particolarmente intensa (mare, montagna, etc.) proteggere bene labbra, orecchie e nuca.

 

Fototipo 5

Caratteristiche:
Pelle scura poco sensibile, occhi scuri e capelli neri, solo raramente ustioni solari (senza protezione in 60 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni solari, portare un berretto e occhiali da sole. Utilizzare filtri di protezione solare media. In luoghi con irradiazione UV particolarmente intensa (mare, montagna, etc.) proteggere bene labbra, orecchie e nuca.

 

Fototipo 6
Caratteristiche:
Pelle nera poco sensibile, occhi scuri e capelli neri, molto raramente ustioni solari (senza protezione in 90 minuti).

Misure di protezione dal sole:
In luoghi con irradiazione UV particolarmente intensa (mare, montagna, etc.) portare un berretto e occhiali da sole. Utilizzare filtri di protezione solare da bassa a media. Evitare le ustioni solari: dopo lunghi periodi in cui ci si espone molto poco al sole è possibile ustionarsi anche con un fototipo 6.

 

Miti

  Molto è stato scritto intorno al tema "sole e protezione dai raggi solari",  le informazioni fornite non sono però sempre veritiere.

Molti affermano, ad esempio, che una cute abbronzata sia non solo particolarmente bella, ma anche particolarmente sana. Si tratta di una convinzione propria della nostra società occidentale. In realtà l’abbronzatura è un segnale d’allarme della nostra cute. Una cute veramente sana dovrebbe semplicemente avere il suo colore naturale.

Altri, sapendo che troppi raggi-UV non fanno bene, ma ricercando luce e calore anche nelle giornate fredde e grigie, decidono di andare nei solarium. Ma anche se la radiazione nel solarium è artificiale e viene a volte presentata come ‘controllata’, non per questo è meno pericolosa.

Sfatiamo una volta per tutte questo mito: la cosiddetta "pre-abbronzatura" prima delle vacanze o dell’estate – tanto nel solarium come con l’uso di autoabbronzanti – non contribuisce in alcun modo a proteggere dalle scottature del sole. Purtroppo si tratta di un argomento cui fanno spesso ricorso persone che vogliono promuovere l’abbronzatura 'artificiale' per i propri interessi economici. Quello che conta invece è la protezione individuale della cute, e si devono dunque prendere delle misure protettive in base al proprio tipo di cute.

E, per dirla tutta, anche sul tipo di pelle si può fare affidamento solo sino a un certo punto. Le persone con una carnagione scura a volte pensano di non rischiare di subire danni da esposizione al sole e ritengono che la protezione solare sia qualcosa che interessi soltanto le persone con una carnagione chiara. Tuttavia anche coloro che hanno una carnagione scura rischiano di danneggiare la propria cute se si espongono troppo ai raggi solari, anche se nel loro caso i danni appaiono dopo un po’ più di tempo.

La protezione solare, inoltre, non è solo necessaria in piena estate e con il cielo sereno, molti pensano infatti: “senza sole, nessun pericolo da UV”. Invece, complessivamente l’80% dei raggi-UV attraversano lo strato formato dalle nuvole. Inoltre, durante l’inverno i raggi solari vengono riflessi dalla neve, e così ci si può ustionare la cute anche durante la stagione fredda dell’anno. La cosa migliore è orientarsi in base all’Indice-UV, che indica l’intensità di raggi-UV in un dato luogo.

Chi non da peso al pericolo e pensa "Mah! un’ustione da sole ogni tanto non fa comunque niente", sbaglia. La cute non dimentica niente di quello che le succede nell’arco della vita.

Godere del sole in maniera sana

Dati i numerosi aspetti gradevoli del sole, a volte purtroppo si dimenticano i suoi aspetti negativi. Per questo la protezione solare è così importante.

Ognuno di noi, con un comportamento adeguato e un atteggiamento prudente, ha la possibilità sia di godere dei vantaggi del sole, che di proteggersi dai suoi effetti negativi.

Chi segue i seguenti suggerimenti si muove con sicurezza sotto il sole:

Pensare in modo diverso e preferire il colore naturale della cute al colorito abbronzato. Inoltre...
Per molte persone nella società occidentale è normale prendere il sole in modo prolungato e nei momenti di massima intensità; una cute abbronzata viene percepita come attraente e, nel contempo, segno di salute. Bisognerebbe però chiedersi:

non è in realtà più bella una cute sana con un’abbronzatura naturale? Il riconoscimento del fatto che esistono diversi tipi di carnagione e che ognuno può essere soddisfatto dalla propria è il primo passo verso un “comportamento solare intelligente”. Questo approccio viene peraltro già molto accettato tra molte top models o stelle del cinema. Se si osserva con più attenzione queste persone famose ci si accorge che soltanto pochissime sono molto abbronzate.

Più informazioni su Pelle e bellezza: ieri, oggi e altrove.

La nostra pelle determina il nostro aspetto fisico: c'è chi ha una pelle piuttosto scura, chi ha le lentiggini e così via. Ci sono sempre state e ci sono ancora diverse concezioni di bellezza. L'ideale di bellezza, e con questo anche il colore della pelle delle persone ritenute belle, dipende in genere dalla nostra cultura e dal suo specifico ideale di bellezza.

Oggigiorno, nella nostra società occidentale vengono spesso considerate belle e sane le persone abbronzate. Non è sempre stato così: ci sono stati tempi in cui veniva considerata particolarmente bella la pelle chiara. Nel Medioevo e nel Rinascimento, ad esempio, un pallore "distinto" era identificato come un segno di bellezza e sopratutto di ricchezza: la persona dotata di una pelle chiara poteva "permettersi" far lavorare gli altri per sé. Abbronzato era chi doveva guadagnarsi i suoi soldi con duro lavoro (ad es. lavorando nei campi). Così come certe persone oggi frequentano solarium, per rispondere all'attuale ideale di poter esibire una bella abbronzatura, le persone di allora cercavano di evitare al massimo il sole. Usavano inoltre le più svariate tinture per schiarirsi la pelle. Questi prodotti mettevano però spesso a rischio la salute.

Non è passato tanto tempo da quando si è preso a considerare particolarmente sana e bella una pelle abbronzata, si stima che questo sia avvenuto attorno al 1920-1930. Questo derivava dall'opinione che chi era abbronzato poteva permettersi di andare in vacanza o di godere di tempo libero sufficiente per stare all'aria aperta anzichè rimanere in ufficio. Però come conseguenza del aumento dell'incidenza dei tumori cutanei questo modo di vedere le cose sta mutando di nuovo e in molti luoghi diventa "trendy" una pelle mantenuta naturale.

Questa evoluzione vale in particolare nei paesi industrializzati. In altre culture esistono anche oggi concezioni completamente diverse, ove si ambisce a un'immagine completamente opposta: in Africa e Asia, una pelle più chiara è sinonimo di bellezza, e sopratutto di ricchezza e di successo. Per questo motivo alcuni africani e asiatici usano creme che sbiancano la pelle: perseguono in tal modo il loro ideale di bellezza e fanno conto di avere più opportunità per il futuro, sia nell'ambito lavorativo che in quello privato. Le procedure per sbiancare la pelle spesso comportano dei rischi. Molti possono soltanto permettersi dei prodotti a basso costo (spesso illegali), che frequentemente contengono sostanze pericolose o vietate e che mettono a rischio la salute. 

Evitare le ustioni da sole. Inoltre...
Evitare le ustioni da sole.

La migliore protezione della cute dai danni causati da raggi-UV sta nell’ evitare le ustioni e le eccessive esposizioni al sole. Perchè la cute non dimentica niente.
Portare degli abiti adeguati e occhiali da sole. Inoltre...

Facendo uso di abiti adeguati ci si può proteggere bene dal sole.

Utili sono per esempio i copricapi a tesa larga per proteggere occhi, orecchie, viso e collo. Proteggono dai raggi UV i vestiti lunghi ma sciolti, fatti di tessuti impenetrabili ai raggi solari, e anche occhiali da sole con un filtro UV omologato.
Fare uso di creme solari. Inoltre...
Inoltre ci proteggono dai raggi-UV le creme solari.

Am Queste dovrebbero essere applicate 30 minuti prima di esporsi al sole, in modo abbondante, per sfruttare al meglio il filtro protettivo sulla nostra pelle. La crema dovrebbe proteggere sia dai raggi-UV-A che dai raggi-UV-B.
Zone del corpo esposte perpendicolarmente ai raggi del sole, che i tedeschi chiamano "Sonnenterrassen" (terrazze solari), quali viso, orecchie, spalle, collo, dorsi delle mani e dei piedi, dovrebbero essere protette con particolare attenzione.

Chi vuole fare il bagno deve usare preferibilmente una crema resistente all’acqua, o per lo meno ricordarsi di applicare nuovamente la crema dopo esser usciti dal bagno. Ma con le stesse creme resistenti all’acqua è necessario ripetere le applicazioni più volte al giorno, per mantenere l’efficacia della prevenzione. Importante è anche il fattore di protezione adeguato. Deve essere più o meno.

Attenzione però: la crema solare non garantisce una totale protezione
dai danni causati da raggi UV e non è quindi un lasciapassare per
godersi il sole senza limitazioni.

 

Evitare il sole diretto e rifugiarsi all’ombra. Inoltre...
I raggi UV sono di intensità diversa, a seconda dell’ora e del luogo.

Particolarmente importante è evitare il sole di metà giornata, tra le ore 11 e le ore 15. In queste ore il sole irradia la terra perpendicolarmente e i suoi raggi sono perciò particolarmente intensi – in queste ore è meglio trattenersi all’ombra.

E’ consigliabile una particolare cautela in montagna, in spiaggia o sull’acqua – ma non solo: i raggi UV del sole possono potenzialmente causare danni anche se ci si trova nel giardino della scuola, o sul balcone di casa.

In generale può essere di aiuto fare attenzione all’Indice UV.

L'Indice UV

L’Indice UV ci indica l’intensità dei raggi-UV in una determinata giornata in un determinato luogo.

Il valore più basso è 1 e cresce con l’intensità dei raggi. Quanto più alto è l’indice, tanto più elevata deve essere anche la protezione dal sole. L’Indice-UV viene comunicato spesso nel bollettino meteorologico della radio e della TV, in Internet e nel giornale. Viene indicato il valore massimo, che si raggiunge a mezzogiorno.

A partire da un Indice-UV pari a 3 ci si dovrebbe proteggere da un’eccessiva quantità di raggi solari con un’abbigliamento adeguato, l’uso di filtri solari (creme, lozioni, ecc.), oppure anche evitando una diretta esposizione.

Cercare di proteggersi dal sole in ogni momento. Inoltre...
Un’ustione solare si può prendere ovunque: durante una gita, sul balcone di casa o durante la ricreazione a scuola. Proteggersi dal sole è quindi sempre importante.
Preferibilmente evitare abbronzature artificiali. Inoltre...
Frequentare un solarium non costituisce un’alternativa per procurarsi un’abbronzatura sana: infatti, qualsiasi radiazione UV, che sia artificiale o naturale, può recare danni alla cute.

Per questo motivo sarebbe meglio evitare del tutto i solarium e le lampade abbronzanti. Anche per una illusoria preparazione della pelle al sole delle vacanze, ossia per una "preabbronzatura", le lampade solari sono inutili: non modificano il grado di protezione dai raggi UV.


Lo stesso vale per le creme autoabbronzanti.

  Inoltre: presto l’accesso ai solarium a bambini e a ragazzi sotto i 18 anni sarà vietato in tutta Europa. La lettura di quanto abbiamo scritto in questo capitolo avrà reso più comprensibili le motivazioni di questa nuova norma.

Sapere qual’è la propria classe di carnagione e calibrare la protezione in funzione di essa. Inoltre...
In tema di protezione solare è importante anche il tipo di carnagione. La velocità con cui la cute senza alcuna protezione può riportare dei danni derivanti dai raggi UV dipende sempre dal proprio tipo di carnagione.

Per questo le misure di protezione dovrebbero essere adeguate al tipo di pelle. Quanto più chiara di cute sia una persona, tanto più basso è il tempo di resistenza naturale della cute. Questo vuol dire che è più breve il tempo in cui una persona può stare al sole senza protezione e senza rischiare un’ustione. Per questo motivo si devono proteggere di più le persone di carnagione chiara che quelle di carnagione più scura.

Per ulteriori informazioni sui fototipi clickare qui. Chi vuole, può scoprire con l’aiuto della tabella a quale classe di carnagione appartiene.

Fototipi

La pelle determina per una gran parte il nostro aspetto. Ciò avviene anche per il tipo di pigmentazione (fototipo).

Ogni persona ha un colore di pelle differente. E' importante sapere a quale fototipo si appartiene, poiché a seconda del fototipo bisogna agire diversamente quando ci si protegge dal sole. Che poi una persona abbia gli occhi i capelli e la pelle chiari o scuri è determinato geneticamente.

Un famoso dermatologo statunitense, Thomas Fitzpatrick, recentemente scomparso, ha sviluppato una suddivisione dei tipi di pelle in 6 fototipi, per poter dare indicazioni più specifiche sulla protezione dai raggi solari.

Fototipo 1
 

Caratteristiche:
Pelle molto chiara estremamente sensibile con lentiggini, occhi chiari e capelli rossi o biondi, nessuna capacità di abbronzarsi e ustioni solari frequenti (senza protezione in 10 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni solari e trattenersi all'ombra (sopratutto durante il giorno tra le 11 e le 15), un berretto che protegga la nuca, abbigliamento adatto e occhiali da sole che filtrino al 100% i raggi UV. Utilizzare filtri di protezione solare molto alta e prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra, nuca e occhi.

 

 
Fototipo 2
 

Caratteristiche:
Pelle chiara e sensibile, spesso lentiggini, abbronzatura "difficile" e ustioni solari molto frequenti (senza protezione entro 20 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni dal sole e trattenersi all'ombra (sopratutto durante il giorno tra le 11 e le 15), un berretto che protegga la nuca, abbigliamento adatto e occhiali da sole che filtrino al 100% i raggi UV. Utilizzare filtri di protezione solare da alta a molto alta e prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra, nuca e occhi.

 

 
Fototipo 3
 

Caratteristiche:
Cute mediamente chiara, occhi chiari o scuri e capelli bruni, abbronzatura possibile ma non veloce, ustioni solari (senza protezione dopo 30 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni solari, portare un berretto e occhiali da sole. Utilizzare filtri di protezione solare da media a alta. Prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra e nuca.

 

 
Fototipo 4
 

Caratteristiche:
Pelle abbastanza scura non particolarmente sensibile, occhi scuri e capelli bruni o neri, abbronzatura veloce e persistente, occasionalmente ustioni solari (senza protezione in 45 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni solari, portare un berretto e occhiali da sole. Utilizzare filtri di protezione solare media. In luoghi con irradiazione UV particolarmente intensa (mare, montagna, etc.) proteggere bene labbra, orecchie e nuca.

 

 
Fototipo 5
 

Caratteristiche:
Pelle scura poco sensibile, occhi scuri e capelli neri, solo raramente ustioni solari (senza protezione in 60 minuti).

Misure di protezione dal sole:
Evitare le ustioni solari, portare un berretto e occhiali da sole. Utilizzare filtri di protezione solare media. In luoghi con irradiazione UV particolarmente intensa (mare, montagna, etc.) proteggere bene labbra, orecchie e nuca.

 

 
Fototipo 6
  Caratteristiche:
Pelle nera poco sensibile, occhi scuri e capelli neri, molto raramente ustioni solari (senza protezione in 90 minuti).

Misure di protezione dal sole:
In luoghi con irradiazione UV particolarmente intensa (mare, montagna, etc.) portare un berretto e occhiali da sole. Utilizzare filtri di protezione solare da bassa a media. Evitare le ustioni solari: dopo lunghi periodi in cui ci si espone molto poco al sole è possibile ustionarsi anche con un fototipo 6.

    Inoltre: bisognerebbe avere sempre un occhio di riguardo alla propria cute. Trovare un segno particolare sulla nostra pelle, come ad esempio un neo di aspetto insolito, o che cambia nel tempo, o che per esempio prude o duole, dovrebbe indurci sempre a rivolgerci a un dermatologo: sarà poi questi a dirci se ci sia qualcosa da fare.  

Per l’autoispezione ci sono inoltre alcuni suggerimenti. Inoltre...
L’autoispezione

I tumori cutanei sono gli unici tumori riconoscibili esternamente, a 'occhio nudo'
.

Pertanto possono esser individuati più facilmente e più tempestivamente degli altri tipi di cancro. Questo aumenta le possibilità di cura e di guarigione. Si dovrebbe dunque idealmente farsi controllare annualmente dal dermatologo e ci si dovrebbe autoispezionare dalla testa ai piedi ogni tre mesi circa.

I tumori cutanei più chiari, di tipo 'non melanoma' si manifestano ad esempio con formazioni color rosa, marrone chiaro o color pelle, sporgenti sulla superficie della cute, sono ruvidi e spesso perdono 'squame'. A volte, possono formare delle ulcerette, o delle croste che cadono e periodicamente si riformano.

I melanomi, invece, possono spesso esser individuati con l’aiuto della cosidetta Regola-ABCDE: Si deve controllare tutto il corpo alla ricerca di nei che abbiano le seguenti caratteristiche:

A = Asimetria (asymmetry):
È irregolare la forma del neo?
B = Bordo(border):
Il neo presenta un bordo ruvido, irregolare o sembra debordare?
C = Colorazione (color oder coloration):
Il neo presenta colorazioni diverse?
D = Diametro (diameter):
Il diametro del neo supera i 5 milimetri?
E = Elevazione (elevation) e Evoluzione (evolution):
Il neo è sporgente? Muta nel tempo?

Modulo 3: Eczemi

Eczemi - Prurito, bruciore e nessun divertimento... Ci si vuole fare belli e poi guarda un po’ che cosa capita! La pelle prude e brucia e non è più la pelle in cui ci si sente tanto bene. Per fortuna Thelma era stata messa in guardia in tempo e non ha indossato i vecchi orecchini... Se vuoi sapere quanto altro è accaduto dietro la porta segreta puoi ascoltare o leggere il Episodio 2.

Modulo di apprendimento 'Eczemi'
Episodio 3
La porta segreta
Interattivo
Sulle tracce degli eczemi – L’avventura
Consigli & Info
Consigli e informazioni relative agli eczemi

 

Episodio 3

La porta segreta

Dopo una giornata di vacanza relativamente impegnativa, con corse e torneo di pallavolo in spiaggia, i nostri amici decidono di concedersi una tranquilla e riposante serata nel loro punto d’incontro segreto. Munitisi di coperte, torce e provviste, i ragazzi procedono silenziosi attraverso il bosco fino alla vecchia villa.

Stanno girando intorno alla casa abbandonata, per passare come al solito attraverso la piccola finestra al primo piano, quando Paolo fa una scoperta:

“Ehi, gente. Guardate qui! Dietro all’edera c’è una porta. Forse è aperta“.

Max, Natalya e Thelma si fermano per puntare la torcia sulla porta di legno ricoperta dall’edera, mentre Paolo coraggiosamente cerca di farsi largo attraverso la vegetazione rampicante. E con successo. La vecchia porta scricchiola rumorosamente quando Paolo la spinge con forza, aprendola.

“Ah, che vi avevo detto? Ora non dobbiamo introdurci in casa attraverso la finestrella. Vediamo che cosa c’è dietro la porta. Seguitemi!“

Gli altri si guardano stupiti e si affacciano dalla soglia coperta di vegetazione. La luce delle torce permette di riconoscere una scala stretta che scende verso la cantina, e quest’ultima sembra esser chiusa da una botola. Evidentemente conduce a una zona della villa che i ragazzi finora non avevano scoperto.

“Ma dobbiamo veramente scendere laggiù? Le tavole di legno sembrano marce e non mi paiono particolarmente affidabili!” constata Max.

“Adesso non fare tante storie! La cosa migliore è scendere lentamente, uno dietro l’altro. Non siete curiosi di sapere cosa ha nascosto lì il vecchio proprietario? Forse troviamo un tesoro!” risponde Paolo.

“Ha, ha!...un tesoro, certo! Sembra che tu abbia visto troppi film”

“Esatto. Probabilmente troveremo, tra tante ragnatele, se ci va bene, del carbone e dei libri polverosi. Ma se vuoi, scendiamo pure”.

Le due ragazze sono scettiche, tuttavia, anche se titubanti, si accodano. Natalya, assieme a Max, fa da fanalino di coda; non sa che pensare dell’idea.

“Ma come è buio qui!“ dice Thelma con un leggero tremore nella voce, mentre scende le vecchie scale dietro a Paolo.

“Io ti illumino la strada.” “Ferma! Aspettami, Thelma...“ chiama Natalya e segue gli altri a passo veloce.

Arrivati giù, non possono credere ai loro occhi. Si trovano in un vecchio studio. I sottili coni di luce delle torce illuminano libri vetusti, coperti da uno spesso strato di polvere. Sulla scrivania ricoperta di ragnatele c’è un blocco di appunti: la carta è ingiallita e quanto vi è scritto è quasi illeggibile. A cosa avrà lavorato il proprietario? I ragazzi osservano il luogo incuriositi.

“Oh guardate! Ho veramente trovato un tesoro. In questa ciotola ci sono degli orecchini con piccole pietre verdi. Mi staranno bene?”, chiede Thelma e inserisce uno dei pendenti dorati nel lobo dell’orecchio.

“Ma non puoi semplicemente prendere gli orecchini – è rubare!” dice Max inorridito.

“Ma chi ha mai parlato di rubare? Li provo soltanto“, risponde secca Thelma, mentre si mette il secondo orecchino.

“Allora? Cosa dite? Mica male, vero?“

Paolo ammira i gioielli, mentre Max e Natalya si guardano e scuotono il capo. Poi tutti prendono a esplorare il vano che hanno scoperto.

Dietro montagne di appunti disordinati ed enormi cumuli di libri scoprono un attestato incorniciato appeso alla parete, così impolverato che la scrittura è difficilmente leggibile. Proprio mentre Max sta per ripulirlo con la sua manica, a Paolo viene da starnutire e così lo spolvera involontariamente.

“Grazie, Paolo. Sei proprio di aiuto”, scherza Max.

“Di-di-di-nienteee“, farfuglia Paolo, che deve starnutire di nuovo.

Max porge ridacchiando un fazzoletto all’amico, mettendoglielo sotto il naso rosso:

“allergico alla polvere, eh?“

Illumina l’attestato e legge: “Attestato per meriti speciali nell’ambito della ricerca allergologica presso l’Università di Cannes...conferiamo alla Prof.ssa Dr. Marie Prurit il titolo di Dottore Honoris Causa”

Max si ferma:

“Prurit? Ma è francese e sig-sig...significa...etccì!”

Ora inizia a starnutire pure Max. “Significa Etccì? Il nostro scienziato è una scienziata e si chiama Etccì?” chiede Paolo incredulo, mentre le ragazze scoppiano a ridere.

“Prurit vuol dire prurito in francese”, spiega Max agli altri. “Ha, ha...questo è ancora più azzeccato!” Ridacchia Natalya.

“A proposito di prurito. Thelma, se fossi in te farei più attenzione con degli orecchini presi da estranei”, dice Natalya e aggiunge: “una mia amica recentemente si era portata dalle vacanze degli orecchini molto simili a questi, non sapendo di essere allergica al nichel. Dopo un giorno le sue orecchie erano diventare rosse e sentiva prurito – la signora Prurit si sarebbe divertita”.

Thelma si tocca le orecchie e dice, forse un po’ esitante: “Stupidaggini – questi non sono di nichel!“

“ma forse tu sei allergica agli orecchini rubati”, rimarca Max, che non approva il fatto di prendere cose altrui.

“Oppure fanno parte del patrimonio della famiglia Prurit e portano una maledizione...”, bisbiglia Thelma con voce rauca, ma decide non togliersi gli orecchini, che tanto le piacciono, almeno finché non saranno usciti dalla villa.

“Ma di preciso, di che cosa si occupava nelle sue ricerche la signora Prurit? Che cosa c’è scritto lì?” Paolo corruga la fronte e si china di nuovo sull’attestato.

“Allergie ed eczemi”, legge ad alta voce. “Allergie e cosa? Eczemi? Che cosa sono? Non sono delle schifezze che ti crescono sulla pelle?”, chiede Thelma.

“Sì, come capiterà presto con le tue orecchie – nel caso tu sia allergica al nichel, come l’amica di Natalya“, ribatte Max.

“Insomma, non potete essere un po’ seri? Ho trovato ancora qualcosa qui. Su questo appunto c’è scritto a grandi lettere: eczemi – realtà e leggende” legge Paolo.

“Hm, ma manca un pezzo di carta. Vediamo che cosa c’è scritto sugli altri appunti. Forse ci possono dare una spiegazione...“

Bamm! Un forte colpo sordo lascia impietriti i quattro ragazzi. “Che cos’è stato?“, bisbiglia Paolo.

“La botola, la botola delle scale, siamo in trappola, lo sapevo, io LO SAPEVO”, si lamenta Natalya.

Poi, attraverso la finestra della cantina vedono qualcuno con una torcia: dalla sagoma sembra un uomo giovane. Rivolgendosi ai quattro questi esclama: “Ehilà, c’è qualcuno?”

Paolo, non vedendo altra via d’uscita, risponde con forza: “Sì, qui c’è qualcuno. Ma non siamo ladri, siamo soltanto quattro ragazzi del campo estivo. Non abbiamo fatto niente!”

Poco dopo, il giovane con la torcia, aperta la botola, scende la scala del laboratorio.

“Ah, questa villa è proprio magica – attira ogni anno ragazzi del campeggio, come se esercitasse un fascino misterioso”.

L’uomo, nel frattempo, ha raggiunto Paolo, Max, Thelma e Natalya, che guardano imbarazzati il pavimento.

“Va bene”, prosegue: “io sono Henri, Henri Molé. Sono il proprietario di questa vecchia villa, ma purtroppo non ho i soldi per rinnovarla. La mia bi-snonna visse qui, o meglio: ci svolgeva le sue ricerche.”

“Sì, l’avevamo già scoperto. La tua, ehm, volevo dire la Sua bisnonna è questa famosa professoressa?”, chiede Max curioso.

“Sì, è così”, risponde il giovane,: “Ma ora passiamo a voi: non potete introdurvi, come se niente fosse, in case altrui e frugare tra attestati di sconosciuti...e, come posso vedere, anche tra...orecchini”.

Thelma si toglie in fretta gli orecchini e, imbarazzata, li rimette al loro posto. Henri la guarda con serietà:

“Certamente non ti avrebbero fatto bene. Non saresti la prima a reagire con un’allergia al nichel!”

Natalya si guarda attorno tutta fiera – allora aveva fiutato giusto!

“Ma guarda un po’”, Paolo sembra essersi ripreso completamente dallo spavento e interviene:

“qui abbiamo qualcuno che sembra seguire pesantemente le orme della cara bisnonna, vero?”

Henri annuisce: “Sì, o per lo meno ci provo. Studio Medicina qui vicino, all’Università di Montpellier. Ma ora cercate di tornare al campeggio. Per questa volta chiuderò un occhio! E...per quanto riguarda la veranda…continuate pure ad andarci senza problemi!”

Interattivo

Sulle tracce degli eczemi – L’avventura

Max ne è convinto: scoprire il vecchio studio-laboratorio nello scantinato dell’antica villa è veramente stata un’avventura. Né il ‘vissuto di orrore ’ di Natalya né la storia del "ladro di spiaggia" hanno lasciato in lui un’impressione così forte e duratura e fatto venire così tante idee come la porta misteriosa e le vecchie attrezzature scientifiche di Madame Prurit. "Ci sarebbe sufficiente materiale per costruire una specie di racconto-enigma di fantasia", pensa Max – "...simile ad un videogioco...".

Max ha l’immagine chiaramente davanti agli occhi: i vecchi libri ingialliti, coperti da centimetri di polvere; la scrivania piena di ragnatele e il vecchio taccuino con le scritte praticamente illegibili; i mucchi di appunti disordinati e le enormi montagne di libri; l’attestato appeso alla parete, così impolverato che a malapena si poteva decifrare quel che vi era scritto. Una situazione ideale per enigmi legati ai miti e alle voci sbagliate in medicina! Avete anche voi voglia di decifrare qualche enigma in questo misterioso scantinato? Forza, andiamo!

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    Tutto chiaro? Altrimenti potete leggere alcuni consigli e informazioni utili. Anche i Consigli & Info si aprono con una nuova finestra.
Qui si va a Consigli & Info relative agli eczemi!

 

 

Consigli & Info

  A tutti è capitato qualche volta di avere una zona della cute più secca delle altre. Questo è normale, anche perchè la nostra pelle deve resistere a diverse aggressioni. Spesso la cute si riprende velocemente. In tal caso ci accorgiamo appena di questo tipo di manifestazione. A volte però i cambiamenti sono così frequenti o duraturi che ci causano fastidio e limitazioni. Tali sintomatologie, spesso semplicemente chiamate "cute secca", possono sfociare in quello che conosciamo come eczema.

La pelle secca è però soltanto uno degli aspetti esterni di un eczema. Gli eczemi sono infiammazioni degli strati più esterni della cute, a cui si possono associare prurito, vesciche, screpolature e ispessimenti della pelle. Si tratta di disturbi fastidiosi e molesti, che, oltretutto, possono anche influenzare decisioni importanti, come la scelta di un lavoro o la facilità dei rapporti con il prossimo.

Per saperne di piu': Definizione e conseguenze.

Perché un eczema compaia è necessaria per lo più una predisposizione genetica, ma gli eczemi non si manifestano in misura uguale in tutti. Possono infatti concorrervi anche altri fattori scatenanti esterni o interni. Tra questi, ad esempio, determinate sostanze con le quali siamo entrati in contatto oppure un’allergia.

Per saperne di piu': Come e perchè nascono gli eczemi e Miti.

Pertanto è importante sapere se si può fare qualcosa, in modo da evitare la comparsa dell’eczema. La premessa più importante è la conoscenza delle cause e dei possibili trattamenti di questo tipo di problema. E’ pertanto fondamentale evitare i fattori irritanti o allergenici, provvedere a una cura e a una protezione adeguata della cute e infine disporre di un trattamento mirato con diversi medicinali.

Per saperne di piu': Prevenzione e terapia

Nessuno dovrebbe essere abbandonato alla mercé di eczemi e allergie: possiamo fare tante cose per evitare questo tipo di complicazioni o almeno per limitare il più possibile i disturbi provocati.

Definizione

Molti conoscono probabilmente il termine "eczema" dalle riviste, la TV o Internet. Comunque, in tanti non riescono a farsi un’idea di cosa esattamente sia un eczema.

Frequentemente gli eczemi si associano con la sensazione di prurito, ma possono manifestarsi anche in tanti altri modi, diversi dal prurito: ad esempio fissare nella pelle, desquamazione, formazione di vescicole etc. Gli eczemi sono estremamente diffusi: in tutto il mondo sono tante le persone, di tutte le età, affette da eczema.

    Gli eczemi sono infezioni degli strati superiori della cute, in cui si formano delle vescicole. Normalmente queste vescicole causano prurito e appaiono all’inizio come pallini rosacei. Quando si aprono o si grattano, ne esce un liquido chiaro il liquido interstiziale. La pelle resta secca e si squama intensamente.  

Osservando con attenzione le proprie mani, molti sicuramente riconosceranno zone della pelle di questo tipo. Si tratta spesso di "mini-eczemi", che non ci disturbano tanto. I disturbi veri iniziano quando sono coinvolte aree della pelle più estese.

Qui sono riprodotte alcune immagini di eczemi:

Non di rado sono colpite le mani, dato che vengono esposte in continuazione a molteplici fattori esterni. Non è sorprendente, se si pensa a tutto quello con cui entrano in contatto le mani nell’arco della giornata (lavarsi, preparare la colazione, toccare stoviglie e detersivi, afferrare la maniglia della bici o il volante dell’automobile, maneggiare la carta, ecc).

Gli eczemi inoltre possono manifestarsi a qualsiasi età. Nei neonati e nei lattanti non di rado si sviluppano sul viso, più avanti nell’età scolare e durante la vita lavorativa si possono concentrare sulle mani. Nella vecchiaia diventa più secca tutta la cute. Pertanto tutto il corpo prima o poi viene colpito.

Conseguenze

Il fastidio causato da eczemi e allergie vengono può venir percepito in misura diversa, a seconda dell’intensità della reazione e della parte del corpo interessata. Ad esempio ci si accorgerà appena di un leggero prurito accompagnato a rossore nei lobi delle orecchie causato all’inizio da un’allergia da contatto al Nickel per chi porta gli orecchini. leggermente arrossato viene percepito appena. Ma a seguito di un’allergia si possono anche avere importanti manifestazioni sulla cute con forte bruciore, prurito molto intenso e infiammazioni massicce.

Queste molestie possono condizionarci fortemente. Inoltre, rossore e prurito possono durare a lungo. La limitazione che si percepisce dipende in questo caso dall’intensità e durata dei disturbi.

Gli eczemi si possono manifestare in tutte le zone della cute e provocare scomode reazioni in tutte le parti del corpo. Particolarmente limitanti vengono percepiti gli eczemi che si manifestano su parti del corpo visibili a tutti (mani, viso) o parti che usiamo quotidianamente (mani).

Qui sono riprodotte due immagini di cosidetti eczemi o dermatiti allergiche da contatto:

Eczemi nelle mani - particolarmente fastidiosi. Specialmente le mani sono un importante strumento che ci permette di percepire la realtà che ci circonda. Inoltre si fa fatica a nascondere le mani con dei tessuti, a cosa sembrerebbe molto strana. In tali casi, le manifestazioni dell’allergia sulla cute sono sotto gli occhi di tutti.

Quando la cute delle mani è gonfia, irritata e screpolata, i nervi sottostanti riconoscono diversamente o per niente i segnali da contatto. E’ come se si avesse uno strato di argilla secca sulle mani. Si fa fatica sia a muovere le dita, perchè lo strato secco non è elastico, sia a percepire adeguatamente gli oggetti che si toccano.

Spesso, nei casi di cute fortemente compromessa, si tende a evitare anche il contatto fisico con altre persone. Perchè durante il contatto (ad es. quando si dà la mano) si sente la cute secca come se fosse carta vetrata. Per questo, spesso senza motivo, viene evitato il contatto fisico con amici o conoscenti.

 

Come e perchè nascono gli eczemi

La cute umana è molto resistente, ma anche molto sensibile. La cute reagisce a stimoli esterni (caldo, freddo o sporco) e interni (ad es. stress, alimentazione, malattie).

Ogni persona reagisce in modo individuale a questi stimoli. La tipologia di reazione può anche in parte essere legata a fattori ereditari. In base alla personale resistenza ai possibili agenti scatenanti o aggravanti e alla predisposizione innata, si possono sviluppare eczemi quando la facoltà della pelle di compensare gli attacchi provenienti dell’esterno della cute si esauriscono. Gli eczemi possono inoltre essere collegati a vere e proprie allergie.

I seguenti fattori contribuiscono alla nascita di un eczema:

Fattori scatenanti interni (endogeni)

Lo stato della nostra pelle, se malata o sana, dipende tra altre cose con i processi che hanno luogo all’interno del nostro corpo. Questo vale anche per la comparsa degli eczemi.


Questa può ad esempio essere influenzata da fattori genetici, quindi essere ereditata. Può però anche essere rafforzata dal nostro benessere (ad esempio paura o nervosismo) oppure da una malattia come l’influenza.


Se vuoi sapere di più, continua a leggere le sottosezioni. .

Predisposizione. Inoltre...
Come abbiamo detto, le possibili reazioni innate della cute ai diversi fattori scatenanti un eczema hanno un ruolo importante tra le cause di un eczema.

Una forte predisposizione innata (genetica) agli eczemi viene chiamata anche atopia. Gli eczemi che si sviluppano su questa base vengono denominati per questo anche eczemi atopici. Molti conosceranno anche la definizione di "neurodermite", che è soltanto un altro modo di chiamare un eczema atopico. La neurodermite è la forma più frequente di eczema.

Molte persone hanno questa predisposizione senza saperlo. La predisposizione agli eczemi è associata a un aumento di probabilità di sviluppare certe allergie, come ad esempio l’allergia alle graminacee. Le infezioni possono anche passare dalla cute alle vie respiratorie (asma) o ad altre mucose (rinite allergica – cosiddetto raffreddore da fieno, congiuntivite allergica = lacrimazione degli occhi).

Neurodermite (detta anche eczema atopico o dermatite atopica)

La neurodermite è una particolare forma di eczema con forte componente ereditaria, nella quale si rivelano spesso come decisivi dei fattori scatenanti che non hanno invece nessun ruolo importante negli altri tipi di eczema.

La neurodermite spesso causa forte prurito ed è soggetta a manifestazioni alternanti, con peggiormente e miglioramenti che si susseguono irregolarmente. Il termine Neurodermite dice molto sull’origine del disturbo: neuron viene dal greco e significa "nervo", dermatite, anche dal greco, significa "infiammazione della cute".

I nervi giocano in questo caso un doppio ruolo: da un lato la sensazione di prurito (esattamente come il dolore) viene trasmessa al nostro cervello tramite i nervi; dall’altro lato il sistema nervoso ha molto a che vedere con il nostro stato psichico: è dimostrato ad esempio che situazioni di stress possono scatenare o peggiorare gravemente un dermatite atopica.

Di neurodermite si può soffrire a ogni età. Tutte le zone della cute possono venir colpite. Alla base dell’infiammazione presente nella dermatite atopica non è vi è normalmente un’allergia o per lo meno non soltanto. Spesso vi concorrono altre cause.

La sola osservazione delle modifiche sopravvenute nella cute spesso non è sufficiente per distinguere una neurodermite da altri eczemi (come ad es. eczemi da contatto allergico o eczemi da contatto subtossico-cumulativo).

körperliches und seelisches Wohlbefinden. Inoltre...
La cute è in continuo mutamento. In realtà ogni persona "cambia tutta la pelle" una volta al mese. Nell’uomo però la pelle non si rinnova tutta in una sola volta, come avviene ad esempio nei serpenti, ma gradualmente, strato per strato, man mano che i singoli strati dell’epidermide migrano verso l’alto e vengono sostituiti da strati più giovani.

Molti processi che hanno luogo all’interno del corpo influiscono sulle caratteristiche della cute e quindi anche sul suo comportamento. Questi processi possono essere sia processi ciclici a lungo termine, come le mestruazioni, con le variazioni ormonali collegate ad esse, o come l’invecchiamento, che implica una progressiva perdita di morbidezza della cute; sia anche processi indipendenti, quali infezioni e stress. Tutte queste componenti portano alla liberazione di diverse sostanze nel corpo, che attraverso le arterie arrivano anche fino alla cute e possono innescarvi delle reazioni.

L’importanza di questi fattori scatenanti è determinante per il decorso di una dermatite atopica. Inoltre...

Neurodermite (eczema atopico) e psiche

Un ruolo determinante nella neurodermite è dato dai fattori interni (endogeni). E tra questi, la psiche, quindi il nostro stato di benessere o malessere interiore, è un fattore molto importante: Psiche e cute possono influenzarsi a vicenda agendo in un circolo vizioso.

Effetti della psiche sulla neurodermite

Qualsiasi tipo di "stress" psichico può avere effetti negativi sulla cute. Dolore causato da separazione, nostalgia di casa, agitazione prima di un esame, un colloquio di lavoro, litigi con terzi – tutto questo può subito scatenare il prurito di una neurodermite. Ma non soltanto fattori stressanti negativi giocano un ruolo. Anche un’esagerata allegria può peggiorare lo stato della cute. Queste reazioni si spiegano con l’influenza del sistema nervoso sul sistema immunitario, che può scatenare una maggiore attività infiammatoria nella cute.

Effetti della neurodermite sulla psiche

Così come la neurodermite è influenzata dalla nostra psiche, anche la neurodermite può influire sulla nostra psiche. Durante un periodo di aggravamento acuto si liberano nella pelle sostanze infiammatorie (mediatori), che arrivano al sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale) attraverso il sangue. In questi momenti le persone che soffrono di dermatite atopica sono pertanto particolarmente irritate, insofferenti e inquiete.

L’irrequietezza e il non poter dormire per il forte prurito causano spesso carenza di sonno nelle persone affette da neurodermite. Ciò aumenta la sensibilità all’irritazione e la soglia di tolleranza si abbassa: piccole contrarietà possono creare situazioni di tensione, che a loro volta causano ulteriore stress e peggiorano la situazione. Per la mancanza di sonno diminuisce la soglia di attenzione a scuola o al lavoro e i rendimenti si abbassano ancora, il che porta a nuove situazioni di conflitto.

Anche i cambiamenti nelle zone visibili, particolarmente sul viso, hanno a volte effetti negativi. La curiosità, sorpresa o commiserazione da parte degli altri porta molti pazienti a limitare la propria vita sociale. Anche il guardarsi quotidianamente nello specchio può essere pesante, se sono affette zone del corpo visibili. Le persone spesso ritengono che tali pazienti siano introversi, che si ritirino e non traggano piacere dai contatti sociali. Questi atteggiamenti non hanno però niente a che vedere con una malattia psichica, ma sono soltanto una conseguenza e non una causa della neurodermite. La neurodermite ci dà nel vero senso della parola "sui nervi".

 
Fattori scatenanti esterni (esogeni)

La pelle è inoltre influenzata da fattori esterni, che possono anche provocare eczemi. Tra essi si contano oltre al clima (caldo, freddo, aria secca e umida) diverse sostanze del nostro intorno, con le quali può entrare in contatto la nostra pelle.


Si distinguono sostanze fortemente irritanti – cosiddetti irritanti – oppure allergeniche, cioè sostanze che possono provocare allergie.


Per ulteriori informazioni continua a leggere le sottosezioni.

Sostanze irritanti. Inoltre...

Anche dall’esterno la nostra cute è esposta a diverse sollecitazioni.

In questo caso i fattori che possono indurre forti cambiamenti nella cute e quindi aumentare il rischio di eczema possono essere sia i cicli a lungo termine come le stagioni dell’anno, sia i fattori più immediati come il contatto con una sostanza irrittante o disidratante (molta acqua o prodotti chimici come ad es. solventi, sostanze per la cura dei capelli – ad esempio per la permanente).

VI sono eczemi che vengono influenzati molto da fattori esterni e ove non è predominante come fattore casuale la predisposizione genetica. Un eczema così fortemente condizionato da irrittanti o dallo 'strapazzare' la pelle viene anche chiamato eczema subtossico-cumulativo.

Eczema subtossico-cumulativo (eczema da contatto irrittante)

Per quanto riguarda l’origine dell’eczema da contatto subtossico-cumulativo, nè un’allergia, nè la predisposizione genetica hanno un ruolo importante in questo caso.

Il termine usato in tedesco, che tradotto in italiano sarebbe “eczema da usura” indica già quali siano le cause rilevanti di questa malattia. L’eczema da contatto si manifesta come un’irritazione della cute causata da varie sostanze aggressive. Si manifesta sempre solo oltrepassata una determinata soglia di tempo di esposizione e di dose della sostanza irritante cui si è stati esposti.
(Subtossico indica che la sostanza non ‘avvelena’ la cute (tossico), ma la irrita soltanto; cumulativo significa che l’effetto è una questione di accumulo: cioè che il contatto ripetuto porta alla manifestazione del problema).

I più importanti fattori scatenanti in un eczema subtossico cumulativo sono: acqua, saponi, shampoo, prodotti di pulizia, acidi, basi, solventi. Un’irrittazione meccanica come l’attrito può peggiorare ulteriormente il danno alla cute. Vengono colpite sopratutto persone che maneggiano regolarmente sostanze irrittanti per la pelle, ad esempio persone che svolgono regolarmente lavori domestici, medici costretti a lavarsi frequentemente le mani o parrucchieri.

Dato che di frequente il solo aspetto di un eczema non permette di inquadrarlo in un determinato gruppo possono essere necessarie ulteriori indagini, test etc. per stabilire la diagnosi. Oltre ai classici test di allergia vi è la possibilità di testare la 'sensibilità' della cute esponendola al contatto di sostanze generalmente poco irritanti.

La terapia consiste nel limitare il contatto con le sostanze irrittanti, così come in una attenta cura della cute; nel caso, quando si devono svolgere determinate attività ‘a rischio’, si possono portare dei guanti.

Eczema da tossicità acuta

L’eczema da tossicità acuta si può manifestare quando si entra in contatto con sostanze particolarmente aggressive.

Di queste sostanze molto irritanti (ossia tossiche) fanno parte ad esempio sostanze chimiche, soluzioni alcaline, acidi oppure diluzioni. Si chiama eczema da tossicità ACUTA sopratutto perché la reazione alle sostanze sopra elencate si manifesta dopo breve tempo.

Un eczema da tossicità acuta si manifesta soprattutto nelle persone che sono entrate in contatto con sostanze tossiche. Questo occorre normalmente nel posto di lavoro – ad esempio in un industria chimica. Però può anche succedere durante le lezioni nel laboratorio di chimica, quando la persona non si protegge dal contatto con dette sostanze. Un precauzione importante è, ad esempio, lavorare con gli appositi guanti.

Nel caso di un eczema da tossicità acuta normalmente ci si accorge facilmente di cosa è stato causato. In questo caso è importante ricordarsi della sostanza con cui si è entrati in contatto e ci si reca al più presto possibile da un medico. Esso sarà in grado di aiutare.
La cosa migliore comunque è fare sempre molta attenzione con quali sostanze si ha a che fare. Indizi e segni di allarme devono in ogni caso essere presi sul serio e quindi prendere le misure di protezione necessarie.

Inoltre: le sostanze irritanti hanno di norma un’etichetta che indica
la loro pericolosità.
Per sostanze estremamente irritanti esiste un
determinato simbolo. Chi dovesse trovarlo su una confezione dovrebbe
fare molta attenzione! La cosa migliore è evitarlo direttamente.
irritativ/reizend ätzend giftig


 

Allergie. Inoltre...
Allergie

Le allergie possono influenzare in maniera importante la cute. Negli ultimi anni le allergie sono molto aumentate.

Allergie sono reazioni della cute a sostanze naturali (polline, gatti, lattice) oppure sintetiche (coloranti per i capelli, saponi). Le sostanze che provocano la reazione allergica sono dette allergeni. Non appena il sistema immunitario della cute entra in contatto con la sostanza classificata come estranea (ad es. mettendosi un orecchino), viene innescata una reazione a catena, durante la quale la cute si arrossa e si infiamma come segno di difesa contro la sostanza in questione.

Inoltre, le allergie specifiche non sono ereditarie: quello che si trasmette di generazione in generazione è un aumentato rischio di sviluppare un allergia, ma non necessariamente l’allergia specifica alla determinata sostanza. Innata invece è la sequenza di reazioni con qui un’allergia si manifesta. Nel corso della vita il corpo 'apprende' a reagire in maniera allergica. Se si acquisisce un’allergia, non è però detto che tale allergia si manifesti sempre nello stesso punto – la parte o le parti del corpo in cui si manifesta l’allergia posso(no) anche cambiare.

Riassumendo: non tutti gli eczemi sono allergie, le allergie possono aggravare o scatenare degli eczemi, ed esiste persino una forma di eczema che in realtà è una reazione allergica: il cosidetto eczema da contatto allergico.

   

In medicina, si fa un’ulteriore distinzione tra reazione immediata e reazione ritardata. Secondo questa classificazione, nelle reazioni immediate i disturbi si manifestano subito dopo il contatto con l’allergene (ad es. nel caso di allergia alle graminacee o dopo aver preso un antibiotico), mentre nelle reazioni ritardate gli effetti possono manifestarsi qualche giorno dopo il contatto.
In entrambi i casi (reazione immediata e reazione ritardata) si vedono i segni della presenza di un infiammazione (arrossamento, gonfiore etc.), vale a dire dell’aumentata presenza di cellule di difesa nella pelle.

Reazione allergica immediata (cosiddetta allergia di tipo I)


La reazione allergica immediata (cosiddetta allergia di tipo I) è il prototipo delle reazioni allegiche. Si manifesta dopo pochi secondi o minuti dal contatto con l’allergene.

I fattori scatenanti sono normalmente sostanze naturali. Esempi tipici sono l’allergia alle graminacee (il naso che cola), l’asma bronchiale allergica (difficoltà respiratoria, tosse) o uno shock allergico (reazioni anafilattiche) dopo una puntura da insetto.

Gli allergeni più frequenti nelle reazioni immediate sono pollini di erbacee e di betulla, acari, muffa o anche gatti (rispettivamente peli di gatto).

La predisposizione a una reazione di tipo I si può stabilire attraverso un cosiddetto 'Pricktest', un’analisi del sangue e una accurata valutazione della 'storia clinica'. Nel Pricktest si mette in contatto la cute con la sostanza allergenica sospetta sotto forma di una minuscola goccia di liquido e la cute viene punta leggermente. Dopo 20 minuti si può controllare la reazione..

Reazione allergica ritardata (allergia di Tipo IV)


La reazione allergica ritardata (allergia di Tipo IV) è la causa di allergia da contatto della cute a sostanze che stanno direttamente a contatto con essa (ad es. il nickel nella bigiotteria, i cosmetici), che entrano in contatto con la pelle attraverso l’aria (profumi, sostanze profumanti, solventi) o arrivano alla cute con il sangue dopo ingestione (medicine). L’ allergia di Tipo IV si manifesta dopo ore o giorni.

Le allergie di Tipo IV si individuano con i cosiddetti patch test. Questo test prevede che venga fissato per due giorni sulla schiena un cerotto contenente bassissime concentrazioni delle sostanze sospettate di causare l’allergia. Dopo 2 e 3 giorni si controlla se si è formato un’eczema.

Eczema da contatto allergico

L’eczema da contatto allergico è di regola il risultato di un’allergia di tipo IV, cioè una reazione allergica ritardata.

Perché succeda questo, le cellule del sistema immunitario che concorrono alla reazione allergica devono essere venute a contatto almeno una volta con la sostanza a cui reagiscono. Nello sviluppo dell’allergia (sensibilizzazione), determinate cellule del sistema immunitario immagazzinano i "dati" della sostanza e la classificano come pericolo per il corpo.

Se, dopo l’avvenuta sensibilizzazione alla sostanza che provoca l’allergia, si ripete un contatto, tale sostanza viene riconosciuta grazie alla precedente informazione immagazzinata, e la reazione di difesa viene attivata. Il risultato è un eczema da contatto allergico con arrossimento, piccole vescicole e prurito.

Un’allergia così si sviluppa di norma nell’arco degli anni, anche se in alcuni casi più rari può avvenire nell’arco di soli sette-dieci giorni. La "base di dati" non si cancella più nell’arco della vita, l’allergia sarà permanente.

Le cause più frequenti di eczemi da contatto allergico sono: Metalli (in particolare Nickel, che troviamo spesso ad esempio, in bigiotteria, bottoni di metallo, fibbie, asole di vestiti; inoltre cobalto e dicromato di sodio), Prodotti additivi, usati nella fabbricazione di gomme, Cosmetici (profumi, additivi), Medicine, Prodotti per la disinfezione (ad es. formaldeide), Resine epossidiche (usati ad es. nelle industrie di materiali sintetici ed elettronici).

Entrando nel modo del lavoro si viene a contatto con tutta una serie di sostanze – ovviamente dipendenti dal lavoro che si svolge - che possono avere un ruolo importante nella comparsa di allergie. Nei bambini e negli adolescenti aumentano in modo preoccupante le allergie da contatto ai tatuaggi e all’ennè. In questo caso non è però quasi mai l’hennè la sostanza che scatena la reazione allergica, ma l’additivo parafenildiamina, un colorante chimico che viene spesso mescolato all’hennè per aumentarne l’intensità del colore e per facilitare la conservazione del prodotto.
 

 

Miti

Meno sappiamo su certe malattie, più insicuri ci sentiamo riguardo ad esse e più tendiamo, per curarci, a prestare orecchio a fonti inattendibili. La conoscenza su come nascono gli eczemi e su come possono venir prevenuti o controllati è abbastanza limitata: per questo girano tante voci sugli eczemi, spesso sbagliate:

Gli eczemi non sono contagiosi: Possono in certi casi diffondersi su tutto il corpo, ma non possono trasmettersi per contatto da una zona del corpo affetta (ad es. le mani) a una zona ancora sana (ad es. il viso). Inoltre, l’eczema non può essere trasmesso da una persona all’altra, ad esempio stringendosi la mano. Chi ha un eczema non può "passarlo" ad altri.

Non è causa di eczemi neppure un’eventuale mancanza di igiene personale; al contrario, spesso è proprio un eccesso di igiene o una cura sbagliata della cute la causa primaria di un eczema, perchè lavaggi troppo frequenti seccano la pelle, la privano del prezioso strato protettivo idrolipidico, persino se usiamo prodotti da bagno o doccia oleosi o idratanti.
Inoltre gli eczemi non sono necessariamente manifestazioni permanenti, una malattia incurabile. La predisposizione a una cute secca nell’arco di tutta la vita resta, ma gli eczemi spesso scompaiono o si manifestano soltanto in determinate situazioni e/o in determinate parti del corpo.

Contrariamente a un’opinione diffusissima, il ruolo dell’alimentazione – specialmente negli adolescenti e negli adulti -  per quanto riguarda la comparsa di un eczema è estremamente limitato. Purtroppo molti approfittano di questa credenza proponendo test costosi e inutili per stabilire presunte allergie alimentari. Molti di questi test (ad esempio la cosiddetta 'biorisonanza') non hanno alcun fondamento scientifico.

Altra cosa è quando ci si trova dinanzi a un’intolleranza o un’allergia alimentare, asseverata da una diagnosi fatta da specialisti seri, per esempio in una clinica universitaria o in un ospedale pubblico. Chi reagisce in maniera allergica a determinati alimenti, dovrebbe evitarli in futuro, non solo per le reazioni allergiche in sé che possono anche essere molto pericolose, ma anche per il bene della cute, in quanto tali alimenti possono agire come fattori scatenanti dell’eczema. In certi casi, su consiglio dello specialista, si può ricorrere a un "vaccino" (terapia desensibilizzante) per combattere l’allergia: tutte le reazioni allora si affievoliscono o scompaiono completamente col passare del tempo e il progredire del trattamento.

Prevenzione e terapia

Gli eczemi hanno per lo più un decorso incostante ed è raro che persistano a lungo senza un intercalare di periodi di apparente 'guarigione'. Hanno quindi un decorso dove dei veri e propri ‘attacchi’ si alternano a periodi di miglioramento.

Esistono diverse possibilità di evitare l’insorgere di un eczema o di limitarne al minimo i disturbi. A questo si può contribuire personalmente. La scelta delle misure di carattere preventivo si basa, da un lato, sull’origine e i fattori scatenanti, dall’altro, sul tipo di disturbi che si manifestano.  

Chi ha un eczema o vuole proteggere sé e la propria pelle, deve adottare diverse misure di comportamento. La soluzione più efficace si basa su di una combinazione delle misure da prendere scelta individualmente. 

Ecco alcuni consigli in merito:

 Meglio evitare fattori sospetti o già noti come irrittanti. Inoltre...
Meglio evitare fattori sospetti o già noti come irrittanti

È importante evitare fattori fortemente irritanti. Nella maggioranza dei casi ci si accorge presto di cosa contribuisce maggiormente a  disidratare la nostra cute. 

Il fattore più frequente è un ripetuto contatto con l’acqua (lavarsi, fare la doccia). Ovviamente ciò non significa  che non ci si possa più lavare. Però spesso si può ridurre la frequenza con cui si entra in contatto con l’acqua oppure, se questo non è possibile, si può fare uso di un additivo, per esempio di un sapone liquido o di un olio da bagno. Inoltre il contatto con l’acqua dovrebbe essere il più breve possibile. Per questo motivo spesso è meglio fare la doccia che il bagno. I prodotti usati dovrebbero essere calibrati sulle condizioni naturali della cute. Quindi dovrebbero essere usati soltanto saponi con lo stesso valore pH della cute (saponi a pH neutro). Con questo si evita una ulteriore aggressione al mantello acido che protegge la cute.

I fattori allergenici di cui si è al corrente dovrebbero essere evitati (ad es. bigiotteria) per quanto possibile. Con molti fattori scatenanti questo è fattibile, con molti altri bisogna fare ricorso all’aiuto di un’esperto (medico, dietologo).

 Pulizia e cura adeguata della cute per la sua protezione e trattamento. Inoltre...
Pulizia e cura adeguata della cute per la sua protezione e trattamento

Sia che ci si voglia proteggere dagli eczemi, sia se si abbiano già: è un fatto accertato che con una adeguata igiene e cura della cute si può contribuire di persona a evitare la comparsa di eczemi  o a alleviare  disturbi già esistenti e a prevenire possibili complicazioni.

Da Dato che un contatto intenso con l’acqua può seccare la cute e portare a eczemi, si dovrebbe evitare, ad es., un contatto troppo prolungato (ad es. fare il bagno per più di 15 minuti); meglio applicare l’acqua brevemente (fare la doccia).
Prodotti di cura con azione delicata, che possano ricostituire con adeguatamente lo strato lipidico evitano la secchezza dovuta all’effetto dell’acqua. In generale dovrebbero esserci poche componenti nei prodotti usati per la cute, per evitare il rischio di comparsa di allergie e irritazioni a causa di sostanze allergeniche.

Per l’igiene della cute sono raccomandati detergenti delicati, meglio i cosidetti Syndets. Dovrebbero esser ‘pH neutrali rispetto alla cute, pertanto il loro pH dovrebbe corrispondere al naturale pH della cute, 5,5, per non rovinare il mantello acido della cute.

Importante nella cura della cute è il benessere personale. Se si fa quindi uso di prodotti di cura della pelle, dovrebbe essere avvertita una sensazione di benessere e e si dovrebbe provare sollievo dalle complicazioni (secchezza, prurito).

La tipologia dei prodotti (in particolare il grado risultano piuttosto sgradevoli le pomate grasse; applicandole, ci si sente la cute appiccicosa e impastata. D’inverno invece, con l’aria secca del riscaldamento, le pomate grasse possono essere percepite come molto gradevoli.

 Trattare in modo adeguato gli eczemi già presenti. Inoltre...
Se malauguratamente si è già presentato un eczema, si può ricorrere a diversi prodotti per calmare la cute.

Accanto alle sostanze attive nel prodotto, anche qui è importante il contenuto in grassi della crema. Normalmente è più gradevole trattare gli eczemi umidi con preparati molto fluidi (creme ‘liquide’, lozioni, soluzioni). Le creme di questo tipo rinfrescano, riducono il prurito e bloccano la formazione di vescicole e la secrezione di liquido interstiziale.

Quando si ha a che fare con eczemi secchi, sono le creme piuttosto grasse (pomate) a rendere la cute morbida e più elastica. Le sostanze attive di per sè sono applicabili con tutti i gradi di contenuti lipidici.

 
Si dovrebbe tenere conto, in questo caso, non soltanto degli effetti a breve termine, ma anche di quelli a più lunga durata. Così, l’acqua fresca toglie momentaneamente il prurito e rinfresca, ma secca ulteriormente la cute. Gli effetti negativi vengono quindi ridotti soltanto momentaneamente, per poi intensificarsi di nuovo.
 Rivolgersi all’aiuto di un esperto. Inoltre...
Rivolgersi all’aiuto di un esperto

Gli eczemi sono una malattia della cute. Spesso gli eczemi leggeri guariscono senza aiuto o misure particolari. Gli eczemi più persistenti o frequenti dovrebbero però venire trattati con l’aiuto del medico.

Importante per chiarirne le cause è il dialogo con il medico,  che (al pari di un investigatore) aiuterà a raccogliere gli indizi che porteranno sulla giusta traccia. Se si sospetta di determinati fattori scatenanti, si potranno fare ulteriori indagini. Se si riesce a individuare dei fattori scatenanti, si sarà poi in grado di prendere misure mirate e si saprà come comportarsi quotidianamente. Se l’evitare questi fattori scatenanti da solo non basta, esiste una grande varietà di terapie di sostegno, che possono portare a una rapida guarigione. Anche queste vengono applicate al singolo caso e alla cute personale di ognuno. Ricordiamo infine che anche malauguratamente a volte è possibile procurarsi un prodotto a base di cortisone senza la ricetta medica, è importante sapere che tali prodotti non andrebbero mai utilizzati se non su indicazione del medico specialista e solo per la durata prescritta dallo specialista stesso. L’utilizzo sconsiderato e prolungato di creme al cortisone può provocare dei danni alla cute che potrebbero essere molto difficili da riparare.

 Cercare di non grattarsi. Inoltre...
È molto importante far sì che la pelle non si secchi e non si irriti ulteriormente. In caso di prurito non ci si dovrebbe grattare; anche se dopo lo stimolo da dolore il prurito cessa per breve tempo, eczemi sottoposti al grattamento finiranno per provocare ancora più complicazioni.

Meglio è dare un colpettino con la mano aperta o fare pressione sulle zone pruriginose. Impacchi umidi, che di per sé sarebbero abbastanza efficaci per alleviare la sensazione di prurito, dovrebbero venire soltanto applicati sulla cute previa cosparsa di crema, dato che altrimenti rischierebbero di seccare la pelle. Ricordiamo anche che il caldo spesso aumenta il prurito.

Un ultimo consiglio: può capitare di grattarsi nel sonno: tenere le unghie molto corte o addirittura indossare la notte die guanti di puro cotone può essere una soluzione forse non molto divertente, ma sicuramente innocua ed efficace.

 Avere un po’di pazienzia. Inoltre...
Avere un po’di pazienzia

Gli eczemi possono essere abbastanza snervanti, anche perchè spesso compaiono senza preavviso e talvolta senza cause individuabili. Abbiamo quindi a che fare con disturbi immediatamente visibili e percepibili, la cui guarigione si trascina spesso più lentamente. Questa è una dura prova di pazienzia. Importante è in questo caso  essere diligenti nell’applicazione delle contromisure. Soltanto così si può raggiungere una guarigione a lungo termine.

 Non lasciarsi abbattere, ma diventare un’esperto in materia. Inoltre...
Gli eczemi compaiono in molte persone nell’arco della vita. Il problema non va pertanto ignorato volutamente, ma nemmeno, quando si presenta, deve dare adito a disperazione.

Ognuno di noi fare molto per prevenire la comparsa degli eczemi; e persino quando compaiono ci si può adattare bene alla situazione con l’aiuto delle varie opzioni terapeutiche tra cui scegliere e adattando delle regole di vita appropriate. Molte persone, che sviluppano ripetutamente eczemi, diventano degli "esperti" nel trattare la loro cute e possono attivare e decidere molte contromisure personalmente. Inoltre ci sono molte offerte di informazione – bisogna soltanto sapere dove trovarle.

Modulo 4: MST

L’amore non può far male...no? Di una cosa sono sicuri Paolo e i suoi amici: l’amore è un tema eccittante ma anche difficile. E se ne parla ovunque – persino nel campo estivo. Un concorso che ha come tema "L’amore non può far male...no?"porta alla luce il lato creativo di Paolo, che stupisce i suoi amici. Leggi o ascolta tu stesso dell’ingegno di Paolo, dove non è tutto rubato.

Modulo di apprendimento 'Malattie sessualmente trasmissibili (MST)'
Episodio 4
Tutto rubato
Film
Non giocare con la tua vita!
Consigli & Info
Consigli e informazioni relative alle malattie a trasmissione sessuale


Episodio 4

Tutto rubato

Pian piano si avvicina la fine del campo estivo. Com’è tradizione, viene indetto un concorso nell’ultima settimana, riguardante svariati temi. Lo slogan di quest’anno è difficile ma allo stesso tempo interessante: “L’amore non può far male...no? Lo slogan non è chiaro a tutti e i responsabili del campo danno una mano descrivendo i concorsi degli anni precedenti. “Non giocare con la tua vita”, diceva lo slogan dell’anno precedente, difficile ed interessante in modo simile.

 

 

Ma di cosa tratta questo concorso? I ragazzi del campo devono ideare, e poi realizzare, dei cartelloni o spot (pubblicitari) di sensibilizzazione, in modo creativo, ironico o profondo. Diversi materiali ed attrezzi sono messi a loro disposizione. Da quattro a sei ragazzi e ragazze devono svolgere il compito in gruppo – hanno una settimana di tempo. Alla fine saranno eletti tre vincitori – ma anche tutti gli altri non se ne andranno a mani vuote.

 

I nostri ragazzi si spremono da giorni il cervello sullo slogan di quest’anno. Si tratta evidentemente di malattie sessualmente trasmissibili– su questo sono subito d’accordo. Natal-ya, che nel frattempo ha già dimenticato la sua “depressione da acne”, come la chiamava Thelma, contribuisce con la prima idea – proponendo il testo di una canzone che fa arrossire Max:

“Nell’amore non esser sciocco – non scordare il gonococco!”

“No? Non va bene?”, Con uno sguardo, Natalya cerca l’assenso del gruppo.

“C’è l’ho: A sifilide e accaivù attenzion presterai tu!”

Natalya lancia un’occhiata maliziosa attraverso i propri capelli lunghi:

“Adesso sì, però: Un bambino eviterai se protegger ti saprai “

Thelma a malapena riesce a trattenersi dallo scoppiare a ridere. Il rossore di Max diventa più intenso da rima a rima. Paolo si sente dapprima insicuro, perchè ritiene che fare queste battute gli spetti di diritto. Ma dopo pochi minuti, tutti quanti, divertiti dalle rime, scoppiano a ridere, anche se si rendono ben conto che con una canzone di questo genere non faranno molti punti. A Max non viene nessun’altra idea che scrivere una “favola moderna” e Thelma confessa che non ha nessun talento per questo genere di cose. Paolo resta silenzioso.

Tanto più sorpresi sono Max, Thelma e Natalya, quando, il giorno dopo, riunitisi nella veranda della vecchia villa, Paolo si presenta per ultimo e con un sorriso malizioso annuncia:

“Ho qualcosa che vi potrebbe interessare!”

“Cosa?”, Thelma a fatica trattiene la curiosità.

“Ma insomma, non ci tenere sulle spine!”, aggiunge Max.

Paolo furtivamente tira fuori da sotto la sua giacca un CD: “Qui si trova la nostra ispirazione – quella che manca così spesso al nostro Max!”

“Che cos’è? Fa’ vedere”, Thelma cerca di strapparglielo dalle mani, ma Paolo trattiene saldamente il disco:

“Ho corteggiato un pochino Eva, la ragazza della tenda vicina alla vostra, che mi ha mostrato il vincitore dell’anno scorso, l’anno in cui era venuta al campo estivo sua sorella maggiore...e dato che le sono così simpatico, mi ha prestato il CD fino a domani!”

Paolo sorride euforico.

“E ora decifriamo il CD con il nostro sguardo a Raggi-X, per vedere cosa contiene, vero?”, chiede Thelma beffarda, ma nello stesso momento Paolo tira fuori dalla sua borsa un PC portatile.

“Prestato anche questo?”, chiede Natalya sorridente.

“Ma certo!” Paolo inserisce il CD ed avvia il filmato: Guardare il filmato

Dopo che i quattro hanno guardato il breve filmato, rimangono immersi in un inconsueto silenzio. Sono rimasti impressionati.

“Non giocare con la tua vita”, mormora Max a sè stesso.

“Il filmato lo potremmo consegnare anche per il concorso di quest’anno”, dice Paolo.

“Certo, un’idea geniale – due volte la stessa cosa”, Natalya lo guarda con compassione.

“E cosa ci dice lo spot?”, chiede Max, a cui il filmato frulla ancora in testa.

Questa domanda innesca una vivace discussione, durante la quale viene alla luce un mare di incertezze:

“sapevate che l’AIDS può essere trasmesso persino con i baci?”, chiede Paolo.

“Ma no, che stupidaggine”, risponde Natalya:

“L’AIDS può soltanto essere trasmesso quando non si pratica sesso sicuro”.

Thelma aggiunge: “Ma la probabilità di un contagio è molto bassa”.

Max obbietta: “però, anche se ci dovesse essere un contagio...l’anno scorso ricercatori americani hanno sviluppato una medicina contro l’AIDS. L’HIV è guaribile”.

Natalya controbatte: “ma di questa cura non abbiamo sentito parlare in Romania, e lì ci vive un sacco di gente con il virus dell’HIV”.

“Quando i nostri genitori erano ragazzi non esisteva per nulla”, afferma Paolo: “mio padre mi ha raccontato che non sapevano quasi cosa fossero i preservativi. E dire che lui avrebbe proprio dovuto saperlo. Era il più grande Casanova della Calabria!”

Max non si mostra molto sorpreso: “Sì, certamente: la mela non cade lontana dall’albero!“

atalya non ce la fa a soffocare una risatina. Thelma squadra Paolo con occhi spalancati. “Ma allora, da dove arriva questa malattia?”, chiede Max agli amici, raccogliendo soltanto sguardi perplessi.

“Insomma, non è che ne sappiamo proprio tanto...”, osserva Thelma, riassumendo la loro discussione.

Paolo ne ha abbastanza: “Sentite, non possiamo scegliere ancora l’AIDS come tema – per prima cosa mi pare di non saperne a sufficienza e, in secondo luogo, era già stato il tema vincitore dell’anno scorso. Dobbiamo concentrarci su altre malattie, che uno si può prende-re...oppure facciamo qualcosa di molto diverso!” “Qualcosa di diverso?”

Gli altri tre non ca-piscono cosa voglia dire Paolo. Spiega: “Si, guardate, se ogni anno fanno un concorso vuol dire che arrivano sempre buone idee: sull’AIDS, sulla sifilide o su altre malattie, delle quali non sappiamo troppo bene come si contagiano e come si possono curare – anche se dovremmo esserne informati. Ma mi dà sui nervi il fatto che parliamo di queste cose soltanto quando qualcuno ce lo mette davanti al naso, come fanno per esempio gli organizzatori di questo campeggio, oppure come avviene a scuola o con i media. Capite quello che voglio dire?”

“No, non credo di capirti. Non vedo dove esattamente vuoi andare a parare!” risponde Max e, d’accordo con lui, Thelma e Natalya annuiscono.

Paolo si sforza: “Vedete, non voglio fare un filmato come quello dell’anno scorso, che è troppo professionale. Non ne abbiamo nessuna possibilità, anche perchè, come al solito, ci siamo messi troppo tardi al lavoro. Ma, giacché non facciamo nessun film che riguardi il tema, possiamo invece presentare una qualunque cosa sul fatto che pensiamo a questi temi soltanto quando sono gli altri, sopratutto i media, a volerceli imporre. Capisci ora?!”

Paolo li guarda curioso e continua: “Il messaggio al quale voglio arrivare, dice: Informiamoci spontaneamente!”

Max, Thelma e Natalya rimangono a bocca aperta davanti a Paolo. Le sue parole, di per sé non difficili, hanno tuttavia in qualche modo scombussolato tutti. Thelma è impressionata: nelle settimane precedenti non aveva mai visto così Paolo – così coinvolto.

Con gioia si associa alla sua idea: “Si: Informiamoci sponta-neamente! Lo slogan mi piace! Anche se non vinciamo il concorso, almeno passeremo alla storia con l’idea più originale, vero?”

Max e Thelma annuiscono e contribuiscono già con i primi suggerimenti. Il ghiaccio è rotto e tutti si mettono al lavoro.

Film

Non giocare con la tua vita!

Paolo è particolarmente agitato: oggi sapranno se hanno vinto qualcosa nel concorso oppure no. Se vincono – come dice Natalya – una menzione speciale per "un’idea particolarmente geniale" oppure se ne escono a mani vuote. Indipendentemente da questo è molto contento che Thelma fosse tanto entusiasta della sua idea. Probabilmente senza di lei non gli sarebbe neppure venuta, perchè – conoscendosi bene - non si sarebbe sforzato tanto.

Paolo ripensa alle sue parole e a quanto difficile era stato spiegare il concetto ai suoi amici: "Vedete, non voglio fare un filmato come quello dell’anno scorso, che è troppo professionale. Non ne abbiamo nessuna possibilità, anche perchè, come al solito, ci siamo messi troppo tardi al lavoro. Ma giacché non facciamo nessun film che riguardi il tema, possiamo invece presentare una qualunque cosa sul fatto che pensiamo a questi temi soltanto quando sono gli altri, soprattutto i media, a volerceli imporre."

"Giusto" si riafferma Paolo ancora nei suoi pensieri: questo era il punto e bisogna ora che lo capiscano anche quelli della giuria: perchè noi ragazzi ci lasciamo quasi sempre soltanto coinvolgere da "fuori", perchè ci occupiamo di un tema soltanto quando sono gli altri a proporcelo?

    Tutto chiaro? Altrimenti potete leggere alcuni Consigli & Info utili. Anch’essi si aprono con una nuova finestra. Qui si va a Consigli & Info relative alle malattie a trasmissione sessuale!

 

 

Consigli & Info

  La cute è un importante organo di senso per l’essere umano,  attraverso di essa si trasmettono al cervello gli impulsi sensoriali. Anche durante i rapporti sessuali, le percezioni sensoriali giocano un ruolo fondamentale. Carezze reciproche eccitano il desiderio, che può essere soddisfatto in modi e forme diverse.

Sia il sesso senza penetrazione, sia il sesso orale, anale o vaginale, comportano in ogni caso un contatto epidermico e delle mucose tra due persone e quindi uno scambio di fluidi corporei quali sperma, flusso vaginale o sangue. Anche se i rapporti sessuali sono belli e piacevoli nelle loro diverse forme, ci possono esporre alla trasmissione di malattie, che  vengono dunque chiamate malattie sessualmente trasmissibili, o anche veneree. Tra queste si contano le infezioni da Clamidie, la Gonorrea e la Sifilide, oppure l’Epatite B, così come l’Herpes, i Condilomi e l’AIDS/HIV.
Sono diversi gli agenti patogeni che stanno all’origine di queste malattie (sopratutto virus e batteri) e queste malattie possono essere trasmesse con ogni tipo di contatto sessuale, attraverso le mucose dei genitali e della bocca. 

Per saperne di piu': Definizione, Trasmissione e Malattie.

Le infezioni sessualmente trasmissibili normalmente si manifestano con sintomi sgradevoli nella zona dei genitali oppure nella bocca: c’è un cambiamento nella cute, ci sono secrezioni, si sente dolore, prurito e bruciori. Non sempre però ci si accorge immediatamente di avere contratto una malattia e ci si può così trovare nella situazione di trasmetterla inconsapevolmente ad altri. Questo è molto spiacevole sia per l’eventuale portatore, che per il suo partner. Sopratutto se si pensa che le malattie sessualmente trasmissibili possono anche portare a danni irreversibili come, ad esempio, sterilità, disturbi cronici o la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS), che lascia il corpo senza difese ai più svariati agenti patogeni ed è quindi potenzialmente mortale (anche se esistono per fortuna ora dei farmaci che permettono di tenere sotto controllo la malattia per moltissimo tempo).

Per saperne di piu': Miti e conseguenze.

Chi conosce il proprio corpo e dispone di sufficienti informazioni sulle infezioni sessualmente trasmissibili, su come si trattano e si prevengono, può godersi la propria sessualità senza conseguenze per la propria salute e per quella del partner. Perché le malattie sessualmente trasmissibili si possono evitare se si pratica Sesso Sicuro, sopratutto grazie a un uso adeguato dei preservativi. Esistono oggi anche dei vaccini contro alcune di queste malattie. 

Per saperne di piu': Come proteggersi.

Chi dovesse comunque essersi contagiato, dovrebbe essere capace di riconoscere e di prendere con la dovuta serietà i primi sintomi, parlarne con il partner e rivolgersi al medico, perché la maggioranza delle malattie sessualmente trasmissibili sono curabili, se trattate in tempo.

Per saperne di piu': La cura.

Qualsiasi persona può venir contagiata da infezioni trasmesse con il sesso e nessuno dovrebbe vergognarsene. Chi informa e protegge sé stesso e il proprio partner praticando Sesso Sicuro, evita infezioni sessualmente trasmissibili e può vivere la propria sessualità senza inibizioni. 

Definizione

Le malattie sessualmente trasmissibili sono note da molte centinaia di anni. Si tratta di malattie infettive, che possono essere trasmesse da una persona all’altra durante i rapporti sessuali. 

Spesso viene usato anche il termine “infezioni sessualmente trasmissibili ”. Un’infezione si sviluppa quando è presente un’agente patogeno (virus, battero, parassita) nel corpo di una persona, potenzialmente in grado di scatenare una malattia. Una persona può essere infetta senza necessariamente sviluppare la malattia. In questo caso si parla di infezione asintomatica.

Sintomi
Una malattia sessualmente trasmissibile può essere diagnosticata
partendo da diversi sintomi, caratteristiche evidenti, che si
manifestano in seguito a una possibile infezione.

  • Si può, ad esempio, provare dolore, bruciore o prurito nella zona del pene, della vagina o dell’ano. 
  • Le infezioni si possono riconoscere anche da un cambiamento nella cute, come rossore, vesciche o noduli, oppure ulcere.
  • Ulteriori sintomi sono: dolore quando si urina o durante la
    penetrazione o anche secrezioni anomale del flusso vaginale o dal pene.
    Inizialmente spesso non ci si accorge per niente di avere un’infezione.
Al fine di evitare il progredire  di una malattia sessualmente
trasmissibile e per impedirne le conseguenze negative, è importante non
sottovalutarne le prime avvisaglie e rivolgersi a un medico, perchè la
maggior parte delle malattie sessualmente trasmissibili sono
guaribili.
 

 

Trasmissione

Il contagio delle malattie sessualmente trasmissibili avviene durante il contatto fisico nell’ambito del rapporto sessuale, attraverso le mucose dei genitali e della bocca, in particolare quando si arriva a uno scambio di fluidi corporei quali sperma, flusso vaginale oppure sangue.

Per contatto fisico nell’ambito di un rapporto sessuale si intendono sia il contatto sessuale senza penetrazione, sia il sesso orale, vaginale e anale.

Un contagio non avviene solo quando c’è uno scambio di fluidi corporali, ma anche quando si entra in contatto con manifestazioni patologiche della cute (in medicina chiamate ‘lesioni’), come ad esempio vesciche o ulcere.

Il contagio, inoltre, si verifica tramite vari agenti patogeni, concretamente batteri, virus oppure parassiti. Una volta le persone erano molto più esposte a questi agenti patogeni – fortunatamente oggi non è più così, esistono infatti terapie efficaci per combattere le malattie sessualmente trasmissibili.

Malattie

Quando si pensa alle malattie viene in mente per prima sopratutto l’HIV/AIDS. Esistono però molte altre malattie, presenti soprattutto nella società occidentale, che possono essere trasmesse mediante rapporti sessuali non sicuri.

Inoltre, le malattie vengono trasmesse attraverso agenti patogeni differenti. Per esempio, alcune infezioni sessualmente trasmissibili sono causate da batteri, altre invece da virus. Alcune poi sono causate da funghi o parassiti.

Nella tabella si riporta un elenco delle più rilevanti malattie sessualmente trasmissibili. Per saperne di più basta cliccare sui rispettivi nomi.

 

 

Malattie causate da batteri
 
Infezioni da Clamidie. Inoltre...
Infezioni da Clamidie
Descrizione
Le infezioni da Clamidie sono tra le più frequenti malattie sessualmente trasmissibili, si stima che la quantità di contagi annuali in Germania sia di circa un milione. La trasmissione può avvenire attraverso il contatto tra le mucose durante il rapporto vaginale, anale oppure orale. Gli agenti patogeni possono insediarsi in diverse zone, ad es. nel collo dell’utero, nell’uretra, nel retto o nell’ano, ma anche negli occhi e nella gola.

Sintomi
I sintomi che possono manifestarsi, una o più settimane dopo avere contratto l’infezione, sono minzione dolorosa, oppure secrezioni vaginali, o dal pene, viscose e purulente. Inoltre, nell’uomo si possono anche gonfiare dolorosamente i testicoli, e nella donna possono manifestarsi dolori nel basso ventre, oppure dolori diffusi o di difficile localizzazione, perdite di sangue durante i rapporti sessuali. In un’infezione contratta in seguito a pratiche di sesso orale possono inoltre manifestarsi dolori alla gola; nel caso di rapporti anali possono verificarsi delle secrezioni dall’intestino; infine, se i batteri arrivano attraverso le mani fino agli occhi, si può anche sviluppare una congiuntivite.

Conseguenze
Una delle cose più insidiose nell’infezione causata da Clamidie è che questa spesso non è neppure accompagnata da sintomi. Spesso dunque l’infezione rimane ignorata. Un’infezione ignorata o non diagnosticata può perfino portare alla sterilità. Infatti si ritiene che proprio le infezioni da Clamidie siano una delle cause più frequenti di infertilità nella donna. Anche la fertilità dell’uomo può essere messa a repentaglio dalle Clamidie.

Protezione
Il rischio di un contagio può essere notevolmente ridotto se si fa ricorso all’uso dei preservativi. Und so funktioniert Safer Sex...

Cura
Nel caso in cui sia avvenuto un contagio, l’infezione può essere combattuta con degli antibiotici; è importante che venga sottoposto a trattamento anche il partner. Gli antibiotici possono venire prescritti soltanto da un medico, quindi, ai primi sintomi di un’infezione da Clamidie, bisogna rivolgersi a uno specialista.
Gonorrea. Inoltre...
Gonorrea
Descrizione
Una malattia sessualmente trasmissibile di origine batterica ben nota è la gonorrea, trasmessa dal batterio neisseria gonorrhoeae (gonococco).

Sintomi
Di norma, l’infezione da gonorrea si manifesta qualche giorno dopo il contagio con bruciori quando si urina oppure con secrezioni vaginali anomale. Può però anche succedere che i sintomi si manifestino quasi impercettibilmente e in questi casi si rischia di diventare fonte di ulteriore trasmissione dell’infezione. Questo accade più frequentemente nei casi di infezioni al cavo orale (attraverso sesso orale) oppure all’intestino (attraverso sesso anale).

Conseguenze
Le conseguenze della gonorrea non trattata sono ravi reazioni infiammatorie. Nella donna si sviluppano sopratutto nei condotti delle ovaie, nelle ovaie e sulle pareti dell’utero; nell’uomo si possono infiammare il funicolo spermatico, le vescicole spermatiche e gli epididimi. Queste infiammazioni possono a loro volta provocare, in entrambi i sessi, la sterilità. Infine anche tutto l’organismo può venire colpito dalla malattia, con febbre, dolori alle articolazione ed esantemi.
Protezione
L’uso dei preservativi è un’efficace misura di protezione contro la gonorrea.
Und so funktioniert Safer Sex...
Cura
Nel caso in cui si dovesse comunque arrivare a un contagio da gonorrea, è bene sapere che può essere trattata con antibiotici. La gonorrea trattata in tempo è completamente guaribile. Anche il partner deve venire sottoposto alla cura.
Sifilide. Inoltre...
Sifilide
Descrizione
Anche la Sifilide è una malattia sessualmente trasmissibile, che si contrae attraverso dei batteri. Si sviluppa in tre stadi o fasi:
Sintomi e conseguenze. La Sifilide si sviluppa in tre stadi:

Stadio 1
(circa 3 settimane dopo il contagio)
Si sviluppa un’ulcera indolore e indurita (ulcera dura = sifiloma primario) nella zona entrata in contatto con l’agente patogeno (pene, labbra vaginali, bocca, ano), nelle vicinanze dell’ulcera si gonfiano i linfonodi. Dopo alcune settimane l’ulcera scompare senza lasciare apparentemente tracce; questo é uno dei motivi per cui vengono spesso ignorate le infezioni da Sifilide.
Stadio 2
(da 8 settimane a 2 anni dopo il contagio)
Si manifestano degli esantemi senza prurito, febbre, gonfiore generalizzato dei linfonodi. Anche questi sintomi progressivamente scompaiono.
Stadio 3 (diversi anni dopo il contagio) Ci sono gravi danni agli organi interni (ad es. fegato), al sistema nervoso e alle ossa.

Dalla fine degli anni ’90 le infezioni da Sifilide stanno notevolmente aumentando. I sintomi sono da prendere sul serio in ogni caso, anche se non sono accompagnati da dolore o prurito.

Conseguenze
Qualsiasi contatto con gli agenti patogeni può fare provocare un’infezione; nel caso poi in cui si sia formata un’ulcera in bocca, anche soltanto baciarsi può portare a un contagio.
Cura
Anche la Sifilide può essere trattata e guarita con antibiotici in ognuno dei suoi stadi. Non si può però rimediare a eventuali danni irreversibili, causati agli organi interni nel terzo stadio della malattia. Anche i partner devono essere sottoposti alla cura.
Protezione
La cosa migliore, però, è usare sempre preservativi durante i rapporti sessuali: questi ci proteggono dai contagi. Und so funktioniert Safer Sex...
 
Malattie causate da virus
 
Epatiti B e C . Inoltre...
Epatiti B e C
Descrizione
L’epatite B è una delle malattie infettive più diffuse nel mondo. Il virus è presente in tutti i fluidi corporei e viene pertanto trasmesso anche durante i rapporti sessuali, attraverso sperma e flusso vaginale. Può verificarsi un contagio anche se lo sperma entra in contatto con la bocca. L’epatite B può persino essere trasmessa attraverso la saliva con i baci.

Sintomi
Da uno a sei mesi dopo il contagio compaiono dei disturbi simili all’influenza. Spesso questi disturbi sono molto lievi e l’infezione non viene riconosciuta.

Conseguenze
Nel 90% dei casi circa dall’infezione di epatite B si guarisce e si resta poi immuni da questa malattia per il resto della vita. Tuttavia circa nel 10% dei casi si assiste a un decorso cronico: il virus permane attivo nel corpo e, a lungo termine, provoca dei danni al fegato. In alcuni malati si sviluppano quindi dei danni irreversibili al fegato che possono esitare in una cosiddetta cirrosi oppure anche in una neoplasia. Un’infezione da epatite B si diagnostica tramite un esame del sangue. In un decorso cronico si tenta anche di diminuire la riproduzione del virus e l’infiammazione con una terapia antivirale.

Protezione
Il rischio di contagio si riduce anche qui mediante l’uso di preservativi, un contagio però non può essere completamente escluso per via dei molteplici veicoli di trasmissione.
Und so funktioniert Safer Sex...

La protezione più efficace è il vaccino. In Italia il vaccino è obbligatorio per tutti i uovi nati nel primo anno di vita.
Anche l’epatite C è una malattia infettiva causata da un virus, il virus dell’epatite C. si diffonde attraverso contatto con il sangue e con altri liquidi del corpo (inclusi lo sperma, le infezioni vaginali e latte materno) di individui infetti. Si può quindi contrarre l’epatite C tramite contatto sessuale (vaginale, anale, orale), scambio di siringhe o di altri oggetti contaminati (lamette da barba, aghi per tatuaggi, esposizione professionale (medici, dentisti, infermieri) al sangue o altri liquidi corporei di persone infette. E’ possibile la trasmissione per esposizione perinatale (gravidanza).

Cura
Il rischio di infezione attraverso rapporti sessuali o trasmissione perinatale è considerato essere molto più basso rispetto al virus dell'epatite B. A differenza dell'epatite B, non esiste nessun vaccino protettivo contro l'epatite C, e la prima infezione del virus dell'epatite C non protegge contro successive infezioni. All’incirca il 70% delle persone infette si trasformano in portatori cronici, di essi più della metà svilupperà un’epatite attiva cronica con i conseguente maggior rischio di complicanze come cirrosi, insufficienza epatica e neoplasie del fegato. Portatori del virus dell'epatite C sono potenzialmente contagiosi.
Herpes. Inoltre...
Herpes
Descrizione
Conosciamo tutti le vescicole e le piccole ulcere da Herpes (le “febbri” sulle labbra) – che sono per lo più causate dal virus Herpes Simplex tipo I (manifestazioni analoghe può causare il virus dell’Herpes Simplex tipo II nei genitali, anche se di fatto entrambi i virus possono colpire entrambe le zone.)

Sintomi
Qualche giorno dopo il contagio compaiono infiammazioni delle mucose o anche esantemi, a volte accompagnati da febbre e gonfiore dei linfonodi. Compaiono bruciore, prurito, rossore e formazione di piccole vesciche. Le vesciche piene di liquidi si aprono e formano ulcere. Queste guariscono normalmente in poche settimane.

Conseguenze
Chi ha avuto una volta un’infezione da Herpes, rimane portatore del virus per tutta la vita. La maggioranza delle persone hanno avuto un’infezione da Herpes e hanno quindi sviluppato i relativi anticorpi. Non tutte le persone portatrici del virus presentano i sintomi descritti, c’è chi è stato infettato dal virus e non mostra mai alcuna mainfestazione della malattia. Altre persone invece soffrono di questo disturbo frequentemente, i fattori scatenanti di questi episodi ricorrenti possono essere stress, radiazioni UV (è pressoché classico prendersi una ‘febbre alle labbra’ dopo una gita in alta montagna, per esempio su di un ghiacciaio) o spossatezza.
Il virus si può diffondere in tutto il corpo nelle persone con un sistema immunitario debilitato. Particolarmente problematiche sono poi le infezioni contratte durante la gravidanza, poiché possono comportare gravi patologie. Infezioni durante il parto possono indurre gravi malattie nel neonato, come per esempio una meningite. I preservativi proteggono dal contagio durante i rapporti vaginali, anali e orale.
Protezione
La trasmissione del virus avviene facilmente, non sempre si riesce a evitare il contagio.
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Cura
È pertanto utile conoscere i sintomi, in modo da consultare un medico
nel caso in cui si sia contratto il virus. Si può così fare un
trattamento a base di farmaci contenenti inibitori del virus. L’utilità
delle terapie topiche (con creme, senza assumere farmaci per bocca) è
tuttora oggetto di discussione.La presenza in contemporanea di un infezione da Virus Herpes e di altre MST (per esempio HIV) rende più probabile il contagio di queste ultime.
Condilomi. Inoltre...
Condilomi
Descrizione
Responsabile della comparsa dei condilomi acuminati (detti anche verruche genitali o creste di gallo) sono i papilloma virus umani, una famiglia di virus molto estesa (se ne contano più di cento) di diverso grado di aggressività. I condilomi hanno un aspetto simile a quello delle ‘verruche classiche’ e compaiono nella vagina, sul pene o anche nella zona dell’ano. Determinati tipi del virus HPV possono indurre mutazioni nelle cellule, che dopo anni possono portare allo sviluppo di un tumore maligno.

Sintomi
I virus vengono trasmessi praticando sesso non sicuro, tanto orale quanto vaginale o anale. Possono passare settimane e anche mesi prima della comparsa di cambiamenti visibili, in molti casi le infezioni si sviluppano senza manifestare nessun sintomo.

Conseguenze
Anche un’infezione che, in assenza di verruche, non si riconosce all’esame clinico, a lungo termine può essere responsabile di un cancro, in particolare del cancro del collo d’utero nella donna. Probabilmente anche i carcinomi di pene, vagina e ano in qualche modo legati alle infezioni con HPV. I conditomi possono venire trattate con farmaci ad applicazione locale, oppure essere eliminate per via chirurgica. Comunque, anche dopo la rimozione chirurgica possono ancora rimanere dei virus nella cute, pertanto il trattamento e i controlli sono da proseguire abbastanza a lungo.

Protezione
I preservativi proteggono dal contagio, soltanto però se si evita il contatto con le alterazioni patologiche della cute o con i fluidi corporei in cui siano presenti i virus. Il contatto diretto con verruche visibili dovrebbe essere evitato.
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Dei controlli ginecologici annuali per rilevare eventuali modifiche sospette, ad esempio al collo dell’utero (PAP Test), sono particolarmente importanti. Ma anche gli uomini dovrebbero farsi visitare con regolarità. Se viene prescritto un trattamento, anche il partner dovrebbe esservi sottoposto.

La buona notizia è che da poco esiste un vaccino. Da quest’anno in Germania viene raccomandato a tutte le ragazze tra i 12 e i 17 anni il vaccino contro i Papillomavirus umani (tipi HPV 16,18).

Cura
Il vaccino con tre dosi dovrebbe essere somministrato prima del primo rapporto sessuale. Dato a che non ci si può vaccinare contro tutti i tipi di Papillomavirus, non sono comunque da trascurare le visite di controllo consigliate. In Italia, la regione Emilia Romagna finanzia attualmente la vaccinazione alle adolescenti dal compimento degli 11 al compimento dei 12 anni.
HIV/AIDS. Inoltre...
HIV/AIDS
Descrizione
L’acronimo AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per „Sindrome da Immunodeficienza Acquisita”. Questa debilitazione del sistema immunitario si acquisisce attraverso il virus HIV (Human Immune Deficiency Virus). Gli HIV vengono trasmessi nel momento in cui avviene un contatto tra il sangue, lo sperma o il flusso vaginale di una persona e le mucose vaginali o intestinali di un’altra. Inizialmente la maggioranza delle persone contagiate (portatrici) di HIV non manifestano alcun disturbo, prima dello sviluppo dell’immunodeficienza.

Sintomi e conseguenze
Nello stadio avanzato della malattia si sviluppano infezioni dovute ad agenti patogeni che in una persona sana non avrebbero nessun effetto. Possono anche comparire tumori poco frequenti (ad esempio linfomi o sarcomi). I virus HIV si trasmettono sopratutto attraverso il contatto di fluidi corporei con le mucose vaginali o intestinali. Particolarmente sensibile è la mucosa intestinale, in grado di assorbire direttamente gli HIV. Per questo è durante il rapporto anale che il rischio di contagio è più elevato. Il rischio è inoltre elevato anche durante il rapporto vaginale. Durante il sesso orale il contagio avviene se lo sperma entra in contatto con delle mucose della bocca alterate, ad es. tessuti infiammati. Se già sussistono altre infezioni sessualmente trasmissibili, il rischio di contagio da HIV è sensibilmente incrementato, giacchè il virus attraversa con più facilità le mucose infiammate, come ad esempio nel caso di un’infezione da clamidie oppure di una gonorrea.

Cura
Guarire dall’AIDS non è ancora possibile oggi, e non esiste neanche un vaccino. Il virus non sembra possa essere rimosso definitivamente dall’organismo. Per questo motivo anche se non vi è più evidenza della presenza di virus nel corpo, il rischio di trasmettere a terzi il virus permane. La terapia a base di farmaci, in forma di cosidetta terapia combinatoria, rende difficile la riproduzione dei virus e, pertanto, rallenta in qualche modo il decorso della malattia. Perciò l’infezione da HIV oggi non porta più alla morte in maniera rapida e definitiva e le persone che ne sono affette godono anche di una migliore qualità della vita. Il termine terapia combinatoria indica che viene assunto un’insieme di diversi farmaci contemporaneamente, in quanto i ceppi di virus HIV possono mutare e diventare resistenti alle singole sostanze. La stessa terapia viene anche chiamata HAART (Highly Active Antiretroviral Therapy): terapia antiretrovirale altamente attiva.

Protezione
Purtroppo, un tale progresso nei trattamenti clinici ha portato però a comportamenti meno prudenti per quanto riguarda la sicurezza nel sesso e così, negli ultimi anni, la quota di nuovi contagi sta di nuovo aumentando. Il Sesso Sicuro rappresenta la protezione più efficace contro l’HIV. Und so funktioniert Safer Sex...

 
Altre malattie sessualmente trasmissibili
 
Infezioni da Tricomonadi . Inoltre...
Infezioni da Tricomonadi
Descrizione
In un’infezione da Tricomonadi gli agenti patogeni colonizzano la vagina, l’intestino o l’uretra. I sintomi compaiono dopo diversi giorni o anche settimane.

Sintomi
Nell’uomo si avvertono dolori quando si urina e una constante sensazione di “pressione sulla vescica”. Mentre nell’uomo l’infezione può anche svilupparsi senza chiari sintomi, nella donna spesso il flusso vaginale diventa schiumoso e maleodorante, con prurito, bruciore e dolori durante il rapporto sessuale. Un’infezione da Tricomonadi si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali non sicuri, in particolare se c’è penetrazione anale. Il contagio può anche avvenire se si condividono oggetti, quali asciugamani oppure oggetti per il piacere sessuale, per esempio vibratori.

Conseguenza
L’insidia di un’infezione da Tricomonadi sta sopratutto nel fatto che, in presenza di altre malattie sessualmente trasmissibili, aumenta il rischio di contagio (anche l’HIV) (come avviene con le infezioni da Virus Herpes).
Protezione
I preservativi proteggono da un infezione da Tricomonadi trasmessa durante il sesso. Und so funktioniert Safer Sex...
Cura
Qualora si venisse comunque contagiati, l’infezione da Tricomonadi può essere trattata con l’aiuto di farmaci opportuni. Importante è sottoporre a trattamento anche il partner.
Scabbia. Inoltre...
Scabbia
Descrizione
La scabbia è considerata una malattia sessualmente trasmissibile. La trasmissione dell’acaro della scabbia (Sarcoptes Scabiei var Hominis) (un acaro, quindi un minuscolo animaletto imparentato con i ragni) avviene di norma tramite un prolongato contatto cutaneo, come avviene appunto nell’ambito di un rapporto sessuale.

Sintomi e conseguenze
L’acaro però può essere trasmesso anche al di fuori di un contatto sessuale, per esempio in istituti di ricovero per anziani, attraverso il contatto prolungato con le mani, nel sostenere i pazienti mentre camminano, o nella cura del loro corpo. Le femmine degli acari scavano piccoli passaggi nell’epidermide e vi depositano le uova.

Protezione
Di conseguenza compaiono delle manifestazioni papulose sulla cute (negli spazi tra le dita, sulle articolazioni dei polsi, nella zona dei genitali, attorno alle mammelle e sotto le ascelle). Trascorse alcune settimane, compare il sintomo principale che si manifesta come un forte prurito, soprattutto di notte. Se poi grattandosi si provoca la formazione di piccole ferite, si apre una nuova via ad altre possibili infezioni.
Cura
Nel caso in cui si verifichi un contagio, si deve seguire un trattamento farmacologico locale (con una crema), la diagnosi, non sempre agevole, deve venir fatta dal medico specialista. Anche il/la partner e gli altri membri della famiglia conviventi dovranno sottoporsi al trattamento.
Pidocchi del pube (piattole) . Inoltre...
Pidocchi del pube (piattole)
Descrizione
Le piattole (pidocchi del pube), imparentati con i pidocchi del capo e con quelli del corpo, ma più piccoli e tozzi, sono piccoli insetti non alati, che colonizzano i peli pubici e vi depositano le uova, denominate lendini. Sono visibili a occhio nudo, e, se ingranditi, rivelano una forma simile a quella di un granchio, tanto che in inglese sono chiamati ‘crab lice’ (pidocchi granchio). Se l’infestazione è più intensa, le piattole si possono trovare anche sotto le ascelle o tra le sopracciglia. Un contagio avviene in seguito a un prolungato contatto corporeo e quindi anche durante i rapporti sessuali.

Sintomi e conseguenze
Dopo alcuni giorni e a causa dei morsi delle piattole, si sente prurito e compaiono macchie sulla cute.

Cura
Come trattamento si usano shampoo, lozioni o soluzioni specifiche. La rimozione delle uova (lendini) viene effettuata con un pettine apposito. E’ consigliabile una disinfestazione di vestiti, lenzuola e biancheria intima.

Miti

  Queste però non sono tutte vere.

Ognuno di noi si sarà da tempo già fatto un’idea più o meno precisa delle malattie sessualmente trasmissibili. Molte idee sono obsolete, o semplicemente errate. Una di esse è che l’HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili colpiscano soltanto gli uomini omossessuali. Questa convinzione nacque nei primi anni ‘80, quando ebbe inizio l’epidemia dell’AIDS, e la malattia si diffuse in un primo momento prevalentemente tra uomini omossessuali. In realtà sono a rischio tutte le persone che hanno rapporti sessuali senza protezione, e che ignorano lo stato-HIV del partner. È vero però gli uomini che fanno sesso con altri uomini (MSM) sono complessivamente più esposti al rischio di contagio dell’HIV.

L'epidemia dell'AIDS

Nel 1981 vennero descritte negli USA infezioni che colpivano per lo più persone con un sistema immunitario debole, in particolare uomini omosessuali inizialmente sani.

Già nel 1982 si iniziò a sospettare dell’esistenza di una malattia da immunodeficienza acquisita, legata in qualche modo a pratiche sessuali tra omosessuali. Una volta però che si scoprirono casi di contagi anche tra tossicodipendenti eterosessuali e persone cui era stato trasfuso del sangue, fu chiaro che la malattia come tale non aveva niente a che vedere con l’omosessualità. Anche in Germania si diagnosticò il primo caso nel 1982.

Dopo alcuni anni di ricerca finalmente si scoprì che uno specifico virus era risponsabile dell’AIDS, nel 1986 venne introdotto il nome di Human Immunodeficiency Virus (HIV) e nel 1985 si tenne la prima Conferenza Mondiale sull’AIDS.

Nel 1987 fu registrato il primo formaco contro l’HIV/AIDS. Tuttavia, nella prima metà degli anni ‘90, molte persone morirono di AIDS, tra queste anche personaggi famosi come il cantante dei Queen, Freddy Mercury (1991).

Comunque in quegli anni si raggiunsero importanti risultati nella ricerca clinica, fu l’inizio dell’era della “highly active antiretroviral therapy” (HAART), cui ha fatto seguito una significativa riduzione di nuovi casi di AIDS, di infezioni opportunistiche e di decessi, tanto che oggi la qualità e le aspettative di vita delle persone portatrici di HIV sono notevolmente migliorate.

Dall’inizio degli anni ’90 il fiocco rosso è un simbolo di solidarietà con le persone HIV-positive e quelle malate di AIDS.

Sempre per tornare all’esempio della Germania, dall’inizio dell’epidemia negli anni ‘80 fino alla fine dell’anno 2004 si calcola che in questo paese abbiano contratto l’ HIV circa 73.000 persone e di tutti queste persone sempre alla fine del 2004 ca 46'000 erano ancora in vita.

Dopo un’iniziale riduzione del numero di nuovi contagi annuali, tale quota è nuovamente in crescita sin dal 2002, e nel 2005 ha raggiunto la cifra di circa 2.600 nuovi contagi. In tutto il mondo vivono quasi 40 milioni di uomini, donne e bambini affetti di HIV/AIDS.


Grafik: © Robert-Koch-Institut

Molte persone credono, inoltre, che le malattie sessualmente trasmissibili siano sempre meno frequenti nel nostro mondo occidentale. Questo però non è vero: se guardiamo ad esempio il caso della Germania, noteremo un aumento di nuovi contagi per quanto riguarda ad es. la Sifilide e l’HIV/AIDS.

Diffusa è anche la convinzione che le malattie sessualmente trasmissibili non possano contagiarsi tramite il sesso orale o se non c’è penetrazione. Neppure questo è completamente corretto. Dipende sempre dalla situazione. Il rischio di contagio durante il sesso orale è basso, però un contagio è possibile comunque, quando ad es. avviene l’eiaculazione nella bocca e contemporaneamente si ha un’infezione oppure ferite nel cavo orale (ad es. nelle gengive), oppure se il partner che effettua la penetrazione è affetto da un’infezione alle vie urinarie. Anche nel caso in cui ci sia un contatto tra bocca e sangue menstruale oppure secrezioni vaginali infette, si è in una situazione a rischio di contagio.

Molte persone pensano, inoltre, che il sesso praticato usando il preservativo sia noioso o privo di attrattiva. Questo è però soltanto una convinzione personale – frequentemente recepita da ragazzi e uomini. Capita che le ragazze e le donne pensino “se insisto nell’utilizzo del preservativo, il mio ragazzo non vorrà più andare a letto con me”. Tuttavia esistono oggi molti tipi di preservativi, per es. quelli particolarmente sensibilizzanti. La decisione, condivisa, di fare sesso senza preservativo dovrebbe essere presa soltanto nel caso di un rapporto stabile. Un test dell’HIV per entrambi i partner della coppia potrebbe essere appropriato all’inizio di un rapporto a lunga durata.

“Se non sento niente, è perchè non ho niente” – una convinzione, che proprio nell’ambito delle malattie sessualmente trasmissibili, risulta infondata. Molte infezioni si sviluppano nel corso di giorni, settimane, mesi o anni senza manifestare sintomi. Questa è una delle caratteristiche che distinguono le malattie sessualmente trasmissibili rispetto a molte altre malattie che conosciamo. Una loro altra particolarità consiste nel fatto che spesso non basta sottoporre a trattamento medico soltanto la persona che manifesta i sintomi. Spesso è necessario un trattamento aggiuntivo anche nel partner.

 

Conseguenze

Un’infezione sessualmente trasmissibile può avere importanti conseguenze. Senza saperlo possiamo contagiare più persone, nel caso in cui l’infezione non si sia ancora manifestata attraverso dei sintomi o se questi sono così deboli da non venire avvertiti.

Siccome si rischia di contagiare altre persone, bisogna informare in ogni caso il/i proprio/i partner sessuale/i se si sospetta di avere un’infezione se o nel caso se ne abbia la certezza. Dal punto di vista del rapporto questo può avere delle conseguenze spiacevoli,  qualora, ad esempio, si debba confessare di essere stati infedeli o magari si scopra che lo è stato il partner. 

    Molte malattie sessualmente trasmissibili possono avere conseguenze negative e irreversibili, se non vengono trattate. Ad esempio, sia donne che uomini possono diventare sterili. Alcune malattie possono portare a danni cronici, quindi permanenti, e altre, come l’AIDS, hanno persino delle conseguenze mortali.   

Infine, specialmente un’infezione da HIV porta tuttora all’ isolamento e alla stigmatizzazione sociale. 

Come proteggersi

Una protezione sicura al 100% dal contagio di una malattia sessualmente trasmissibile non esiste. Adottando un comportamento adeguato si può però raggiungere una sicurezza tale da godersi la propria sessualità senza paure.

A questo contribuisce sopratutto la pratica del Sesso Sicuro. Inoltre, esistono oggi anche dei vaccini contro determinate malattie. Infine non bisogna trascurare l’importanza di un’igiene adeguata.

 

Per saperne di piu': Sesso Sicuro

Sesso Sicuro - Safe Sex

    Sesso Sicuro – Safe Sex. Quando si pratica Sesso Sicuro, non avviene uno scambio di fluidi corporei tra persone. Nè sperma o flusso vaginale, nè sangue entrano nel corpo del rispettivo partner. Il modo più facile di praticare Sesso Sicuro è di usare un preservativo durante il rapporto vaginale o anale. Se usati in modo adeguato, i preservativi sono un’ottima protezione contro le infezioni. Come funziona il preservativo viene descritto qui.

Quando si pratica Sesso Sicuro, non avviene uno scambio di fluidi corporei tra persone. Nè sperma o flusso vaginale, nè sangue entrano nel corpo del rispettivo partner. Il modo più facile di praticare Sesso Sicuro è di usare un preservativo durante il rapporto vaginale o anale. Se usati in modo adeguato, i preservativi sono un’ottima protezione contro le infezioni. Come funziona il preservativo viene descritto qui.
I preservativi si possono trovare quasi dapertutto: in farmacia, oppure in drogheria e nei supermercati.

In primo luogo è importante fare attenzione, quando si apre la confezione, a non rovinare (magari con le unghie) il sottile materiale di cui è fatto un preservativo. Non srotolare il preservativo per controllarlo - potrebbe rovinarsi. Poi si chiude tra pollice e indice il serbatoio che c’è all’estremità chiusa del preservativo, spostando fuori l’aria per fare spazio allo sperma che sarà eiaculato.


© Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung (BzgA)

Infine, e tenendo sempre chiuso con le dita il serbatoio, si srotola il preservativo sul pene eretto. Se non è stato applicato bene, oppure se messo dal verso sbagliato, è meglio riprovare con uno nuovo.

Dopo l’orgasmo, fintanto che si mantiene l’erezione, si dovrebbe ritirare il pene dalla vagina o dall’ano. Durante quest’azione bisogna tenere fermo il preservativo, in modo che non scivoli via. Si deve fare attenzione che non fuoriesca lo sperma.

Un preservativo dovrebbe essere usato una volta sola e poi buttato dopo nel bidone della spazzatura, non nel WC!


Importante è usare soltanto preservativi contrassegnati da un codice di identificazione della CE e la cui data di scadenza sia ancora valida. Inoltre, non deve essere daneggiata la confezione. I preservativi devono essere protetti da sollecitazioni esterne, quali pressione e calore (ad es. evitare di tenerli nel portafoglio o nella tasca dei pantaloni). In particolare per i rapporti anali esistono dei preservativi extra resistenti.

Per facilitare la penetrazione del pene nell’ano o nella vagina, molti partner fanno ricorso all’uso di lubrificanti – i preservativi possono però soltanto essere usati assieme a lubrificanti che abbiano una base idrosolubile, non lipidica. Olii e grassi (lipidi) attacano il lattice, potendo causare così una facile rottura del preservativo. Anche nel caso in cui una donna voglia proteggersi ulteriormente con l’uso di supposte o schiume, è necessario che questi prodotti abbiano una base idrosolubile. Durante i rapporti anali un lubrificante non lipidico aiuta a non sforzare troppo il preservativo.

Inoltre, quando si pratica sesso orale bisognerebbe fare attenzione a non ingerire lo sperma: se si pratica con un uomo si può usare anche un preservativo, se invece si pratica il sesso orale con una donna si può usare un’apposita protezione chiamata DAM che si applica sulla vagina. In ogni caso dovrebbe essere evitato il contatto con una cute alterata, ad esempio in presenza di vesciche o ulcere, che indicano la possibile esistenza di un’infezione.

La cosa più importante è parlare di Sesso Sicuro con il partner, sopratutto prima di arrivare al rapporto sessuale.

Non si deve avere paura di questo. Normalmente entrambi i partner saranno lieti di parlarne, così il sesso potrà essere vissuto senza ansie.

 

 

Per saperne di piu': Vaccini

Vaccini

    Vaccini. Dal contagio di alcune malattie sessualmente trasmissibili ci si può proteggere con un vaccino.

In Italia il vaccino contro il virus da Epatite B è obbligatorio per legge per tutti i neonati. Esiste da qualche tempo anche un vaccino contro due principali sierotipi del Virus del Papilloma Umano (HPV).

 

 

Per saperne di piu': Igiene

Igiene

    Igiene. Infine, un’igiene adeguata contribuisce a una migliore protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili. Una regolare igiene intima aiuta a raggiungere un gradevole benessere corporeo e a riconoscere meglio eventuali alterazioni.

Nelle donne è comunque importante non danneggiare la naturale flora batterica; questo può accadere per colpa dell’utilizzo di detergenti intimi, spray intimi e così via. Gli agenti patogeni riescono a riprodursi più facilmente se la vagina è disidratata. Molti di questi agenti patogeni prediligono poi un ambiente caldo e umido. Per questo è importante portare capi transpiranti (ad es. biancheria intima di cotone).

La cura

Le malattie sessualmente trasmissibili devono essere trattate da un medico. Anche in presenza di leggeri disturbi è meglio rivolgersi al medico. Gli specialisti a cui rivolgersi sono i dermatologi, così come i ginecologi per donne e gli urologi per gli uomini. 

Molte persone si sentono in imbarazzo se vanno dal medico a causa di un’alterazione negli organi genitali. Per il medico invece questo tipo di infezioni non é niente di speciale, in quanto queste patologie non sono affatto rare. In complesso le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento. 

    Un trattamento tempestivo porta, nella maggior parte dei casi, alla guarigione. Il trattamento dovrebbe essere eseguito, dopo un esame accurato, da un medico.  L’automedicazione può prolungare l’infezione o persino comportare danni irreversibili.

Importante è, inoltre, che il trattamento venga  effettuato su entrambi i partner, altrimenti l’infezione può passare successivamente da uno all’altro (effetto ping-pong). Anche partner precedenti dovrebbero esseri informati, se i rapporti sessuali sono stati recenti. Lo stesso vale per persone che fanno sesso con più partner.

Per principio si dovrebbe informare i partner nel caso in cui si sia affetti da una malattia sessualmente trasmissibile o se si pensa di esserlo. Anche se affrontare il tema può essere spiacevole, farlo aiuta a evitare ulteriori contagi.

Chi ha il sospetto di avere un’infezione o chi ha delle complicazioni che lo indicano, deve assolutamente fare uso del preservativo durante i rapporti sessuali. Anche se può risultare difficile, in realtà la cosa migliore in tale situazione è rinunciare temporaneamente al sesso. 

    Ad esempio in Germania, secondo la vigente normativa sulla protezione contro le infezioni, c’é l’obbligo di comunicare la presenza di determinate patologie. Infezioni da HIV, Sifilide ed Epatite B devono essere comunicate al Robert-Koch-Institut di Berlino, osservatorio nazionale per le malattie e per la prevenzione.

Chi ha più partner o cambia frequentemente, oppure chi decide insieme al partner di avere rapporti sessuali senza preservativo, dovrebbe assolutamente fare un test dell’HIV. Questo è possibile rivolgendosi al medico, oppure anche, conservando l’anonimità, all’Unità Sanitaria Locale (ASL) (gratuitamente o comunque sborsando un’importo minimo). Con un test dell’HIV si controlla se nell’organismo sono presenti anticorpi dell’HI-Virus. In questo modo, se tali anticorpi non ci sono, si può escludere con certezza la presenza di un’infezione, a condizione però che siano trascorsi tre mesi dall’ultimo rapporto a rischio.