La tua pelle: quante volte ci hai già pensato? Molto poche? Però è un organo importante. È nientemeno che il tuo organo più grande. Possiede diverse importanti caratteristiche: ti protegge, ti veste, ti permette di sentire il contatto fisico. E’ l’organo che ti consente di relazionarti con il mondo esterno. Che rivela i tuoi sentimenti, a volte anche quando non vorresti. Abbastanza versatile, vero?
La pelle può passare belli e brutti momenti: può essere vellutata al tatto e avere un aspetto fresco; a volte invece non sembra comportarsi affatto come si vorrebbe.
L’acne ad esempio; una questione abbastanza snervante che a volte fa venir voglia di nascondersi. Oppure un’ustione da sole; può essere dolorosa, anche se crogiolarsi al sole prima era stato così bello. A volte non si tollera qualcosa – come certi gioielli; allora la pelle si irrita, prude e brucia. Questo si chiama eczema. E poi c’è il sesso. Può esere tanto interessante, ma anch’esso può diventare sgradevole: le malattie sessualmente trasmissibili (MST) non sono uno scherzo.
Non sembrano argomenti gradevoli da trattare ma – prestiamo attenzione! Tu stesso puoi fare qualcosa per avere la situazione sotto controllo o persino per evitare completamente complicazioni e malattie. Si tratta solo di sapere come fare...
Esattamente questo scoprirai nei moduli di apprendimento su acne, eczemi, sole e malattie sessualmente trasmissibili (MST). Curioso/a? Con un clic si inizia!
Per orientarsi
| Entra | ||||||||
| Modulo di apprendimento 1: 'Acne' | ||||||||
| Episodio 1: A ciascuno il suo racconto dell’orrore |
Interattivo: La tua pelle sotto controllo? Prova il test dell’acne! |
Consigli & Info relativi all’acne | ||||||
| Modulo di apprendimento 2: 'Sole' | ||||||||
| Episodio 2: Ladri di spiaggia e pellirossa |
Interattivo: Pronti per l’estate? Il bagno solare virtuale |
Consigli & Info relativi a pelle e sole |
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| Modulo di apprendimento 3: 'Eczemi' | ||||||||
| Episodio 3: La porta segreta |
Interattivo: Sulle tracce degli eczemi – L’avventura |
Consigli & Info relativi agli eczemi |
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| Modulo di apprendimento 4: 'Malattie sessualmente trasmissibili (MST)' | ||||||||
| Episodio 4: Tutto rubato |
Film: Non giocare con la tua vita! |
Consigli & Info relativi alle MST |
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Quello che vi aspetta!
Farete conoscenza con i quattro protagonisti del racconto cornice: Thelma, Natalya, Paolo e Max, che si incontrano in un campo estivo della costa francese... se volete saperne di più potete ascoltare o leggere la loro storia. Buon divertimento!
In occasione di tre settimane di campeggio estivo tra le meraviglie del sud della Francia si radunano ogni anno 50 alunni e alunne provenienti da tutte le nazioni. Alloggiati in spaziose tende, i ragazzi e le ragazze passano delle vacanze avventurose in riva al mare, e godono di un programma ricco di attività di svago ed escursioni. L’ambiente internazionale svolge un ruolo importante nel campeggio. Quest’estate Paolo, Max, Natalya e Thelma sono tra i fortunati che sono riusciti ad avere un posto. Provengono tutti da nazioni diverse e hanno tra i 14 e i 18 anni di età. Sono contenti della bell’estate che li aspetta, di vivere emozionanti avventure e di stringere nuove amicizie. Vi piacerebbe saper qualche cosa di più su di loro? Bene. Allora ve li faremo conoscere meglio.
Paolo (18 anni) e Max (14) condividono una tenda con altri quattro ragazzi. Paolo viene dall’Italia. È il classico ribelle. In realtà gli avrebbe fatto più piacere fare un viaggio a Genova con i suoi amici, ma a causa dei suoi brutti voti a scuola i suoi genitori hanno deciso che il campeggio, lontano dalle scatenate feste dei suoi amici, gli avrebbe fatto meglio. Paolo è un ragazzo carino, ben consapevole del suo fascino. Ovunque vi sia un po’ di tumulto nel campeggio, possiamo star certi che troveremo anche lui, proprio nel centro della massima confusione. Ma non appena si presentano i responsabili per ripristinare l’ordine, Paolo ridiventa l’agnellino dai grandi occhi castani che è sempre stato e che ovviamente e in qualche misterioso modo è capitato lì per caso. Come per miracolo sfugge così ad ogni punizione. E mentre agli altri tocca pelare patate per tutta la compagnia, lui è già in spiaggia a prendere il sole e ad ascoltare musica dal suo riproduttore mp3.
Il suo compagno di tenda, Max di Berlino, è pro-prio l’opposto: non ha né fratelli né sorelle. I suoi genitori sono sempre in difficoltà con il denaro, per cui è bravo a fare i conti e gli riesce sempre, anche con pochi mezzi, di improvvisare cose sorprendenti.
Max è più giovane di Paolo, il cui fare disinvolto lo impressiona per cui il ragazzo si lascia trascinare facilmente in qualche avventura, pur mantenendo il suo at-teggiamento timido e riservato. Max è più che altro il classico cervellone introverso. Gli piace scrivere dei brevi racconti e non scorda mai di munirsi di carta e penna. La sua pelle è bianchissima, sta sempre all’ombra.
Forse sono proprio questi contrasti a far nascere subito un’amicizia tra Paolo e Max. Max ammira l’atteggiamento spensierato di Paolo e vuole partecipare al suo mondo, per lo meno per quanto gli è possibile. Paolo invece apprezza il carattere calmo di Max, che lo rassicura. All’inizio Max si teneva i suoi racconti per sè, ma un giorno con sua grande gioia Paolo gli si siede accanto e gli chiede se ha voglia di andare con lui fino allo stagno vicino, al limitar del bosco, per poter poi ascoltare, con calma e al riparo da orecchi estranei, uno dei suoi racconti.
Da allora, quasi ogni giorno, i due raggiungono la riva dello specchio d’acqua, Paolo si sdraia sulla schiena e prende a fissare il cielo stellato, mentre Max inizia a leggere, a bassa voce, un nuovo racconto. Max, nel suo fare prudente, tende a interrompersi spesso intercalando con: “Su questo ci devo ancora lavorare”. Ma l’altro ogni volta gli dice “Pst…continua a leggere”. Finito di leggere, Paolo si alza veloce e, guardando l’amico con fare interrogativo, lo esorta: “E poi..?” “Non sono ancora andato più avanti”. E Paolo scuote la testa: “Non puoi far così. Domani voglio sapere come continua”. E da allora, per un tacito accordo, i due amici si incon-trano giorno per giorno per dopo recarsi allo stagno.
Anche Natalya (17 anni) e Thelma (16) sono compagne di tenda. Natalya viene dalla Romania ed è la maggiore di cinque, tra fratelli e sorelle. Proviene da una famiglia da “manuale”. A casa sua si ride moltissimo e non ci si annoia mai. Natalya ha un carattere molto solare ed è sempre disposta a divertirsi. Non sono passati due giorni che già la sua risata è quasi leggenda per tutti i partecipanti al campeggio. Non appena la ragazza compare, basta un attimo perchè tutti si tengano la pancia dalle risate. Così la sua tenda è stata ribattezzata “le ris” (la risata, in francese), perchè non vi regna mai un minuto di silenzio. Immaginando il proprio futuro Natalya si vede come una famosa attrice.
Non si può dire che sia la persona più ordinata del mondo - Natalya pensa che mettere in ordine sia una vera perdita di tempo. Vive seguendo il principio “il caos è il regno del genio!” Certo, fa spesso fatica a ritrovare le sue stesse cose in un disordine che regna sovrano. Ma proprio questo la rende così simpatica.
Thelma proviene da una piccola città dell’Inghilterra del sud. È molto carina e con i suoi 15 anni supera in altezza la maggioranza dei ragazzi della sua classe. Lo sport è la sua vita. Assieme al proprio fratello gemello ha già vinto diverse competizioni sportive.
Thelma non soltanto è un asso nello sport, ma anche a scuola è la prima della classe, cosa a cui i suoi genitori danno molta importanza. La sua pelle è più che bianca, sembra di porcellana. Basta pochissimo sole perché in un attimo assuma un colore rosso vivo. Intorno al suo nasino si addensano centinaia di lentiggini. I suoi capelli sono lunghi, rossi e ricci – e, del resto, una classica ragazza inglese potrebbe forse presentarsi in modo diverso? Thelma è molto felice di passare l’estate nel campeggio estivo – lontana dalle rigide regole di casa, in cui si tiene molto al suo rendimento e disciplina. Vuole conoscere gente simpatica proveniente da paesi diversi e vivere avventure...
Anche se vengono da due contesti famigliari così diversi, Natalya e Thelma si sono capite sin dal primo momento e sono diventate ottime amiche. Si confidano cose di cui nessun altro del campo estivo è al corrente. La vivace Natalya soffre di una forma seria di acne; la mattina e la sera trascorre un sacco di tempo davanti allo specchio, prova lozioni su lozioni e in quei momenti sembra proprio l’opposto della ragazza gioiosa che tutti conoscono. A un certo punto Thelma, mettendosi una mano sul cuore, decide di affrontare apertamente la cosa con Natalya. Thelma si attende che Natalya reagisca con irritazione, visto che il suo problema sembra infastidirla tanto. Natalya invece la guarda con un’espressione stanca nei suoi grandi occhi verdi, si siede su di uno sgabello davanti allo specchio e si copre il viso con le mani. Si sente soltanto un leggero singhiozzare – una reazione che non ci si sarebbe attesa da una ragazza come Natalya. Thelma non sa che fare o dire, in Natalya vedeva infatti una donna pressoché adulta, una persona indipendente e forte, che si regge da sola, apprezzata dagli altri per il uno spiccato senso dell’umorismo.
“Non so che fare. Speravo che sole, acqua di mare e cambio di clima mi aiutassero, ma non è servito a nulla. Mi sento semplicemente come se fossi il gobbo di Notre Dame, un po’ troppo cresciuto”. Poi, alzando lo sguardo, Natalya vede un piccolo sorriso attraversare il volto di Thelma.
“Beh, la tua gobba è un po’ più piccola, ma l’occhio incavato lo ricorda abbastanza”.
A entrambe le ragazze viene da ridere, però questa volta non si sente la famosa risata forte di Natalya, ma piuttosto una risatina sommessa, ma che arriva dal profondo del suo animo.
Ora, come si sono incontrati i nostri “eroi” e le nostre “eroine“? State tranquilli – dobbiamo farvi sapere anche questo perché possiate seguire la loro storia:
E’ già buio pesto quando Paolo bisbiglia a Max: “OK, credo che abbiamo via libera, andiamo!“
Paolo e Max acchiappano i loro zaini. Vogliono trascorrere la notte sulla riva dello stagno, sdraiarsi comodamente sui loro sacchi a pelo per dedicarsi al nuovo racconto che Max leggerà a lume di candela. Quatti quatti scivolano fuori dalla loro tenda e si avviano verso il margine del bosco. Max precede l’amico e sta per prendere il solito sentiero, ma Paolo gli sibila:
“No, non sul sentiero, ci potrebbero vedere facilmente. Vieni con me, conosco una scorciatoia attraverso il bosco”.
Max si ferma dubbioso un attimo sul prato e guarda in direzione del sentiero. Ma quando si accorge che Paolo si è già allontanato per un tratto della boscaglia, lo rincorre velocemente.
Max e Paolo questa notte non sono gli unici nel bosco: anche Natalya e Thelma siedono ridacchiando in una radura tra gli alberi. Thelma si regge la pancia dalle risate, dopo aver udito una storia che Natalya le ha raccontato a proposito di una figuraccia di un responsabile del campeggio:
“Maledizione, in questo modo non ce la faremo mai fino allo stagno”. Entrambe ridacchiano. “Ma ricordi ancora la direzione che dobbiamo prendere?“ La voce di Natalya suona un po’ preoccupata.
Anche Max e Paolo sembrano avere difficoltà con l’orientarsi. Max protesta, vuole sapere quale direzione prendere per andare avanti. “Non ne ho idea, in realtà lo stagno dovrebbe essere proprio davanti a noi“. La sicurezza di Paolo sembra vacillare.
“Però sta di fatto che lo stagno qui non c’è” lo biasima Max, “non ci vedo molto, ma che lo stagno non sia qui lo riesco ancora a capire: se penso che, intelligenti come siamo, non abbiamo portato nemmeno una torcia…certo, ci bastano le candele per leggere...per leggere sì, ma non per camminare...“
Paolo lo interrompe “Pssst, stai zitto un attimo“. I due ragazzi tendono le orecchie nell’oscurità della notte.
Paolo dice a bassa voce: “Io credo che...” “…che ci sia qualcuno“ bisbiglia Thelma e per precauzione spegne la torcia. Sono tutti immersi nel buio. Improvvisamente da qualche parte qualcosa si muove. Le ragazze cercano di guardarsi attorno. Da dove viene il rumore?
Con cautela si alzano, tentano di abituare la vista al buio e di riconoscere qualcosa tra i pini. Il fruscio sembra avvicinarsi. Il bisbigliare di Thelma si affievolisce sempre più: “che cos’è?” Natalya si guarda in giro insicura “Non ne ho idea, forse soltanto un animale”.
Entrambe rimangono ferme ad ascoltare. Sentono soltanto il loro respiro ed il battito dei loro cuori. Silenzio – nessun fruscio. Le ragazze aspettano ancora un attimo, ma non si muove più niente.
Si lasciano scappare un sospiro di sollievo. “Dai, forza, via di qui” dice Natalya. Thelma riaccende la sua torcia: nel raggio di luce della torcia c’è ora un uomo in piedi, che le guarda. Le due ragazze prendono a strillare.
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Paolo, con aria accondiscendente, parla per primo: “A quest’ora delle ragazzine non dovrebbero più girare da sole nel bosco”. Ed ecco Max che spunta da dietro un albero. Le ragazze, sollevate, scoppiano a ridere. Poi si lamentano dello spavento preso. “Maledizione, non avete niente di meglio da fare che avvicinarci in questo modo?“ li riprende Natalya. |
Paolo cerca di spiegarsi: “in realtà volevamo andare allo stagno, ma poi abbiamo visto due ragazze, che chiaramente si erano smarrite, sedute in mezzo al bosco e così abbiamo pensato sempli-cemente di dire ciao”.
Thelma ringrazia ammiccando “beh, ci siete riusciti. Tante grazie”.
Ma ecco che improvvisamente Max volge lo sguardo, strizza gli occhi, cercando di riconoscere qualche cosa che si trova a destra di Paolo: “Ma che cosa c’è là dietro?”
Natalya lo interrompe con un gesto: “Insomma, basta, abbiamo appena fatto un giochetto simile – da te proprio ora non me l’aspettavo”.
“No, parlo sul serio. Non vedete?”
Max punta l’indice nell’oscurità. Tutti si tendono nello sforzo di riconoscere qualcosa. E Paolo a Thelma, quasi bruscamente:
“Inghilterra, punta la torcia in quella direzione“. “Il mio nome è Thelma, Italia!” ribatte pronta la ragazza inglese, che tuttavia indirizza la luce, facendola come sfrecciare attraverso la boscaglia, nella direzione indicata. Sembra che ci sia qualcosa nei cespugli.
Paolo immediatamente: “andiamo, dobbiamo avvicinarci per vedere meglio”. E senza aspettare una risposta si getta dietro il fascio di luce “Forza, venite!”
Gli altri lo seguono poco convinti. Tra i cespugli c’è un cancello di ferro completamente ricoperto dalla vegetazione, e più in là si riconosce a fatica nell’oscurità la sagoma di una vecchia villa.
Questa è la scoperta delle loro vacanze. Paolo, Max, Natalya e Thelma trovano una vecchia villa abbandonata nel bel mezzo di un bosco. Con passi incerti si accingono a esplorare la loro scoperta: sarà un’esperienza fantastica! La vecchia villa è ancora quasi completamente ammobiliata, anche se è sicuramente disabitata da almeno 50 anni. I ragazzi si promettono a vicenda che questo luogo rimarrà un loro segreto. Appena possibile, di giorno o di notte, si daranno appuntamento lì. Così iniziano a conoscersi meglio. Thelma è già cotta di Paolo, più grande di lei. Diventeranno una coppia? Anche fra Max e Natalya c’è qualcosa, ma è qualcosa di diverso: sono amici. Guardano piuttosto criticamente al rapporto tra gli altri due.
Brufoli, comedoni, acne – la stessa cosa? In ogni caso di tratta di un problema spiacevole – non soltanto per Natalya. Costei nel campo estivo fa delle esperienze particolari sul tema. Curioso/a? Allora clicca sul Episodio 1 e ascolta o leggi perchè a ciascuno il suo racconto dell’orrore...
| Modulo di apprendimento 'Acne' | |
| Episodio 1 A ciascuno il suo racconto dell’orrore |
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| Interattivo La tua pelle sotto controllo? Prova il test dell’acne! |
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| Consigli & Info Consigli e informazioni relative all’acne |
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A ciascuno il suo racconto dell’orrore
Max ha lavorato tutto il giorno ad un racconto dell’orrore e vuole leggerlo questa sera agli altri – ovviamente nella vecchia villa abbandonata. Il sole è al tramonto quando i quattro si incontrano. Entrati nella villa, Max si lascia cadere in una poltrona impolverata; Thelma e Paolo accendono alcune candele che hanno portato con loro. Il vento fischia attraverso le cre-pe dei vecchi muri. Le ombre ballano nella stanza poco illuminata.
Di colpo si sente un tuono! Natalya sobbalza spaventata: “beh, iniziamo proprio bene! Sono sicura che stanotte non riuscirò a chiudere occhio!“
Natalya non ama molto i racconti dell’orrore, e non lo nasconde neppure.
“Tranquilla, tranquilla, ci sono qua io!” Paolo proprio non riesce a smettere di voler dimostrare la propria superiorità.
“Non puoi capire” lo assale Natalya. Paolo fa roteare gli occhi.
Natalya si ritira allora in un angolo buio della stanza – sufficientemente lontano dagli altri: “Inizia pure!” fa poi a Max, rivolgendo nel contempo uno sguardo in cagnesco a Paolo.
Lui risponde divertito: “Oh, fai attenzione in quell’angolo buio, che di colpo, attraverso la parete, una mano…”
“PA-O-LO!” Thelma è pallida e sembra avere più paura di Natalya.
Paolo, di malavoglia, dice pianissimo “scusa”.
Insieme a Thelma sceglie un vecchio tappeto mor-bido per mettersi comodo.
Natalya mugugna qualcosa come “io resto qui dietro, che mi sento meglio“ e Max inizia a raccontare.
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Natalya, a volte, è un po’ paurosa e in determinate situazioni è lungi da presentarsi come la più spavalda del gruppo. Non è mai andata matta per i racconti dell’orrore – insomma, già da piccola non le piacevano. Ma non è questo il vero motivo per cui oggi si è ritirata nell’angolo; il reale motivo è completamente diverso: una serata all’insegna dei racconti horror è finalmente l’opportunità per portare a termine un’ “opera”, per cui nel campo estivo, rumoroso e vivace, non trova sufficiente calma né intimità. Attira le sue gambe il più vicino possibile al corpo e si copre praticamente fino alla testa con il suo giubbotto: che gli altri pensino pure che lei ha paura. In realtà non vuole che Thelma, Paolo e Max vedano quello che fa. |
Pian, piano apre la borsa e tira fuori un vasetto di vetro, di quelli per la marmellata. Il contenuto sembra però tutt’altro che appetitoso. E ora, che pensa di avere dinanzi a sé la soluzione dei propri guai, solo a tratti presta orecchio al racconto di Max.
“...notte buia e nebbiosa...non riuscivano a vedere nulla”
Invece il suo sguardo si posa speranzoso sulla poltiglia verde fluorescente contenuta nel vasetto.
“...sentivano incessantemente un rumore, un fruscio, doveva esserci qualcuno. Forse non erano soli?”
Natalya sente appena Max. Guarda soddisfatta nella luce fioca l’ultimo mazzetto di erbe, da lei raccolte sul sentiero che porta alla vecchia villa – e che pensa renderà perfettamente efficace la miscela. È fermamente convinta che questo la aiuterà. È la sua ultima possibilità, per disfarsi di “quelle” cose.
“Ma c’è qualcuno lì, sento rumore!“ Per Natalya la voce di Max è sempre più lontana.
Spezzetta le erbe con le sue dita, perchè così c’è scritto nelle istruzioni che ha trovato su Internet. Spezzettarle dovrebbe aiutare a liberare gli aromi e le vitamine. Le lascia quindi ca-dere nella poltiglia verde e mescola tutto con un cucchiaio “preso in prestito” dalla mensa del campeggio. Questa notte non vede l’ora di provare il suo intruglio. Non bisogna smettere di mescolare energicamente, per amalgamare bene tutti gli ingredienti.
„WAAAAAAAAAAH!"
Impaurita dal racconto di Max, Thelma prende a urlare così forte che Natalya sobbalza dallo spavento e dalle mani le sfugge il vasetto, ma riesce a riprenderlo proprio all’ultimo istante. Chiude gli occhi e invia una preghiera al cielo: per poco! Con gli occhi ben chiusi i suoi pensieri girano intorno al contenuto del vasetto: mi permetterà una vita più bella. Questa notte eliminerò il più grande problema della mia vita: finalmente poter andare ovunque senza paura e vergogna, parlare ai ragazzi e non sentirmi più brutta...
“Di’ un po’, non ci vorrai mica avvelenare?”
In silenzio, Paolo si è avvicinato all’angolo in cui è rannicchiata Natalya e osserva scettico e un po’ schifato il contenuto verde del vasetto che la ragazza tiene in mano. Adesso lo spavento è troppo: Natalya sobbalza, lancia un urlo e lascia cadere definitivamente il vasetto. Come al rallentatore, il vasetto ruota sul pavimento nella direzione di Thelma e lascia dietro a sè una scia di muco verde. “No...oh no! Due giorni di lavoro...” Natalya è prossima alle lacrime. Guarda Paolo con i suoi occhi strabuzzanti di rabbia. “Se gli sguardi potessero uccidere, Paolo ora sarebbe parte del mio racconto horror“ pensa Max, ma non lo dice.
“Natalya?“, Thelma prende in mano il vasetto ormai quasi vuoto..
Bagna un dito nella melma e la osserva schifata. Sembra sapere esattamente a cosa era destinata: “non volevi mica spalmarti QUESTO sul viso?”
Natalya guarda imbarazzata il pavimento. Non ne vuole parlare. Non ora, meno che meno ora che ci sono i ragazzi. Paolo e Max si guardano confusi.
I pensieri di Natalya si accavallano: deve semplicemente stare zitta? O deve dire qualcosa? Se rimanesse in silenzio, non migliorerebbe certo la situazione. I tre la tempesterebbero di domande per ottenere spiegazioni in merito alla strana poltiglia verde. A voce bassa, quasi suo malgrado Natalia riprende la parola:
“voi non avete idea di come ci si senta a girare con tutti questi brufoli sul viso!” Sono anni che provo praticamente tutto per disfarmene. L’altro ieri ho trovato una ricetta raccomandata da una guaritrice esperta, che si serve di piante, di metodi naturali. Dovrebbe curare i brufoli in una notte. È difficile da fabbricare – con delle erbe par-ticolari, e pensate che ho scoperto che la maggioranza di queste erbe crescono in abbondanza proprio nei dintorni del nostro campeggio. Ho pensato che fosse la mia ultima opportunità. Volevo semplicemente provarci. Ma...ora è stato tutto per niente!”
“Mah, io pensavo che i brufoli bastasse semplicemente schiacciarli per vederli sparire nel corso di una giornata”.
Max non capisce più di tanto la rabbia di Natalya; di brufoli quasi non ne ha e di quelli di Natalya a malapena s’è accorto. Paolo guarda Max con compassione e, come al solito, fa mostra di saperla più lunga degli altri:
“schiacciarli? Stupidaggini! Basta semplicemente metterci del dentifricio prima di andare a letto e la mattina non c’è più nulla! E’ un trucco che mi ha rivelato un amico!”
Ora anche Thelma si immischia nella discussione: “ma no, che stupidaggine. Allora è meglio non fare niente di niente. Oppure: perché non an-dare dal medico?”
Natalya ne ha abbastanza. Da tempo non ascolta più suggerimenti. Le ha sentite tutte sui brufoli, molti metodi li ha anche provati, ma nulla ha mai funzionato. Deve forse rassegnarsi ad avere l’acne in eterno?
“BASTA!!!” Con un urlo Natalya congela la di-scussione, ormai infervoratasi, tra i suoi amici. Paolo, Max e Thelma ammutoliscono e guar-dano preoccupati Natalya negli occhi, che normalmente sono così ridenti.
Più tardi, sulla strada di ritorno al campeggio, Max si avvicina a Natalya, che è ancora scossa da quanto è avvenuto:
“Ascolta, ascoltami bene”, le dice in tono insistente: “cosa dici se noi due scrivessimo un racconto, un racconto noi due insieme: anzi, più precisamente, il tuo racconto dell’orrore?”
“Come sarebbe?: il mio racconto dell’orrore?”, fa Natalya scocciata.
Max le spiega: “Mi sono appena accorto che i racconti che invento io non sono altro che frutto della mia immaginazioni infantile. Ma tu e la tua acne, ecco qualcosa di veramente orribile! O meglio, ciò che ne fai tu è orribile!”
E Natalya sempre più confusa: “Che cosa vuoi dire? Che mi sto immaginando tutto? Ma tu sei pazzo!”
Max gesticola: “Sì, forse in un certo senso lo sono. Io stesso forse non me ne ero reso veramente conto. Certo, vedo, hai l’acne, ma non è grave, io vedo TE. Al contrario di quanto fai tu: tu vedi l’acne e ti torturi da sola”.
Negli ultimi metri che li separano dal campeggio, i due ragazzi tacciono. Si crea un silenzio caldo, gradevole. Per la prima volta Natalya si sente capita, anche se la breve conversazione con Max ha messo a nudo il suo lato “peggiore”.
La tua pelle sotto controllo? Prova il test dell’acne!
Natalya si guarda allo specchio. E’ sera, è abbastanza tardi e Natalya ripensa ancora alla vecchia villa e alla confusione di opinioni dopo che era stata scoperta la sua "miracolosa gelatina verde". Ricorda le classiche frasi: Max che aveva detto "Mah, io pensavo che i brufoli bastasse semplicemente schiacciarli per vederli sparire nel corso di una giornata"; Paolo che sentenziava "Schiacciarli? Stupidaggini! Basta semplicemente metterci del dentrificio prima di andare a letto e la mattina non c’è più nulla! È un trucco che mi ha rilevato un amico!"; e Thelma che era intervenuta dicendo "Ma no, che stupidaggini. E’ meglio non fare niente di niente. Oppure...perchè non andare dal medico?"
"E voi? Voi cosa sapete sull’acne? Siete esperti come me, perchè avete dovuto occuparvene per necessità? O non sapete nulla come Max e Paolo? Oppure il vostro caso è una via di mezzo come quello di Thelma? Verificate voi stessi quello che sapete. In seguito potete mettere alla prova, su tre livelli, le vostre conoscenze – divertendovi anche! Provateci!"
Funziona in questo modo: Scegli semplicemente uno dei due personaggi e inserisci il tuo nome. Pronti? Via!
| Il quiz si apre con una nuova finestra. Potete pertanto tenere tutte e due le pagine aperte contemporaneamente. INIZIARE QUIZ! |
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| Tutto chiaro? No? Allora potete leggere alcuni consigli e informazioni utili. Anche i Consigli & Info si aprono con una nuova finestra. Qui si va a Consigli & Info relative all’acne! |
| Lo sappiamo tutti: dai dodici anni in poi, con l’inizio della pubertà, la pelle di molti ragazzi e ragazze diventa grassa e prende a formare dei comedoni e dei brufoli fastidiosi di diverse dimensioni: ecco l’acne. |
L’acne è una malattia della cute molto diffusa, sopratutto tra ragazzi e ragazze di età comprese tra circa 12 e 20 anni, ma anche tra adulti. L’acne è una malattia delle ghiandole sebacee e in chi ne è colpito si manifesta quasi sempre per la prima volta durante la pubertà sotto l’influsso dei cambiamenti ormonali. L’intensità con cui si presenta la malattia dipende inoltre da quanto spiccata sia essa stata nei genitori.
| Per saperne di piu': Definizione e Come e perchè compare l'acne?. |
L’acne può avere degli effetti secondari sgradevoli: può essere dolorosa e non solo dal punto di vista fisico; può portare a non sentirsi più attraenti o belli: ciò non giova all’autostima. Molti vorrebbero rintanarsi nella propria camera, sfuggire al mondo.
L’acne si sviluppa principalmente in viso, sul busto (decolletè e schiena) e a volte persino sulle braccia: si tratta di parti del corpo difficili da nascondere!
| Per saperne di piu': Miti e conseguenze. |
Contro questi brufoli fastidiosi si può però fare qualcosa: una detersione regolare e delicata della pelle e varie cure possono permettere di tenerli sotto controllo. Si tratta di misure che ognuno di noi può prendere, facendo ricorso all’aiuto di un dermatologo anche solo, a volte, di un’estetista esperta.
Quanto più si è informati su come si sviluppa l’acne e sotto quale forme si manifesta, tanto meglio si riuscirà anche a vincerla o a tenerla ragionevolmente sotto controllo.
| Per saperne di piu': Che fare? |
Molto importante è anche non lasciarsi scoraggiare, ma rafforzare la propria autostima. L’identità profonda della persona è senza dubbio molto più importante dell’aspetto esteriore.
Inizio all’età di circa 12 anni: la pelle diventa più ricca di sebo e si formano dei comedoni, dei brufoli e delle pustole, tutte manifestazioni fastidiose e di varie dimensioni. L’acne è l’insieme di queste manifestazioni. Si tratta, in assoluto, di una delle più frequenti modifiche che possa presentare la pelle. Di fatto, tutti gli adolescenti, in una forma o nell’altra, chi più chi meno, ne sono colpiti. Tuttavia anche gli adulti possono soffrire di acne ed esiste persino una forma abbastanza rara (e lieve) di acne che colpisce, anche se solo per pochi giorni, i neonati subito dopo che costoro vengono al mondo.
| L’acne è una malattia che nasce nelle ghiandole sebacee, e si manifesta quindi sopratutto dove queste ghiandole sono più numerose: su viso, busto e braccia. |
L’acne si può manifestare con diverse intensità. La manifestazioni possono avvenire a fasi, con l’alternarsi di periodi "buoni" con periodi più gravi... A volte è soltanto un po’ fastidiosa. Tuttavia in una persona su tre o su quattro è più intensa, tanto da essere molto ben visibile. In tali casi può lasciare persino delle cicatrici, soprattutto se in chi si è 'manipolato' troppo la cute, cercando di spremere i comedoni... L’acne si presenta per lo più agli inizi della pubertà, normalmente all’età di 10-12 anni e sparisce spesso da sola intorno ai 18-20 anni.
In alcuni casi dura però fino all’età adulta o può persino manifestarsi per la prima volta in età adulta (nelle forme cosiddette di "cloracne" e di "acne inversa"). Nelle ragazze i brufoli appaiono tendenzialmente prima che nei ragazzi, poiché anche la pubertà sopraggiunge prima. In cambio, nei ragazzi, il decorso può essere più serio.
Tipi di acne
Nell’acne si possono riconoscere diversi cambiamenti della cute, anche usati per la classificazione di questo disturbo: i comedoni, i brufoli (pustole e papule) ed a volte anche manifestazioni infiammatorie di consistenza nodulare, situate più in profondità. Inoltre....
Avere l’acne può essere abbastanza snervante, tuttavia ci sono molte cose che si possono fare per alleviare e per abbreviarne il decorso. Vediamo quindi come si sviluppa, come si manifesta in noi e cosa possiamo fare per combattere l’acne.
La cute umana è un organo sensibile. Reagisce al calore ed al freddo, alla polvere e allo sporco, al sole, allo stress, al contatto e all’alimentazione è può reagire a processi che avvengono all’interno del corpo come cambiamenti ormonali o malattie.
In determinate fasi della nostra vita, come ad es. durante la pubertà, nelle donne durante la gravidanza o la menopausa, durante il ciclo delle mestruazioni, ci sono delle variazioni nella quantità e composizione degli ormoni: si modifica l’equilibrio ormonale.
Durante la pubertà tale equilibrio cambia sostanzialmente e complessivamente circola una quantità maggiore di molti ormoni, in particolare di ormoni sessuali maschili, chiamati androgeni: questo avviene sia nei ragazzi che nelle ragazze.
Questi ormoni oltre che sulla maturazione degli organi sessuali, agiscono anche (quasi come effetto secondario) sulle ghiandole sebacee della pelle, le quali producono più sebo del solito e, contemporaneamente, si accumulano più cellule dello strato corneo nello sbocco della ghiandola stessa: si forma pertanto una sorta di tappo nel "collo di bottiglia" dello sbocco della ghiandola che si aggiunge a tutta la sovrapproduzione di sebo: la ghiandola sebacea si intasa e si gonfia per l’accumulo di sebo.
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Dall’esterno si riconoscono i tappi di sebo come piccoli punti bianchi o neri, i cosiddetti punti neri o comedoni (acne comedonica). La colorazione scura non è sporco, ma si forma per presenza di pigmenti scuri della pelle (melanina) alla massa di materiale corneo.
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Quando si formano i comedoni, questo batterio, alimentandosi dalla sovrapproduzione di sebo, provoca l’infiammazione delle ghiandole sebacee: queste a loro volta si gonfiano, la pelle tira e diventa rossa, prude o fa male, compaiono dei puntini punto bianchi o gialli – si formano dei brufoli (acne infiammatoria).
Se si infiamma ancora di più, la ghiandola sebacea si può rompere e disperdere il proprio contenuto nella cute circostante. Il sebo funge da nutrimento per i batteri e ha un’azione irritante e infiammatoria sulla cute. Si formano pustole e noduli, che possono essere dolorosi e lasciare delle cicatrici (acne nodulare o nodulocistica).
| Sull’acne sono diffusi dei miti e delle voci che sono semplicemente da ignorare: |
Da un lato, anche se la proliferazione di alcuni batteri contribuisce alla comparsa dell’acne, l’acne non è contagiosa: si tratta di batteri normalmente presenti sulla pelle sana; pertanto non abbiamo a che fare con mancanza di igiene. L’acne non è una malattia infettiva e ovviamente non viene trasmessa abbracciandosi o baciandosi.
Una cura regolare e scelta in base al tipo di cute è molto importante, ma, come abbiamo sentito, l’acne si sviluppa a causa dei cambiamenti ormonali nel corpo e quindi non è sufficiente, per farla scomparire, eseguire una pulizia della cute, per quanto delicata e ben scelta.
La comparsa dell’acne viene inoltre attribuita al consumo di cibi o bevande, ad esempio cioccolata, dolci, Coca Cola o altro. Questo però non è vero. Il cibo può influenzare in qualche modo l’aspetto della pelle, ma non influisce direttamente sull’acne: le cose non sono così semplici. (Altra cosa è se Vi capitasse di notare che la Vostra pelle reagisce in qualche modo all’assunzione di determinati cibi o bevande: allora sarebbe meglio rivolgersi a un dermatologo)
Ovviamente, attività come pensare al sesso o masturbarsi non hanno influenza sull’acne.
Poiché l’acne si manifesta sopratutto sul viso, è una malattia per tutti visibile, difficile da nascondere. Così può influenzare l’autostima di chi ne è colpito e influire addirittura sul comportamento:
Essere affetti da acne può causare insicurezza. Si può non voler più mostrare a nessuno la propria faccia e preferire rintanarsi nella propria stanza, evitando al massimo i contatti con il modo esterno. Ciò può avere conseguenze su contatti ed amicizie, a scuola e sul lavoro. Si ha paura di essere considerati brutti e non curati, sporchi o contagiosi, di non trovare un compagno o una compagna. Qualcuno può sentirsi insicuro quando deve fare un colloquio di lavoro e può avere paura di perdere delle opportunità per colpa della pelle.
I brufoli possono essere dolorosi e le misure terapeutiche e la cura della pelle impegnative. Ma non si tratta di casi isolati; quasi tutti gli adolescenti sono affetti dall’acne e vivono la malattia in modo uguale o simile.
Questi sentimenti non sono però inevitabili. Importante è prendere delle misure opportune nel momento in cui inizia a manifestarsi l’acne. L’acne figura come una delle più frequenti malattie della cute – la cosa migliore è andare dal dermatologo e farsi dare dei consigli terapeutici e di cura.
Ripetiamolo ancora: l’acne non è una malattia rara - al contrario: quasi tutti i ragazzi e ragazze ne soffrono.
L’acne scompare spontaneamente nella maggioranza dei casi intorno ai 20 anni d’età Non si dovrebbe però aspettare fino ad allora senza intraprendere nulla, tante cose si possono fare per accorciare la durata e smorzare gli effetti dell’acne e di eventuali periodi di particolare aggravamento. E’ possibile non solo migliorare le condizioni generali della cute, ma anche la sensazione di benessere!
| L’acne ha la particolarità di manifestarsi a ondate, pertanto può attivarsi per poi scomparire ad intervalli di settimane o di mesi. Questo avviene sopratutto nelle ragazze, spesso prima delle mestruazioni. Ma anche nei ragazzi si alternano singole ondate con fasi in cui l’acne si manifesta appena. |
Queste ondate si possono smorzare o ridurre con una buona cura e trattamento della cute, ma normalmente non si possono evitare completamente. Bisogna essere preparati a queste riacutizzazioni della malattia. Quando si verificano, ciò è dovuto alla natura intrinseca dell’acne e non a un nostro sbaglio. Spesso col tempo la sensibilità nei confronti delle reazioni del proprio corpo si affina e migliora la capacità di riconoscere le prime avvisaglie dell’acne.
Quali sono allora le cose che ognuno di noi può fare per combattere l’acne?
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Può essere molto interessante fare attenzione alla composizione dei vari prodotti cosmetici, dato che questi possono contenere sostanze che provocano lo sviluppo ulteriore di comedoni, come ad es.
l’olio di arachidi che troveremo in svariati prodotti. È’ obbligo del fabbricante indicare sulla confezione tutti i componenti di un prodotto. Se il prodotto cosmetico contiene uno o più delle seguenti sostanze, è meglio sceglierne uno alternativo*: * I nomi dei componenti sono indicati sia in italiano che in inglese, perchè spesso li troviamo sulla confezione soltanto in questa ultima lingua. |
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L’acne è una malattia della cute e dovrebbe indurre a fare ricorso all’ aiuto di un medico specialista. Il dermatologo costruirà insieme al paziente un programma terapeutico personale, su misura. Sottoporsi in tempo a un trattamento terapeutico è il modo migliore per evitare la formazione di cicatrici. In base al tipo di acne e alle necessità della pelle, il medico può proporre le seguenti misure:
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Cosmesi professionale
La cosmesi professionale è una misura coerente da incorporare alla terapia anti-acne. In Germania, ad esempio, le assicurazioni sanitarie private si fanno normalmente carico delle spese se la terapia è stata prescritta dal dermatologo, e sempre in Germania anche l’assicurazione sanitaria statale può farsi carico delle spese prescritte dal dermatologo, in casi di acne molto eclatanti. Eventualmente ci si può anche sottoporre a un trattamento cosmetico effettuato dal dermatologo. La cosa migliore da fare è chiedere consiglio al vostro medico di base. |
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È meglio se non schiacciate, manipolate o pungete voi stessi i brufoli! Facendo questo si danneggia generalmente la cute circostante.
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Bisogna armarsi di molta pazienza se si vuole curare l’acne: soltanto una regolare e disciplinata collaborazione con il medico può avere successo.
L’acne spesso non reagisce immediatamente al trattamento, è solo dopo qualche settimana che si può apprezzare un sostanziale miglioramento. Dato che la cute di ogni persona presenta delle caratteristiche individuali, come la persona stessa, il dermatologo dovrà provare diverse possibilità, e anche per questo dovremo portare un po’ di pazienza. |
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Estate, sole, ustioni... Cosa c’è di più bello d’estate che stare con gli amici al mare e vivere delle emozionanti avventure? Max e i suoi amici si sono divertiti molto. Ma ora brucia la pelle! Vuoi sapere com’è accaduto? Allora clicca sul Episodio 3 e ascolta o leggi sui ladri di spiaggia e pellirossa.
| Modulo di apprendimento 'Sole' | |
| Episodio 2 Ladri di spiaggia e pellirossa |
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| Interattivo Pronti per l’estate? Il bagno solare virtuale |
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| Consigli & Info Consigli e informazioni relative a pelle e sole |
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Ladri di spiaggia e pellirossa
“...di colpo si trovarono nella foresta buia. La luce era così fioca che non si riusciva a distinguere la propria mano davanti agli occhi, e ancor meno le tracce dei ladri che stavano inseguendo. Ma ora di che si trattava? Si udì un fruscìo. Rami che si spezzavano. Passi grevi ma veloci diretti verso di loro. A Tom e Bastian restò il fiato in gola...”
“Macchè! È spazzatura quel che sto scrivendo! E’ inutile – mi manca l’ispirazione“, impreca Max e scaglia la sua matita nella sabbia bianca della piccola baia francese.
“Sei matto! Non è poi tanto male”, lo consola Paolo.
“Sì, sì, non è male – ma non basta. Mi manca l’esperienza. Come faccio a creare suspence se non ho mai vissuto niente di avventuroso?!” chiede Max disperato.
“Ma va là! Non raccontare storie! Tutti hanno vissuto qualche volta un’avventura“, sostiene Paolo.
“Forse tu! Tu che hai proprio scritto avventuriero e supereroe in fronte“, gli risponde Max imbron-ciato, mentre Thelma e Natalya, sdraiate accanto a loro, prendono il sole e ascoltano ridac-chiando sommessamente la loro conversazione.
“Ehi, supereroe! Mi spalmi per piacere la crema sulla schiena?”
Quegli occhioni e quella boccuccia fan sì che il ragazzo del sud non riesca a negare nulla alla bella Thelma.
“Fattore di protezione solare 50?! Non ti sembra esagerato, bambola di porcellana?”, chiede, beffardo, Paolo.
“Non tutti vogliono trovarsi nella tua situazione e avere del cuoio bruciacchiato al posto della pelle!”, ribatte Thelma.
“Ah, confessa che il mio cuoio ti piace!”, ride l’italiano ab-bronzato e le strizza l’occhio in tono provocatorio.
A queste parole, Thelma gli strappa il tu-betto dalle mani e chiede a Natalya se per piacere gliela spalma lei.
“Ne vuoi un po’ anche tu? Il tuo naso si è un po’ arrossato”, chiede Thelma all’amica.
“No, grazie, la crema l’ho già messa”, mente Natalya, che ha paura che il grasso della crema possa ulteriormente peggiorarle l’acne.
“Mon Dieu! Mon argent, mon portemonnaie...”, ’urlo di un’anziana signora, appena uscita dall’acqua e ritornata al suo telo da spiaggia, spaventa i quattro amanti del sole.
“Ma che ha la signora?" chiede sorpreso Paolo.
“Dice che tutti i suoi soldi sono scomparsi. Probabilmente rubati. Sembra che da qualche tempo un ladro imperversi su questa spiaggia”, Max sorprende gli altri con le sue capacità linguistiche.
“Rubato? Confessalo Max! Hai inscenato tutto questo per poter finalmente scrivere un racconto emozionante”, ride Natalya, mentre gli altri le danno ragione.
“Ha, Ha, molto spiritoso. Dovremmo piuttosto aiutare l’anziana signora. Paolo, fa qualcosa!“
“Io? Ma se non parlo nemmeno il francese. No, no, Max. Tu volevi un’avventura e ora c’è l’hai“, dice Paolo.
“Noi ti siamo vicini, ma in quest’avventura sei tu la mente della squadra“, affermano Natalya e Thelma.
Con riluttanza Max si sporge da sotto l’ombrellone. “Non posso, non mi sono messo bene la crema”, farfuglia e scompare di nuovo all’ombra del parasole.
“Ma cosa avete tutti con la vostra stupida crema solare?! Pappemolli“, sibila Paolo. Questo è un insulto che Max non può tollerare. Riflette per un attimo, corruga la fronte, poi salta fuori da sotto l’ombrellone:
“ho un’idea!“
Mentre Max disegna un piano di attacco nella sabbia bianca, servendosi di un pezzo di legno portato a riva dal mare, gli altri, disposti a semicerchio in piedi intorno a lui, ascoltano la sua proposta. È mezzogiorno. Il sole si trova al culmine, i nostri quattro eroi fanno appena ombra sulla sabbia bollente. Max gesticola e racconta, mentre gli altri lo ascoltano concentrati e annuiscono. Quando tutti hanno capito il piano, si passa all’azione. Le ragazze prendono i loro materassini di gomma e corrono in acqua. Faranno da esca. I ragazzi abbandonano il loro posto, nascondendosi dietro una duna vicina. Da lì possono osservare bene le ragazze e le loro borse abbandonate, in modo da acchiappare il ladro, non appena questi si avvicinerà al bottino. Thelma e Natalya sguazzano divertite nel mare. Sembrano così distratte da rappresentare delle vittime ideali per il ladro.
Max e Paolo sudano, in pieno sole sdraiati dietro la duna. Non accade nulla. Tutt’attorno silenzio. A fatica tengono d’occhio i teli sopra i quali l’aria, per il gran caldo, produce un curioso riverbero. Dopo un bel po’, Natalya e Thelma non ce la fanno più ed escono esauste dall’acqua. Anche Paolo e Max si arrendono. La pelle di Max brucia ed è diventata rosso fuoco. Nel suo ruolo di detective, non si è accorto di quanto il sole gli stesse bruciando la schiena. I quattro tornano delusi ai loro teli da spiaggia.
“Insomma, sembra che oggi non sia giornata da avventure. Dovremmo riprovarci ancora domattina. Il ladro torna di sicuro” dice Max, rosso in faccia.
“Si, domani è un’altro giorno. Torniamo al campo. Ho un mal di testa tremendo“, dice Paolo: da lui i tre amici non sono abituati a sentir tali lamentele.
Quando i quattro amici, raccolte le proprie cose, passano vicino all’ombrellone dell’anziana signora, la vedono giocare felice con il suo cagnolino nero.
“Piccolo birichino! Mi hai fatto prendere un bello spavento. Dovresti proteggermi e usare il tuo fiuto per ritrovare le cose, e non per nasconderle, scioccherello”. L’anziana signora accarezza il suo cane, che agita la coda soddisfatto.
“Ha riavuto i suoi soldi?”, chiede sorpreso Max alla signora.
“No, no. Non erano stati rubati. Il mio piccolo Claude aveva preso il portafoglio dalla mia borsa e poi l’aveva sepolto nella sabbia. L’ho appena ritrovato. Che monello!", dice, sollevata, la signora.
“Oh cavolo!“, si lamentano Paolo e Max quasi contemporaneamente,
“ora abbiamo aspettato per ore e ore in pieno sole, per passare alla storia del campo estivo come eroi, e cosa ci resta?”
“Una dolorosa ustione solare” ribatte Natalya, il cui naso è ormai così rosso, che potrebbe luccicare al buio.
“Eh sì, non avete voluto ascoltarmi. In fin dei conti non è un’idea così cattiva la crema solare. Nemmeno per avventurieri e supereroi!”, Sorride Thelma beffarda.
“Ma non è neanche un toccasana per ogni malattia”, ride Natalya e indica il viso rosso fuoco di Thelma e le spalle, altrettanto rosse. Per una volta tutti e quattro sono d’accordo: l’indomani sarà indetta la giornata della “Tee-Shirt”.
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Pronti per l’estate? Il bagno solare virtuale
Thelma si applica delicatamente una crema rinfrescante sulla sua faccia rossa. È una mattinata di sole, è ancora presto e già ora sembra che farà ancora più caldo di ieri – la giornata in cui tutti e quattro si sono ustionati la pelle al sole per colpa di quella scema storia dei ladri di spiaggia. Thelma è irrittata e borbotta tra sè e sè: "A quale scopo ho comprato queste creme così costose? E il sorriso beffardo di Paolo...eppure è rosso anche lui, ma senza la fatica e i soldi che ho speso io...". Thelma pensa alla provocazione di Paolo: "Fattore di protezione solare 50?! Non ti sembra esagerato, bambola di porcellana?" "Perbacco, che brutto aspetto ho – tutti diranno ’la classica inglese’ ..."
"Credetemi, si può commettere un grave errore di valutazione con tutti quei slogan sui panelli pubblicitari e nei negozi: altro che ’abbronzatura senza pentimenti". La crema solare è una cosa, ma c’è chi è tanto sbadato di dimenticarsi che mezzogiorno è comunque il momento più rischioso – Mamma mia! Ma è anche complicato perchè ognuno ha una pelle diversa, dipende dal luogo in cui ci si trovi e così via. Ma uno poi come sempre si convince soltanto quando l’ha provato sulla propria pelle – e questo ora è possibile senza correre alcun rischio, cioè con un simulatore..."
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| Tutto chiaro? Altrimenti potete leggere alcuni Consigli & Info utili. Anch’essi si aprono con una nuova finestra. Qui si va a Consigli & Info relativi a pelle e sole! |
| Il sole è alla base della vita. Senza luce solare non esisterebbe la vita sulla Terra: non esisterebbero piante, non esisterebbero animali e nemmeno esseri umani. Proviamo il piacere di sentirci riscaldati dai raggi solari dopo un periodo freddo o piovoso. Il sole fa bene all’anima e al corpo: migliora l’umore, contribuisce alla crescita delle ossa essendo un fattore importante nella produzione della vitamina D e, di sovente, mitiga le malattie della cute (anche se non tutte). |
La cute, che costituisce il confine tra l’interno del nostro corpo e la realtà esterna, protegge come sappiamo, il corpo da diversi fattori ambientali potenzialmente dannosi. Per fare un esempio, la pelle ci protegge ad esempio dai raggi ultravioletti (UV) emessi dal sole.
Die Ovviamente, a volte la cute stessa può riportare dei danni per effetto del sole. Infatti, indipendentemente dal fatto che il sole splenda o se si nasconda dietro le nuvole, che ci si esponga alla luce naturale o ai raggi-UV artificiali in un qualsiasi solarium, l’intensità delle radiazioni viene spesso sottostimata; infatti le radiazioni non si possono né vedere né sentire. Troppa esposizione ai raggi solari non fa bene alla cute. Si rischia, ad esempio, di riportare ustioni o reazioni d’ipersensibilità, di andare incontro a un invecchiamento prematuro o addirittura a un cancro della pelle.
| Per saperne di piu': Le radiazioni UV |
I raggi-UV del sole hanno quindi un’influenza sulla nostra cute. Quanto forte sia tale influenza dipende dal tipo di cute, pertanto il problema ha in parte origini ereditarie: ogni essere umano è diverso, e così anche la sua cute. Ma vi sono altri fattori importanti che modulano tale influenza; per fare degli esempi, pensiamo alla latitudine, all’altitudine rispetto al livello del mare, al tempo (meteorologico), al periodo dell’anno e al momento della giornata, così come all’intensità e alla durata dell’esposizione al sole.
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Per saperne di piu': Conseguenze e miti. |
Nondimeno, non bisogna aver inutilmente paura: attenendosi a determinati comportamenti, si può godere serenamente del sole. Ad esempio, è importante mettersi all’ombra nei momenti di massimo valore dei raggi-UV, intorno a mezzogiorno. Altrettanto importante è coprirsi in modo adeguato e fare uso di una crema protettiva di buona qualità. Da non scordare la giusta valutazione della situazione: che tipo di pelle ho? quanto sole posso prendere senza rischi? E’ necessario infine adottare un "comportamento solare intelligente". Chi è abbronzato non è per forza bello. Molto più bello è essere sani, e questo significa sfoggiare una "abbronzatura naturale".
| Per saperne di piu': Godere del sole in maniera sana |
Come già detto, tra le varie funzioni della cute vi è la protezione dell’organismo dalle influenze ambientali esterne, e tra queste ultime in particolare ricordiamo le cosiddette radiazioni ultraviolette (UV).
Ma cosa sono le radiazioni-UV?
Tutto quello che serve sapere sulle radiazioni-UV si trova in questo modulo.
| Raggi - UV. La luce solare è composta da uno spettro di diversi tipi di raggi. Tra questi però soltanto alcuni raggiungono la superficie della terra: la luce visibile, la radiazione termica (Infrarossi – IR) ed i raggi-UV. |
Pur non vedendo nè sentendo le radiazioni-UV, queste influiscono in un certo modo la nostra pelle. Sono dotate infatti di tanta energia che possono penetrare nella nostra pelle e causare dei danni. Ecco uno sguardo in dettaglio...
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Aprofondimenti sui raggi-UV Nell’ambito degli UV distinguiamo tra raggi-UV-A, UV-B e UV-C. Mentre i raggi UV-C (potenzialmente i più dannosi) non raggiungono affatto la superficie della Terra, dato che vengono schermati dallo strato di ozono, la stessa cosa non può dirsi dei raggi-UV-A e UV-B, che arrivano sino a terra e quindi agiscono in un certo qual modo sulla nostra pelle. Sono così ricchi di energia da poter addirittura penetrare nella cute, anche se non li possiamo vedere, e nemmeno sentire. (I raggi ultravioletti non fanno, per l’appunto, parte dello spettro visibile). I raggi UV-B penetrano nello strato più superficiale della nostra cute (epidermide). In tale strato la loro azione provoca l’abbronzatura, ma può anche, potenzialmente, causare delle ustioni. |
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I raggi UV-A raggiungono invece uno strato più profondo, il corion (o derma). La loro azione è per lo più causa di invecchiamento cutaneo, ma può anche essere all’origine di cosiddette allergie al sole. Per quanto riguarda invece l’origine dei tumori cutanei entrambi i tipi di raggi giocano un ruolo rilevante, anche se gli UV-B sono i ‘maggiori responsabili.
I raggi UV si possono presentare con diverse intensità. intensità dipende ad esempio dal momento del giorno e dalla stagione dell’anno: i raggi UV sono particolarmente intensi d’estate e a mezzogiorno.
Hanno un ruolo importante anche la posizione geografica (latitudine) e l’ altitudine rispetto al mare. La radiazione è più intensa all’Equatore, poiché là i raggi del sole raggiungono perpendicolarmente la superficie della Terra.
Anche in montagna, nelle giornate particolarmente limpide, ci raggiungono più raggi UV che a valle.
Determinante è anche il luogo in cui ci si espone al sole. Se siamo in prossimità di un corpo che rifletta i raggi UV, come ad esempio neve, acqua, sabbia e asfalto, siamo esposti a una irradiazione più intensa. Così avviene che gli UV siano particolarmente intensi in spiaggia, quando si fa il bagno o sulle piste da scì.
Inoltre, chi pensa che un cielo coperto schermi i raggi UV si sbaglia. Le nuvole possono certo smorzare la radiazione, ma non possono schermarla completamente. In certi casi la presenza di nuvole può persino intensificare i raggi UV.
La forza con cui splende il sole viene indicata dal cosidetto Indice UV . |
L’Indice UV ci indica l’intensità dei raggi-UV in una determinata giornata in un determinato luogo.
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A partire da un Indice-UV pari a 3 ci si dovrebbe proteggere da un’eccessiva quantità di raggi solari con un’abbigliamento adeguato, l’uso di filtri solari (creme, lozioni, ecc.), oppure anche evitando una diretta esposizione.
Nella giusta misura, luce e calore del sole sono salutari e ci trasmettono una sensazione di benessere. Il sole è quindi, in linea di principio, benefico per gli esseri umani.
Se però viene superata una determinata soglia limite, la quale varia da una persona all’altra, la cute può soffrire a causa dell’esposizione al sole.
Che cosa fanno esattamente i raggi solari con noi e con la nostra cute?
. Inoltre... |
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Come sappiamo, la vitamina D è importante per la crescita delle ossa. Tuttavia, non è necessaria un’esposizione prolungata alle radiazioni solari per poter sintetizzare la quantità necessaria di vitamina D. 10 - 15 minuti al giorno di sole su viso, braccia e mani sono sufficienti – anche a cielo coperto. |
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Attraverso un’applicazione mirata si possono usare i raggi UV per trattare diverse malattie della cute (fototerapia).
In questo modo una dose appropriata di raggi UV può contribuire a migliorare o persino a far sparire per lungo tempo malattie come la dermatite atopica o certe forme di psoriasi, riducendo l’infiammazione della cute e alleggerendo la sensazione di prurito. La dose di raggi UV da somministrare dovrebbe però sempre essere prescritta da uno specialista dermatologo.
Neurodermite
(detta anche eczema atopico o dermatite atopica)
La neurodermite è una particolare forma di eczema con forte componente ereditaria, nella quale si rivelano spesso come decisivi dei fattori scatenanti che non hanno invece nessun ruolo importante negli altri tipi di eczema. La neurodermite spesso causa forte prurito ed è soggetta a manifestazioni alternanti, con peggiormente e miglioramenti che si susseguono irregolarmente. Il termine Neurodermite dice molto sull’origine del disturbo: neuron viene dal greco e significa "nervo", dermatite, anche dal greco, significa "infiammazione della cute". I nervi giocano in questo caso un doppio ruolo: da un lato la sensazione di prurito (esattamente come il dolore) viene trasmessa al nostro cervello tramite i nervi; dall’altro lato il sistema nervoso ha molto a che vedere con il nostro stato psichico: è dimostrato ad esempio che situazioni di stress possono scatenare o peggiorare gravemente un dermatite atopica. Di neurodermite si può soffrire a ogni età. Tutte le zone della cute possono venir colpite. Alla base dell’infiammazione presente nella dermatite atopica non è vi è normalmente un’allergia o per lo meno non soltanto. Spesso vi concorrono altre cause. La sola osservazione delle modifiche sopravvenute nella cute spesso non è sufficiente per distinguere una neurodermite da altri eczemi (come ad es. eczemi da contatto allergico o eczemi da contatto subtossico-cumulativo). |
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All’esposizione con raggi UV, la nostra pelle, per proteggersi, reagisce con un ispessimento di tutta l'epidermide o del solo strato corneo, nonché con un’abbronzzatura.
Quest’ultima avviene tramite un’aumentata produzione dei pigmenti dell’organismo (melanina). In questo modo dovrebbe venire schermata l’energia UV già sulla superficie della nostra cute, per evitarle di penetrare più in profondità. L’abbronzatura è quindi un segnale d’allarme della cute. Pertanto non è tanto l’abbronzatura quanto la colorazione naturale della pelle a indicare che questa è in buona salute. |
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tali invecchiamento si manifesta innanzitutto con secchezza eccessiva (disidratazione provocata dai raggi UV). La pelle si secca e si squama. A lungo termine i raggi UV provocano una riduzione dell’elasticità della cute e la formazione di rughe e macchie pigmentate (macchie della vecchiaia). |
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La nostra cute "ricorda" ogni singola aggressione derivante dai raggi UV. Un’esposizione esagerata al sole può portare alla comparsa di tumori maligni o 'semimaligni'.
Semplificando molto, distinguiamo tumori 'chiari' detti tipo 'non melanoma' della cute (carcinomi basocellulari e carcinomi spinocellulari) da tumori di regola più scuri (melanoma).
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A volte la cute reagisce ai raggi UV in modo estremamente sensibile, manifestando sintomi spiacevoli, come ad esempio rossori, vescicole o pustole, collegati a forte bruciore e prurito.
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In generale è necessaria la radiazione UV, però troppa può arrecare danni – a volte perfino irreversibili - alle persone. Di norma ogni persona dovrebbe confrontarsi con il tema delle radiazioni UV e delle loro conseguenze. La sensibilità con cui si reagisce all’esposizione solare è individuale. Questo dipende da ciascun tipo di cute, ossia dalla personale pigmentazione.
Il fatto di avere una carnagione chiara oppure scura è determinato dal nostro bagaglio genetico, quindi da fattori ereditari.
Persone con una carnagione pallida o lentigginosa, capelli chiari o rossi e occhi azzurri si ustionano più facilmente e spesso non si abbronzano affatto. I tipi con carnagione più scura si ustionano con meno frequenza e si abbronzano più in fretta.
Complessivamente esistono sei classi di carnagione (denominati fototipo) diverse (I –VI). In Europa sono maggiormente rappresentati i fototipi I – IV .
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Per ulteriori informazioni sui fototipi clickare qui. Chi vuole, può scoprire con l’aiuto della tabella a quale classe di carnagione appartiene. |
La pelle determina per una gran parte il nostro aspetto. Ciò avviene anche per il tipo di pigmentazione (fototipo).
Ogni persona ha un colore di pelle differente. E' importante sapere a quale fototipo si appartiene, poiché a seconda del fototipo bisogna agire diversamente quando ci si protegge dal sole. Che poi una persona abbia gli occhi i capelli e la pelle chiari o scuri è determinato geneticamente.
Un famoso dermatologo statunitense, Thomas Fitzpatrick, recentemente scomparso, ha sviluppato una suddivisione dei tipi di pelle in 6 fototipi, per poter dare indicazioni più specifiche sulla protezione dai raggi solari.
| Molto è stato scritto intorno al tema "sole e protezione dai raggi solari", le informazioni fornite non sono però sempre veritiere. |
Molti affermano, ad esempio, che una cute abbronzata sia non solo particolarmente bella, ma anche particolarmente sana. Si tratta di una convinzione propria della nostra società occidentale. In realtà l’abbronzatura è un segnale d’allarme della nostra cute. Una cute veramente sana dovrebbe semplicemente avere il suo colore naturale.
Altri, sapendo che troppi raggi-UV non fanno bene, ma ricercando luce e calore anche nelle giornate fredde e grigie, decidono di andare nei solarium. Ma anche se la radiazione nel solarium è artificiale e viene a volte presentata come ‘controllata’, non per questo è meno pericolosa.
Sfatiamo una volta per tutte questo mito: la cosiddetta "pre-abbronzatura" prima delle vacanze o dell’estate – tanto nel solarium come con l’uso di autoabbronzanti – non contribuisce in alcun modo a proteggere dalle scottature del sole. Purtroppo si tratta di un argomento cui fanno spesso ricorso persone che vogliono promuovere l’abbronzatura 'artificiale' per i propri interessi economici. Quello che conta invece è la protezione individuale della cute, e si devono dunque prendere delle misure protettive in base al proprio tipo di cute.
E, per dirla tutta, anche sul tipo di pelle si può fare affidamento solo sino a un certo punto. Le persone con una carnagione scura a volte pensano di non rischiare di subire danni da esposizione al sole e ritengono che la protezione solare sia qualcosa che interessi soltanto le persone con una carnagione chiara. Tuttavia anche coloro che hanno una carnagione scura rischiano di danneggiare la propria cute se si espongono troppo ai raggi solari, anche se nel loro caso i danni appaiono dopo un po’ più di tempo.
La protezione solare, inoltre, non è solo necessaria in piena estate e con il cielo sereno, molti pensano infatti: “senza sole, nessun pericolo da UV”. Invece, complessivamente l’80% dei raggi-UV attraversano lo strato formato dalle nuvole. Inoltre, durante l’inverno i raggi solari vengono riflessi dalla neve, e così ci si può ustionare la cute anche durante la stagione fredda dell’anno. La cosa migliore è orientarsi in base all’Indice-UV, che indica l’intensità di raggi-UV in un dato luogo.
Chi non da peso al pericolo e pensa "Mah! un’ustione da sole ogni tanto non fa comunque niente", sbaglia. La cute non dimentica niente di quello che le succede nell’arco della vita.
Dati i numerosi aspetti gradevoli del sole, a volte purtroppo si dimenticano i suoi aspetti negativi. Per questo la protezione solare è così importante.
Ognuno di noi, con un comportamento adeguato e un atteggiamento prudente, ha la possibilità sia di godere dei vantaggi del sole, che di proteggersi dai suoi effetti negativi.
Chi segue i seguenti suggerimenti si muove con sicurezza sotto il sole:
| Inoltre: bisognerebbe avere sempre un occhio di riguardo alla propria cute. Trovare un segno particolare sulla nostra pelle, come ad esempio un neo di aspetto insolito, o che cambia nel tempo, o che per esempio prude o duole, dovrebbe indurci sempre a rivolgerci a un dermatologo: sarà poi questi a dirci se ci sia qualcosa da fare. |
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L’autoispezione
I tumori cutanei sono gli unici tumori riconoscibili esternamente, a 'occhio nudo'. Pertanto possono esser individuati più facilmente e più tempestivamente degli altri tipi di cancro. Questo aumenta le possibilità di cura e di guarigione. Si dovrebbe dunque idealmente farsi controllare annualmente dal dermatologo e ci si dovrebbe autoispezionare dalla testa ai piedi ogni tre mesi circa. I tumori cutanei più chiari, di tipo 'non melanoma' si manifestano ad esempio con formazioni color rosa, marrone chiaro o color pelle, sporgenti sulla superficie della cute, sono ruvidi e spesso perdono 'squame'. A volte, possono formare delle ulcerette, o delle croste che cadono e periodicamente si riformano. I melanomi, invece, possono spesso esser individuati con l’aiuto della cosidetta Regola-ABCDE: Si deve controllare tutto il corpo alla ricerca di nei che abbiano le seguenti caratteristiche:
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Eczemi - Prurito, bruciore e nessun divertimento... Ci si vuole fare belli e poi guarda un po’ che cosa capita! La pelle prude e brucia e non è più la pelle in cui ci si sente tanto bene. Per fortuna Thelma era stata messa in guardia in tempo e non ha indossato i vecchi orecchini... Se vuoi sapere quanto altro è accaduto dietro la porta segreta puoi ascoltare o leggere il Episodio 2.
| Modulo di apprendimento 'Eczemi' | |
| Episodio 3 La porta segreta |
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| Interattivo Sulle tracce degli eczemi – L’avventura |
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| Consigli & Info Consigli e informazioni relative agli eczemi |
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La porta segreta
Dopo una giornata di vacanza relativamente impegnativa, con corse e torneo di pallavolo in spiaggia, i nostri amici decidono di concedersi una tranquilla e riposante serata nel loro punto d’incontro segreto. Munitisi di coperte, torce e provviste, i ragazzi procedono silenziosi attraverso il bosco fino alla vecchia villa.
Stanno girando intorno alla casa abbandonata, per passare come al solito attraverso la piccola finestra al primo piano, quando Paolo fa una scoperta:
“Ehi, gente. Guardate qui! Dietro all’edera c’è una porta. Forse è aperta“.
Max, Natalya e Thelma si fermano per puntare la torcia sulla porta di legno ricoperta dall’edera, mentre Paolo coraggiosamente cerca di farsi largo attraverso la vegetazione rampicante. E con successo. La vecchia porta scricchiola rumorosamente quando Paolo la spinge con forza, aprendola.
“Ah, che vi avevo detto? Ora non dobbiamo introdurci in casa attraverso la finestrella. Vediamo che cosa c’è dietro la porta. Seguitemi!“
Gli altri si guardano stupiti e si affacciano dalla soglia coperta di vegetazione. La luce delle torce permette di riconoscere una scala stretta che scende verso la cantina, e quest’ultima sembra esser chiusa da una botola. Evidentemente conduce a una zona della villa che i ragazzi finora non avevano scoperto.
“Ma dobbiamo veramente scendere laggiù? Le tavole di legno sembrano marce e non mi paiono particolarmente affidabili!” constata Max.
“Adesso non fare tante storie! La cosa migliore è scendere lentamente, uno dietro l’altro. Non siete curiosi di sapere cosa ha nascosto lì il vecchio proprietario? Forse troviamo un tesoro!” risponde Paolo.
“Ha, ha!...un tesoro, certo! Sembra che tu abbia visto troppi film”
“Esatto. Probabilmente troveremo, tra tante ragnatele, se ci va bene, del carbone e dei libri polverosi. Ma se vuoi, scendiamo pure”.
Le due ragazze sono scettiche, tuttavia, anche se titubanti, si accodano. Natalya, assieme a Max, fa da fanalino di coda; non sa che pensare dell’idea.
“Ma come è buio qui!“ dice Thelma con un leggero tremore nella voce, mentre scende le vecchie scale dietro a Paolo.
“Io ti illumino la strada.” “Ferma! Aspettami, Thelma...“ chiama Natalya e segue gli altri a passo veloce.
Arrivati giù, non possono credere ai loro occhi. Si trovano in un vecchio studio. I sottili coni di luce delle torce illuminano libri vetusti, coperti da uno spesso strato di polvere. Sulla scrivania ricoperta di ragnatele c’è un blocco di appunti: la carta è ingiallita e quanto vi è scritto è quasi illeggibile. A cosa avrà lavorato il proprietario? I ragazzi osservano il luogo incuriositi.
“Oh guardate! Ho veramente trovato un tesoro. In questa ciotola ci sono degli orecchini con piccole pietre verdi. Mi staranno bene?”, chiede Thelma e inserisce uno dei pendenti dorati nel lobo dell’orecchio.
“Ma non puoi semplicemente prendere gli orecchini – è rubare!” dice Max inorridito.
“Ma chi ha mai parlato di rubare? Li provo soltanto“, risponde secca Thelma, mentre si mette il secondo orecchino.
“Allora? Cosa dite? Mica male, vero?“
Paolo ammira i gioielli, mentre Max e Natalya si guardano e scuotono il capo. Poi tutti prendono a esplorare il vano che hanno scoperto.
Dietro montagne di appunti disordinati ed enormi cumuli di libri scoprono un attestato incorniciato appeso alla parete, così impolverato che la scrittura è difficilmente leggibile. Proprio mentre Max sta per ripulirlo con la sua manica, a Paolo viene da starnutire e così lo spolvera involontariamente.
“Grazie, Paolo. Sei proprio di aiuto”, scherza Max.
“Di-di-di-nienteee“, farfuglia Paolo, che deve starnutire di nuovo.
Max porge ridacchiando un fazzoletto all’amico, mettendoglielo sotto il naso rosso:
“allergico alla polvere, eh?“
Illumina l’attestato e legge: “Attestato per meriti speciali nell’ambito della ricerca allergologica presso l’Università di Cannes...conferiamo alla Prof.ssa Dr. Marie Prurit il titolo di Dottore Honoris Causa”
Max si ferma:
“Prurit? Ma è francese e sig-sig...significa...etccì!”
Ora inizia a starnutire pure Max. “Significa Etccì? Il nostro scienziato è una scienziata e si chiama Etccì?” chiede Paolo incredulo, mentre le ragazze scoppiano a ridere.
“Prurit vuol dire prurito in francese”, spiega Max agli altri. “Ha, ha...questo è ancora più azzeccato!” Ridacchia Natalya.
“A proposito di prurito. Thelma, se fossi in te farei più attenzione con degli orecchini presi da estranei”, dice Natalya e aggiunge: “una mia amica recentemente si era portata dalle vacanze degli orecchini molto simili a questi, non sapendo di essere allergica al nichel. Dopo un giorno le sue orecchie erano diventare rosse e sentiva prurito – la signora Prurit si sarebbe divertita”.
Thelma si tocca le orecchie e dice, forse un po’ esitante: “Stupidaggini – questi non sono di nichel!“
“ma forse tu sei allergica agli orecchini rubati”, rimarca Max, che non approva il fatto di prendere cose altrui.
“Oppure fanno parte del patrimonio della famiglia Prurit e portano una maledizione...”, bisbiglia Thelma con voce rauca, ma decide non togliersi gli orecchini, che tanto le piacciono, almeno finché non saranno usciti dalla villa.
“Ma di preciso, di che cosa si occupava nelle sue ricerche la signora Prurit? Che cosa c’è scritto lì?” Paolo corruga la fronte e si china di nuovo sull’attestato.
“Allergie ed eczemi”, legge ad alta voce. “Allergie e cosa? Eczemi? Che cosa sono? Non sono delle schifezze che ti crescono sulla pelle?”, chiede Thelma.
“Sì, come capiterà presto con le tue orecchie – nel caso tu sia allergica al nichel, come l’amica di Natalya“, ribatte Max.
“Insomma, non potete essere un po’ seri? Ho trovato ancora qualcosa qui. Su questo appunto c’è scritto a grandi lettere: eczemi – realtà e leggende” legge Paolo.
“Hm, ma manca un pezzo di carta. Vediamo che cosa c’è scritto sugli altri appunti. Forse ci possono dare una spiegazione...“
Bamm! Un forte colpo sordo lascia impietriti i quattro ragazzi. “Che cos’è stato?“, bisbiglia Paolo.
“La botola, la botola delle scale, siamo in trappola, lo sapevo, io LO SAPEVO”, si lamenta Natalya.
Poi, attraverso la finestra della cantina vedono qualcuno con una torcia: dalla sagoma sembra un uomo giovane. Rivolgendosi ai quattro questi esclama: “Ehilà, c’è qualcuno?”
Paolo, non vedendo altra via d’uscita, risponde con forza: “Sì, qui c’è qualcuno. Ma non siamo ladri, siamo soltanto quattro ragazzi del campo estivo. Non abbiamo fatto niente!”
Poco dopo, il giovane con la torcia, aperta la botola, scende la scala del laboratorio.
“Ah, questa villa è proprio magica – attira ogni anno ragazzi del campeggio, come se esercitasse un fascino misterioso”.
L’uomo, nel frattempo, ha raggiunto Paolo, Max, Thelma e Natalya, che guardano imbarazzati il pavimento.
“Va bene”, prosegue: “io sono Henri, Henri Molé. Sono il proprietario di questa vecchia villa, ma purtroppo non ho i soldi per rinnovarla. La mia bi-snonna visse qui, o meglio: ci svolgeva le sue ricerche.”
“Sì, l’avevamo già scoperto. La tua, ehm, volevo dire la Sua bisnonna è questa famosa professoressa?”, chiede Max curioso.
“Sì, è così”, risponde il giovane,: “Ma ora passiamo a voi: non potete introdurvi, come se niente fosse, in case altrui e frugare tra attestati di sconosciuti...e, come posso vedere, anche tra...orecchini”.
Thelma si toglie in fretta gli orecchini e, imbarazzata, li rimette al loro posto. Henri la guarda con serietà:
“Certamente non ti avrebbero fatto bene. Non saresti la prima a reagire con un’allergia al nichel!”
Natalya si guarda attorno tutta fiera – allora aveva fiutato giusto!
“Ma guarda un po’”, Paolo sembra essersi ripreso completamente dallo spavento e interviene:
“qui abbiamo qualcuno che sembra seguire pesantemente le orme della cara bisnonna, vero?”
Henri annuisce: “Sì, o per lo meno ci provo. Studio Medicina qui vicino, all’Università di Montpellier. Ma ora cercate di tornare al campeggio. Per questa volta chiuderò un occhio! E...per quanto riguarda la veranda…continuate pure ad andarci senza problemi!”
Sulle tracce degli eczemi – L’avventura
Max ne è convinto: scoprire il vecchio studio-laboratorio nello scantinato dell’antica villa è veramente stata un’avventura. Né il ‘vissuto di orrore ’ di Natalya né la storia del "ladro di spiaggia" hanno lasciato in lui un’impressione così forte e duratura e fatto venire così tante idee come la porta misteriosa e le vecchie attrezzature scientifiche di Madame Prurit. "Ci sarebbe sufficiente materiale per costruire una specie di racconto-enigma di fantasia", pensa Max – "...simile ad un videogioco...".
Max ha l’immagine chiaramente davanti agli occhi: i vecchi libri ingialliti, coperti da centimetri di polvere; la scrivania piena di ragnatele e il vecchio taccuino con le scritte praticamente illegibili; i mucchi di appunti disordinati e le enormi montagne di libri; l’attestato appeso alla parete, così impolverato che a malapena si poteva decifrare quel che vi era scritto. Una situazione ideale per enigmi legati ai miti e alle voci sbagliate in medicina! Avete anche voi voglia di decifrare qualche enigma in questo misterioso scantinato? Forza, andiamo!
| L’Enigma si apre con una nuova finestra. Potete pertanto passare tranquillamente da questa pagina all'Enigma. Qui si va all’Enigma! | |||
| Tutto chiaro? Altrimenti potete leggere alcuni consigli e informazioni utili. Anche i Consigli & Info si aprono con una nuova finestra. Qui si va a Consigli & Info relative agli eczemi! |
| A tutti è capitato qualche volta di avere una zona della cute più secca delle altre. Questo è normale, anche perchè la nostra pelle deve resistere a diverse aggressioni. Spesso la cute si riprende velocemente. In tal caso ci accorgiamo appena di questo tipo di manifestazione. A volte però i cambiamenti sono così frequenti o duraturi che ci causano fastidio e limitazioni. Tali sintomatologie, spesso semplicemente chiamate "cute secca", possono sfociare in quello che conosciamo come eczema. |
La pelle secca è però soltanto uno degli aspetti esterni di un eczema. Gli eczemi sono infiammazioni degli strati più esterni della cute, a cui si possono associare prurito, vesciche, screpolature e ispessimenti della pelle. Si tratta di disturbi fastidiosi e molesti, che, oltretutto, possono anche influenzare decisioni importanti, come la scelta di un lavoro o la facilità dei rapporti con il prossimo.
| Per saperne di piu': Definizione e conseguenze. |
Perché un eczema compaia è necessaria per lo più una predisposizione genetica, ma gli eczemi non si manifestano in misura uguale in tutti. Possono infatti concorrervi anche altri fattori scatenanti esterni o interni. Tra questi, ad esempio, determinate sostanze con le quali siamo entrati in contatto oppure un’allergia.
| Per saperne di piu': Come e perchè nascono gli eczemi e Miti. |
Pertanto è importante sapere se si può fare qualcosa, in modo da evitare la comparsa dell’eczema. La premessa più importante è la conoscenza delle cause e dei possibili trattamenti di questo tipo di problema. E’ pertanto fondamentale evitare i fattori irritanti
o allergenici, provvedere a una cura e a una protezione adeguata della cute e infine disporre di un trattamento mirato con diversi medicinali.
| Per saperne di piu': Prevenzione e terapia |
Nessuno dovrebbe essere abbandonato alla mercé di eczemi e allergie: possiamo fare tante cose per evitare questo tipo di complicazioni o almeno per limitare il più possibile i disturbi provocati.
Molti conoscono probabilmente il termine "eczema" dalle riviste, la TV o Internet. Comunque, in tanti non riescono a farsi un’idea di cosa esattamente sia un eczema.
Frequentemente gli eczemi si associano con la sensazione di prurito, ma possono manifestarsi anche in tanti altri modi, diversi dal prurito: ad esempio fissare nella pelle, desquamazione, formazione di vescicole etc. Gli eczemi sono estremamente diffusi: in tutto il mondo sono tante le persone, di tutte le età, affette da eczema.
| Gli eczemi sono infezioni degli strati superiori della cute, in cui si formano delle vescicole. Normalmente queste vescicole causano prurito e appaiono all’inizio come pallini rosacei. Quando si aprono o si grattano, ne esce un liquido chiaro il liquido interstiziale. La pelle resta secca e si squama intensamente. |
Osservando con attenzione le proprie mani, molti sicuramente riconosceranno zone della pelle di questo tipo. Si tratta spesso di "mini-eczemi", che non ci disturbano tanto. I disturbi veri iniziano quando sono coinvolte aree della pelle più estese.
| Qui sono riprodotte alcune immagini di eczemi: | ||
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Non di rado sono colpite le mani, dato che vengono esposte in continuazione a molteplici fattori esterni. Non è sorprendente, se si pensa a tutto quello con cui entrano in contatto le mani nell’arco della giornata (lavarsi, preparare la colazione, toccare stoviglie e detersivi, afferrare la maniglia della bici o il volante dell’automobile, maneggiare la carta, ecc).
Gli eczemi inoltre possono manifestarsi a qualsiasi età. Nei neonati e nei lattanti non di rado si sviluppano sul viso, più avanti nell’età scolare e durante la vita lavorativa si possono concentrare sulle mani. Nella vecchiaia diventa più secca tutta la cute. Pertanto tutto il corpo prima o poi viene colpito.
Il fastidio causato da eczemi e allergie vengono può venir percepito in misura diversa, a seconda dell’intensità della reazione e della parte del corpo interessata. Ad esempio ci si accorgerà appena di un leggero prurito accompagnato a rossore nei lobi delle orecchie causato all’inizio da un’allergia da contatto al Nickel per chi porta gli orecchini. leggermente arrossato viene percepito appena. Ma a seguito di un’allergia si possono anche avere importanti manifestazioni sulla cute con forte bruciore, prurito molto intenso e infiammazioni massicce.
Queste molestie possono condizionarci fortemente. Inoltre, rossore e prurito possono durare a lungo. La limitazione che si percepisce dipende in questo caso dall’intensità e durata dei disturbi.
Gli eczemi si possono manifestare in tutte le zone della cute e provocare scomode reazioni in tutte le parti del corpo. Particolarmente limitanti vengono percepiti gli eczemi che si manifestano su parti del corpo visibili a tutti (mani, viso) o parti che usiamo quotidianamente (mani).
| Qui sono riprodotte due immagini di cosidetti eczemi o dermatiti allergiche da contatto: | ||||
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Eczemi nelle mani - particolarmente fastidiosi. Specialmente le mani sono un importante strumento che ci permette di percepire la realtà che ci circonda. Inoltre si fa fatica a nascondere le mani con dei tessuti, a cosa sembrerebbe molto strana. In tali casi, le manifestazioni dell’allergia sulla cute sono sotto gli occhi di tutti.
Quando la cute delle mani è gonfia, irritata e screpolata, i nervi sottostanti riconoscono diversamente o per niente i segnali da contatto. E’ come se si avesse uno strato di argilla secca sulle mani. Si fa fatica sia a muovere le dita, perchè lo strato secco non è elastico, sia a percepire adeguatamente gli oggetti che si toccano.
Spesso, nei casi di cute fortemente compromessa, si tende a evitare anche il contatto fisico con altre persone. Perchè durante il contatto (ad es. quando si dà la mano) si sente la cute secca come se fosse carta vetrata. Per questo, spesso senza motivo, viene evitato il contatto fisico con amici o conoscenti.
La cute umana è molto resistente, ma anche molto sensibile. La cute reagisce a stimoli esterni (caldo, freddo o sporco) e interni (ad es. stress, alimentazione, malattie).
Ogni persona reagisce in modo individuale a questi stimoli. La tipologia di reazione può anche in parte essere legata a fattori ereditari. In base alla personale resistenza ai possibili agenti scatenanti o aggravanti e alla predisposizione innata, si possono sviluppare eczemi quando la facoltà della pelle di compensare gli attacchi provenienti dell’esterno della cute si esauriscono. Gli eczemi possono inoltre essere collegati a vere e proprie allergie.
I seguenti fattori contribuiscono alla nascita di un eczema:
Fattori scatenanti interni (endogeni) |
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Neurodermite
(detta anche eczema atopico o dermatite atopica)
La neurodermite è una particolare forma di eczema con forte componente ereditaria, nella quale si rivelano spesso come decisivi dei fattori scatenanti che non hanno invece nessun ruolo importante negli altri tipi di eczema. I nervi giocano in questo caso un doppio ruolo: da un lato la sensazione di prurito (esattamente come il dolore) viene trasmessa al nostro cervello tramite i nervi; dall’altro lato il sistema nervoso ha molto a che vedere con il nostro stato psichico: è dimostrato ad esempio che situazioni di stress possono scatenare o peggiorare gravemente un dermatite atopica. Di neurodermite si può soffrire a ogni età. Tutte le zone della cute possono venir colpite. Alla base dell’infiammazione presente nella dermatite atopica non è vi è normalmente un’allergia o per lo meno non soltanto. Spesso vi concorrono altre cause. La sola osservazione delle modifiche sopravvenute nella cute spesso non è sufficiente per distinguere una neurodermite da altri eczemi (come ad es. eczemi da contatto allergico o eczemi da contatto subtossico-cumulativo). |
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| Fattori scatenanti esterni (esogeni) | |||||||||
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. Inoltre... |
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| Meno sappiamo su certe malattie, più insicuri ci sentiamo riguardo ad esse e più tendiamo, per curarci, a prestare orecchio a fonti inattendibili. La conoscenza su come nascono gli eczemi e su come possono venir prevenuti o controllati è abbastanza limitata: per questo girano tante voci sugli eczemi, spesso sbagliate: |
Gli eczemi non sono contagiosi: Possono in certi casi diffondersi su tutto il corpo, ma non possono trasmettersi per contatto da una zona del corpo affetta (ad es. le mani) a una zona ancora sana (ad es. il viso). Inoltre, l’eczema non può essere trasmesso da una persona all’altra, ad esempio stringendosi la mano. Chi ha un eczema non può "passarlo" ad altri.
Non è causa di eczemi neppure un’eventuale mancanza di igiene personale; al contrario, spesso è proprio un eccesso di igiene o una cura sbagliata della cute la causa primaria di un eczema, perchè lavaggi troppo frequenti seccano la pelle, la privano del prezioso strato protettivo idrolipidico, persino se usiamo prodotti da bagno o doccia oleosi o idratanti.
Inoltre gli eczemi non sono necessariamente manifestazioni permanenti, una malattia incurabile. La predisposizione a una cute secca nell’arco di tutta la vita resta, ma gli eczemi spesso scompaiono o si manifestano soltanto in determinate situazioni e/o in determinate parti del corpo.
Contrariamente a un’opinione diffusissima, il ruolo dell’alimentazione – specialmente negli adolescenti e negli adulti - per quanto riguarda la comparsa di un eczema è estremamente limitato. Purtroppo molti approfittano di questa credenza proponendo test costosi e inutili per stabilire presunte allergie alimentari. Molti di questi test (ad esempio la cosiddetta 'biorisonanza') non hanno alcun fondamento scientifico.
Altra cosa è quando ci si trova dinanzi a un’intolleranza o un’allergia alimentare, asseverata da una diagnosi fatta da specialisti seri, per esempio in una clinica universitaria o in un ospedale pubblico. Chi reagisce in maniera allergica a determinati alimenti, dovrebbe evitarli in futuro, non solo per le reazioni allergiche in sé che possono anche essere molto pericolose, ma anche per il bene della cute, in quanto tali alimenti possono agire come fattori scatenanti dell’eczema. In certi casi, su consiglio dello specialista, si può ricorrere a un "vaccino" (terapia desensibilizzante) per combattere l’allergia: tutte le reazioni allora si affievoliscono o scompaiono completamente col passare del tempo e il progredire del trattamento.
Gli eczemi hanno per lo più un decorso incostante ed è raro che persistano a lungo senza un intercalare di periodi di apparente 'guarigione'. Hanno quindi un decorso dove dei veri e propri ‘attacchi’ si alternano a periodi di miglioramento.
Esistono diverse possibilità di evitare l’insorgere di un eczema o di limitarne al minimo i disturbi. A questo si può contribuire personalmente. La scelta delle misure di carattere preventivo si basa, da un lato, sull’origine e i fattori scatenanti, dall’altro, sul tipo di disturbi che si manifestano.
Chi ha un eczema o vuole proteggere sé e la propria pelle, deve adottare diverse misure di comportamento. La soluzione più efficace si basa su di una combinazione delle misure da prendere scelta individualmente.
Ecco alcuni consigli in merito:
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Meglio evitare fattori sospetti o già noti come irrittanti
È importante evitare fattori fortemente irritanti I fattori allergenici di cui si è al corrente dovrebbero essere evitati (ad es. bigiotteria) per quanto possibile. Con molti fattori scatenanti questo è fattibile, con molti altri bisogna fare ricorso all’aiuto di un’esperto (medico, dietologo). |
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Se malauguratamente si è già presentato un eczema, si può ricorrere a diversi prodotti per calmare la cute.
Quando si ha a che fare con eczemi secchi, sono le creme piuttosto grasse (pomate) a rendere la cute morbida e più elastica. Le sostanze attive di per sè sono applicabili con tutti i gradi di contenuti lipidici.
Si dovrebbe tenere conto, in questo caso, non soltanto degli effetti a breve termine, ma anche di quelli a più lunga durata. Così, l’acqua fresca toglie momentaneamente il prurito e rinfresca, ma secca ulteriormente la cute. Gli effetti negativi vengono quindi ridotti soltanto momentaneamente, per poi intensificarsi di nuovo.
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Rivolgersi all’aiuto di un esperto
Gli eczemi sono una malattia della cute. Spesso gli eczemi leggeri guariscono senza aiuto o misure particolari. Gli eczemi più persistenti o frequenti dovrebbero però venire trattati con l’aiuto del medico. |
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Meglio è dare un colpettino con la mano aperta o fare pressione sulle zone pruriginose. Impacchi umidi, che di per sé sarebbero abbastanza efficaci per alleviare la sensazione di prurito, dovrebbero venire soltanto applicati sulla cute previa cosparsa di crema, dato che altrimenti rischierebbero di seccare la pelle. Ricordiamo anche che il caldo spesso aumenta il prurito. Un ultimo consiglio: può capitare di grattarsi nel sonno: tenere le unghie molto corte o addirittura indossare la notte die guanti di puro cotone può essere una soluzione forse non molto divertente, ma sicuramente innocua ed efficace. |
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Avere un po’di pazienzia
Gli eczemi possono essere abbastanza snervanti, anche perchè spesso compaiono senza preavviso e talvolta senza cause individuabili. Abbiamo quindi a che fare con disturbi immediatamente visibili e percepibili, la cui guarigione si trascina spesso più lentamente. Questa è una dura prova di pazienzia. Importante è in questo caso essere diligenti nell’applicazione delle contromisure. Soltanto così si può raggiungere una guarigione a lungo termine. |
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Gli eczemi compaiono in molte persone nell’arco della vita. Il problema non va pertanto ignorato volutamente, ma nemmeno, quando si presenta, deve dare adito a disperazione.
Ognuno di noi fare molto per prevenire la comparsa degli eczemi; e persino quando compaiono ci si può adattare bene alla situazione con l’aiuto delle varie opzioni terapeutiche tra cui scegliere e adattando delle regole di vita appropriate. Molte persone, che sviluppano ripetutamente eczemi, diventano degli "esperti" nel trattare la loro cute e possono attivare e decidere molte contromisure personalmente. Inoltre ci sono molte offerte di informazione – bisogna soltanto sapere dove trovarle. |
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L’amore non può far male...no? Di una cosa sono sicuri Paolo e i suoi amici: l’amore è un tema eccittante ma anche difficile. E se ne parla ovunque – persino nel campo estivo. Un concorso che ha come tema "L’amore non può far male...no?"porta alla luce il lato creativo di Paolo, che stupisce i suoi amici. Leggi o ascolta tu stesso dell’ingegno di Paolo, dove non è tutto rubato.
| Modulo di apprendimento 'Malattie sessualmente trasmissibili (MST)' | |
| Episodio 4 Tutto rubato |
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| Film Non giocare con la tua vita! |
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| Consigli & Info Consigli e informazioni relative alle malattie a trasmissione sessuale |
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Tutto rubato
Pian piano si avvicina la fine del campo estivo. Com’è tradizione, viene indetto un concorso nell’ultima settimana, riguardante svariati temi. Lo slogan di quest’anno è difficile ma allo stesso tempo interessante: “L’amore non può far male...no? Lo slogan non è chiaro a tutti e i responsabili del campo danno una mano descrivendo i concorsi degli anni precedenti. “Non giocare con la tua vita”, diceva lo slogan dell’anno precedente, difficile ed interessante in modo simile.
Ma di cosa tratta questo concorso? I ragazzi del campo devono ideare, e poi realizzare, dei cartelloni o spot (pubblicitari) di sensibilizzazione, in modo creativo, ironico o profondo. Diversi materiali ed attrezzi sono messi a loro disposizione. Da quattro a sei ragazzi e ragazze devono svolgere il compito in gruppo – hanno una settimana di tempo. Alla fine saranno eletti tre vincitori – ma anche tutti gli altri non se ne andranno a mani vuote.
I nostri ragazzi si spremono da giorni il cervello sullo slogan di quest’anno. Si tratta evidentemente di malattie sessualmente trasmissibili– su questo sono subito d’accordo. Natal-ya, che nel frattempo ha già dimenticato la sua “depressione da acne”, come la chiamava Thelma, contribuisce con la prima idea – proponendo il testo di una canzone che fa arrossire Max:
“Nell’amore non esser sciocco – non scordare il gonococco!”
“No? Non va bene?”, Con uno sguardo, Natalya cerca l’assenso del gruppo.
“C’è l’ho: A sifilide e accaivù attenzion presterai tu!”
Natalya lancia un’occhiata maliziosa attraverso i propri capelli lunghi:
“Adesso sì, però: Un bambino eviterai se protegger ti saprai “
Thelma a malapena riesce a trattenersi dallo scoppiare a ridere. Il rossore di Max diventa più intenso da rima a rima. Paolo si sente dapprima insicuro, perchè ritiene che fare queste battute gli spetti di diritto. Ma dopo pochi minuti, tutti quanti, divertiti dalle rime, scoppiano a ridere, anche se si rendono ben conto che con una canzone di questo genere non faranno molti punti. A Max non viene nessun’altra idea che scrivere una “favola moderna” e Thelma confessa che non ha nessun talento per questo genere di cose. Paolo resta silenzioso.
Tanto più sorpresi sono Max, Thelma e Natalya, quando, il giorno dopo, riunitisi nella veranda della vecchia villa, Paolo si presenta per ultimo e con un sorriso malizioso annuncia:
“Ho qualcosa che vi potrebbe interessare!”
“Cosa?”, Thelma a fatica trattiene la curiosità.
“Ma insomma, non ci tenere sulle spine!”, aggiunge Max.
Paolo furtivamente tira fuori da sotto la sua giacca un CD: “Qui si trova la nostra ispirazione – quella che manca così spesso al nostro Max!”
“Che cos’è? Fa’ vedere”, Thelma cerca di strapparglielo dalle mani, ma Paolo trattiene saldamente il disco:
“Ho corteggiato un pochino Eva, la ragazza della tenda vicina alla vostra, che mi ha mostrato il vincitore dell’anno scorso, l’anno in cui era venuta al campo estivo sua sorella maggiore...e dato che le sono così simpatico, mi ha prestato il CD fino a domani!”
Paolo sorride euforico.
“E ora decifriamo il CD con il nostro sguardo a Raggi-X, per vedere cosa contiene, vero?”, chiede Thelma beffarda, ma nello stesso momento Paolo tira fuori dalla sua borsa un PC portatile.
“Prestato anche questo?”, chiede Natalya sorridente.
“Ma certo!” Paolo inserisce il CD ed avvia il filmato: Guardare il filmato
Dopo che i quattro hanno guardato il breve filmato, rimangono immersi in un inconsueto silenzio. Sono rimasti impressionati.
“Non giocare con la tua vita”, mormora Max a sè stesso.
“Il filmato lo potremmo consegnare anche per il concorso di quest’anno”, dice Paolo.
“Certo, un’idea geniale – due volte la stessa cosa”, Natalya lo guarda con compassione.
“E cosa ci dice lo spot?”, chiede Max, a cui il filmato frulla ancora in testa.
Questa domanda innesca una vivace discussione, durante la quale viene alla luce un mare di incertezze:
“sapevate che l’AIDS può essere trasmesso persino con i baci?”, chiede Paolo.
“Ma no, che stupidaggine”, risponde Natalya:
“L’AIDS può soltanto essere trasmesso quando non si pratica sesso sicuro”.
Thelma aggiunge: “Ma la probabilità di un contagio è molto bassa”.
Max obbietta: “però, anche se ci dovesse essere un contagio...l’anno scorso ricercatori americani hanno sviluppato una medicina contro l’AIDS. L’HIV è guaribile”.
Natalya controbatte: “ma di questa cura non abbiamo sentito parlare in Romania, e lì ci vive un sacco di gente con il virus dell’HIV”.
“Quando i nostri genitori erano ragazzi non esisteva per nulla”, afferma Paolo: “mio padre mi ha raccontato che non sapevano quasi cosa fossero i preservativi. E dire che lui avrebbe proprio dovuto saperlo. Era il più grande Casanova della Calabria!”
Max non si mostra molto sorpreso: “Sì, certamente: la mela non cade lontana dall’albero!“
atalya non ce la fa a soffocare una risatina. Thelma squadra Paolo con occhi spalancati. “Ma allora, da dove arriva questa malattia?”, chiede Max agli amici, raccogliendo soltanto sguardi perplessi.
“Insomma, non è che ne sappiamo proprio tanto...”, osserva Thelma, riassumendo la loro discussione.
Paolo ne ha abbastanza: “Sentite, non possiamo scegliere ancora l’AIDS come tema – per prima cosa mi pare di non saperne a sufficienza e, in secondo luogo, era già stato il tema vincitore dell’anno scorso. Dobbiamo concentrarci su altre malattie, che uno si può prende-re...oppure facciamo qualcosa di molto diverso!” “Qualcosa di diverso?”
Gli altri tre non ca-piscono cosa voglia dire Paolo. Spiega: “Si, guardate, se ogni anno fanno un concorso vuol dire che arrivano sempre buone idee: sull’AIDS, sulla sifilide o su altre malattie, delle quali non sappiamo troppo bene come si contagiano e come si possono curare – anche se dovremmo esserne informati. Ma mi dà sui nervi il fatto che parliamo di queste cose soltanto quando qualcuno ce lo mette davanti al naso, come fanno per esempio gli organizzatori di questo campeggio, oppure come avviene a scuola o con i media. Capite quello che voglio dire?”
“No, non credo di capirti. Non vedo dove esattamente vuoi andare a parare!” risponde Max e, d’accordo con lui, Thelma e Natalya annuiscono.
Paolo si sforza: “Vedete, non voglio fare un filmato come quello dell’anno scorso, che è troppo professionale. Non ne abbiamo nessuna possibilità, anche perchè, come al solito, ci siamo messi troppo tardi al lavoro. Ma, giacché non facciamo nessun film che riguardi il tema, possiamo invece presentare una qualunque cosa sul fatto che pensiamo a questi temi soltanto quando sono gli altri, sopratutto i media, a volerceli imporre. Capisci ora?!”
Paolo li guarda curioso e continua: “Il messaggio al quale voglio arrivare, dice: Informiamoci spontaneamente!”
Max, Thelma e Natalya rimangono a bocca aperta davanti a Paolo. Le sue parole, di per sé non difficili, hanno tuttavia in qualche modo scombussolato tutti. Thelma è impressionata: nelle settimane precedenti non aveva mai visto così Paolo – così coinvolto.
Con gioia si associa alla sua idea: “Si: Informiamoci sponta-neamente! Lo slogan mi piace! Anche se non vinciamo il concorso, almeno passeremo alla storia con l’idea più originale, vero?”
Max e Thelma annuiscono e contribuiscono già con i primi suggerimenti. Il ghiaccio è rotto e tutti si mettono al lavoro.
Non giocare con la tua vita!
Paolo è particolarmente agitato: oggi sapranno se hanno vinto qualcosa nel concorso oppure no. Se vincono – come dice Natalya – una menzione speciale per "un’idea particolarmente geniale" oppure se ne escono a mani vuote. Indipendentemente da questo è molto contento che Thelma fosse tanto entusiasta della sua idea. Probabilmente senza di lei non gli sarebbe neppure venuta, perchè – conoscendosi bene - non si sarebbe sforzato tanto.
Paolo ripensa alle sue parole e a quanto difficile era stato spiegare il concetto ai suoi amici: "Vedete, non voglio fare un filmato come quello dell’anno scorso, che è troppo professionale. Non ne abbiamo nessuna possibilità, anche perchè, come al solito, ci siamo messi troppo tardi al lavoro. Ma giacché non facciamo nessun film che riguardi il tema, possiamo invece presentare una qualunque cosa sul fatto che pensiamo a questi temi soltanto quando sono gli altri, soprattutto i media, a volerceli imporre."
"Giusto" si riafferma Paolo ancora nei suoi pensieri: questo era il punto e bisogna ora che lo capiscano anche quelli della giuria: perchè noi ragazzi ci lasciamo quasi sempre soltanto coinvolgere da "fuori", perchè ci occupiamo di un tema soltanto quando sono gli altri a proporcelo?
| Tutto chiaro? Altrimenti potete leggere alcuni Consigli & Info utili. Anch’essi si aprono con una nuova finestra. Qui si va a Consigli & Info relative alle malattie a trasmissione sessuale! |
| La cute è un importante organo di senso per l’essere umano, attraverso di essa si trasmettono al cervello gli impulsi sensoriali. Anche durante i rapporti sessuali, le percezioni sensoriali giocano un ruolo fondamentale. Carezze reciproche eccitano il desiderio, che può essere soddisfatto in modi e forme diverse. |
Sia il sesso senza penetrazione, sia il sesso orale, anale o vaginale, comportano in ogni caso un contatto epidermico e delle mucose tra due persone e quindi uno scambio di fluidi corporei quali sperma, flusso vaginale o sangue. Anche se i rapporti sessuali sono belli e piacevoli nelle loro diverse forme, ci possono esporre alla trasmissione di malattie, che vengono dunque chiamate malattie sessualmente trasmissibili, o anche veneree. Tra queste si contano le infezioni da Clamidie, la Gonorrea e la Sifilide, oppure l’Epatite B, così come l’Herpes, i Condilomi e l’AIDS/HIV.
Sono diversi gli agenti patogeni che stanno all’origine di queste malattie (sopratutto virus e batteri) e queste malattie possono essere trasmesse con ogni tipo di contatto sessuale, attraverso le mucose dei genitali e della bocca.
| Per saperne di piu': Definizione, Trasmissione e Malattie. |
Le infezioni sessualmente trasmissibili normalmente si manifestano con sintomi sgradevoli nella zona dei genitali oppure nella bocca: c’è un cambiamento nella cute, ci sono secrezioni, si sente dolore, prurito e bruciori. Non sempre però ci si accorge immediatamente di avere contratto una malattia e ci si può così trovare nella situazione di trasmetterla inconsapevolmente ad altri. Questo è molto spiacevole sia per l’eventuale portatore, che per il suo partner. Sopratutto se si pensa che le malattie sessualmente trasmissibili possono anche portare a danni irreversibili come, ad esempio, sterilità, disturbi cronici o la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS), che lascia il corpo senza difese ai più svariati agenti patogeni ed è quindi potenzialmente mortale (anche se esistono per fortuna ora dei farmaci che permettono di tenere sotto controllo la malattia per moltissimo tempo).
| Per saperne di piu': Miti e conseguenze. |
Chi conosce il proprio corpo e dispone di sufficienti informazioni sulle infezioni sessualmente trasmissibili, su come si trattano e si prevengono, può godersi la propria sessualità senza conseguenze per la propria salute e per quella del partner. Perché le malattie sessualmente trasmissibili si possono evitare se si pratica Sesso Sicuro, sopratutto grazie a un uso adeguato dei preservativi. Esistono oggi anche dei vaccini contro alcune di queste malattie.
| Per saperne di piu': Come proteggersi. |
Chi dovesse comunque essersi contagiato, dovrebbe essere capace di riconoscere e di prendere con la dovuta serietà i primi sintomi, parlarne con il partner e rivolgersi al medico, perché la maggioranza delle malattie sessualmente trasmissibili sono curabili, se trattate in tempo.
| Per saperne di piu': La cura. |
Qualsiasi persona può venir contagiata da infezioni trasmesse con il sesso e nessuno dovrebbe vergognarsene. Chi informa e protegge sé stesso e il proprio partner praticando Sesso Sicuro, evita infezioni sessualmente trasmissibili e può vivere la propria sessualità senza inibizioni.
Le malattie sessualmente trasmissibili sono note da molte centinaia di anni. Si tratta di malattie infettive, che possono essere trasmesse da una persona all’altra durante i rapporti sessuali.
Spesso viene usato anche il termine “infezioni sessualmente trasmissibili ”. Un’infezione si sviluppa quando è presente un’agente patogeno (virus, battero, parassita) nel corpo di una persona, potenzialmente in grado di scatenare una malattia. Una persona può essere infetta senza necessariamente sviluppare la malattia. In questo caso si parla di infezione asintomatica.
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Sintomi
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| Inizialmente spesso non ci si accorge per niente di avere un’infezione. Al fine di evitare il progredire di una malattia sessualmente trasmissibile e per impedirne le conseguenze negative, è importante non sottovalutarne le prime avvisaglie e rivolgersi a un medico, perchè la maggior parte delle malattie sessualmente trasmissibili sono guaribili. |
Il contagio delle malattie sessualmente trasmissibili avviene durante il contatto fisico nell’ambito del rapporto sessuale, attraverso le mucose dei genitali e della bocca, in particolare quando si arriva a uno scambio di fluidi corporei quali sperma, flusso vaginale oppure sangue.
Per contatto fisico nell’ambito di un rapporto sessuale si intendono sia il contatto sessuale senza penetrazione, sia il sesso orale, vaginale e anale.
Un contagio non avviene solo quando c’è uno scambio di fluidi corporali, ma anche quando si entra in contatto con manifestazioni patologiche della cute (in medicina chiamate ‘lesioni’), come ad esempio vesciche o ulcere.
Il contagio, inoltre, si verifica tramite vari agenti patogeni, concretamente batteri, virus oppure parassiti. Una volta le persone erano molto più esposte a questi agenti patogeni – fortunatamente oggi non è più così, esistono infatti terapie efficaci per combattere le malattie sessualmente trasmissibili.
Quando si pensa alle malattie viene in mente per prima sopratutto l’HIV/AIDS. Esistono però molte altre malattie, presenti soprattutto nella società occidentale, che possono essere trasmesse mediante rapporti sessuali non sicuri.
Inoltre, le malattie vengono trasmesse attraverso agenti patogeni differenti. Per esempio, alcune infezioni sessualmente trasmissibili sono causate da batteri, altre invece da virus. Alcune poi sono causate da funghi o parassiti.
Nella tabella si riporta un elenco delle più rilevanti malattie sessualmente trasmissibili. Per saperne di più basta cliccare sui rispettivi nomi.
| Malattie causate da batteri |
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| Malattie causate da virus | ||||||||||||
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| Altre malattie sessualmente trasmissibili | ||||||||||||
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| Queste però non sono tutte vere. |
Ognuno di noi si sarà da tempo già fatto un’idea più o meno precisa delle malattie sessualmente trasmissibili. Molte idee sono obsolete, o semplicemente errate. Una di esse è che l’HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili colpiscano soltanto gli uomini omossessuali. Questa convinzione nacque nei primi anni ‘80, quando ebbe inizio l’epidemia dell’AIDS, e la malattia si diffuse in un primo momento prevalentemente tra uomini omossessuali. In realtà sono a rischio tutte le persone che hanno rapporti sessuali senza protezione, e che ignorano lo stato-HIV del partner. È vero però gli uomini che fanno sesso con altri uomini (MSM) sono complessivamente più esposti al rischio di contagio dell’HIV.
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L'epidemia dell'AIDS Nel 1981 vennero descritte negli USA infezioni che colpivano per lo più persone con un sistema immunitario debole, in particolare uomini omosessuali inizialmente sani. Già nel 1982 si iniziò a sospettare dell’esistenza di una malattia da immunodeficienza acquisita, legata in qualche modo a pratiche sessuali tra omosessuali. Una volta però che si scoprirono casi di contagi anche tra tossicodipendenti eterosessuali e persone cui era stato trasfuso del sangue, fu chiaro che la malattia come tale non aveva niente a che vedere con l’omosessualità. Anche in Germania si diagnosticò il primo caso nel 1982. Dopo alcuni anni di ricerca finalmente si scoprì che uno specifico virus era risponsabile dell’AIDS, nel 1986 venne introdotto il nome di Human Immunodeficiency Virus Comunque in quegli anni si raggiunsero importanti risultati nella ricerca clinica, fu l’inizio dell’era della “highly active antiretroviral therapy” (HAART), cui ha fatto seguito una significativa riduzione di nuovi casi di AIDS, di infezioni opportunistiche e di decessi, tanto che oggi la qualità e le aspettative di vita delle persone portatrici di HIV sono notevolmente migliorate. Dall’inizio degli anni ’90 il fiocco rosso è un simbolo di solidarietà con le persone HIV-positive e quelle malate di AIDS. Sempre per tornare all’esempio della Germania, dall’inizio dell’epidemia negli anni ‘80 fino alla fine dell’anno 2004 si calcola che in questo paese abbiano contratto l’ HIV circa 73.000 persone e di tutti queste persone sempre alla fine del 2004 ca 46'000 erano ancora in vita. Dopo un’iniziale riduzione del numero di nuovi contagi annuali, tale quota è nuovamente in crescita sin dal 2002, e nel 2005 ha raggiunto la cifra di circa 2.600 nuovi contagi. In tutto il mondo vivono quasi 40 milioni di uomini, donne e bambini affetti di HIV/AIDS. |
Molte persone credono, inoltre, che le malattie sessualmente trasmissibili siano sempre meno frequenti nel nostro mondo occidentale. Questo però non è vero: se guardiamo ad esempio il caso della Germania, noteremo un aumento di nuovi contagi per quanto riguarda ad es. la Sifilide e l’HIV/AIDS.
Diffusa è anche la convinzione che le malattie sessualmente trasmissibili non possano contagiarsi tramite il sesso orale o se non c’è penetrazione. Neppure questo è completamente corretto. Dipende sempre dalla situazione. Il rischio di contagio durante il sesso orale è basso, però un contagio è possibile comunque, quando ad es. avviene l’eiaculazione nella bocca e contemporaneamente si ha un’infezione oppure ferite nel cavo orale (ad es. nelle gengive), oppure se il partner che effettua la penetrazione è affetto da un’infezione alle vie urinarie. Anche nel caso in cui ci sia un contatto tra bocca e sangue menstruale oppure secrezioni vaginali infette, si è in una situazione a rischio di contagio.
Molte persone pensano, inoltre, che il sesso praticato usando il preservativo sia noioso o privo di attrattiva. Questo è però soltanto una convinzione personale – frequentemente recepita da ragazzi e uomini. Capita che le ragazze e le donne pensino “se insisto nell’utilizzo del preservativo, il mio ragazzo non vorrà più andare a letto con me”. Tuttavia esistono oggi molti tipi di preservativi, per es. quelli particolarmente sensibilizzanti. La decisione, condivisa, di fare sesso senza preservativo dovrebbe essere presa soltanto nel caso di un rapporto stabile. Un test dell’HIV per entrambi i partner della coppia potrebbe essere appropriato all’inizio di un rapporto a lunga durata.
“Se non sento niente, è perchè non ho niente” – una convinzione, che proprio nell’ambito delle malattie sessualmente trasmissibili, risulta infondata. Molte infezioni si sviluppano nel corso di giorni, settimane, mesi o anni senza manifestare sintomi. Questa è una delle caratteristiche che distinguono le malattie sessualmente trasmissibili rispetto a molte altre malattie che conosciamo. Una loro altra particolarità consiste nel fatto che spesso non basta sottoporre a trattamento medico soltanto la persona che manifesta i sintomi. Spesso è necessario un trattamento aggiuntivo anche nel partner.
Un’infezione sessualmente trasmissibile può avere importanti conseguenze. Senza saperlo possiamo contagiare più persone, nel caso in cui l’infezione non si sia ancora manifestata attraverso dei sintomi o se questi sono così deboli da non venire avvertiti.
Siccome si rischia di contagiare altre persone, bisogna informare in ogni caso il/i proprio/i partner sessuale/i se si sospetta di avere un’infezione se o nel caso se ne abbia la certezza. Dal punto di vista del rapporto questo può avere delle conseguenze spiacevoli, qualora, ad esempio, si debba confessare di essere stati infedeli o magari si scopra che lo è stato il partner.
| Molte malattie sessualmente trasmissibili possono avere conseguenze negative e irreversibili, se non vengono trattate. Ad esempio, sia donne che uomini possono diventare sterili. Alcune malattie possono portare a danni cronici, quindi permanenti, e altre, come l’AIDS, hanno persino delle conseguenze mortali. |
Infine, specialmente un’infezione da HIV porta tuttora all’ isolamento e alla stigmatizzazione sociale.
Una protezione sicura al 100% dal contagio di una malattia sessualmente trasmissibile non esiste. Adottando un comportamento adeguato si può però raggiungere una sicurezza tale da godersi la propria sessualità senza paure.
A questo contribuisce sopratutto la pratica del Sesso Sicuro. Inoltre, esistono oggi anche dei vaccini contro determinate malattie. Infine non bisogna trascurare l’importanza di un’igiene adeguata.
Per saperne di piu': Sesso Sicuro
| Sesso Sicuro – Safe Sex. Quando si pratica Sesso Sicuro, non avviene uno scambio di fluidi corporei tra persone. Nè sperma o flusso vaginale, nè sangue entrano nel corpo del rispettivo partner. Il modo più facile di praticare Sesso Sicuro è di usare un preservativo durante il rapporto vaginale o anale. Se usati in modo adeguato, i preservativi sono un’ottima protezione contro le infezioni. Come funziona il preservativo viene descritto qui. |
Quando si pratica Sesso Sicuro, non avviene uno scambio di fluidi corporei tra persone. Nè sperma o flusso vaginale, nè sangue entrano nel corpo del rispettivo partner. Il modo più facile di praticare Sesso Sicuro è di usare un preservativo durante il rapporto vaginale o anale. Se usati in modo adeguato, i preservativi sono un’ottima protezione contro le infezioni. Come funziona il preservativo viene descritto qui.
I preservativi si possono trovare quasi dapertutto: in farmacia, oppure in drogheria e nei supermercati.
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In primo luogo è importante fare attenzione, quando si apre la confezione, a non rovinare (magari con le unghie) il sottile materiale di cui è fatto un preservativo. Non srotolare il preservativo per controllarlo - potrebbe rovinarsi. Poi si chiude tra pollice e indice il serbatoio che c’è all’estremità chiusa del preservativo, spostando fuori l’aria per fare spazio allo sperma che sarà eiaculato. Infine, e tenendo sempre chiuso con le dita il serbatoio, si srotola il preservativo sul pene eretto. Se non è stato applicato bene, oppure se messo dal verso sbagliato, è meglio riprovare con uno nuovo. Dopo l’orgasmo, fintanto che si mantiene l’erezione, si dovrebbe ritirare il pene dalla vagina o dall’ano. Durante quest’azione bisogna tenere fermo il preservativo, in modo che non scivoli via. Si deve fare attenzione che non fuoriesca lo sperma. Un preservativo dovrebbe essere usato una volta sola e poi buttato dopo nel bidone della spazzatura, non nel WC!
Per facilitare la penetrazione del pene nell’ano o nella vagina, molti partner fanno ricorso all’uso di lubrificanti – i preservativi possono però soltanto essere usati assieme a lubrificanti che abbiano una base idrosolubile, non lipidica. Olii e grassi (lipidi) attacano il lattice, potendo causare così una facile rottura del preservativo. Anche nel caso in cui una donna voglia proteggersi ulteriormente con l’uso di supposte o schiume, è necessario che questi prodotti abbiano una base idrosolubile. Durante i rapporti anali un lubrificante non lipidico aiuta a non sforzare troppo il preservativo. |
Inoltre, quando si pratica sesso orale bisognerebbe fare attenzione a non ingerire lo sperma: se si pratica con un uomo si può usare anche un preservativo, se invece si pratica il sesso orale con una donna si può usare un’apposita protezione chiamata DAM che si applica sulla vagina. In ogni caso dovrebbe essere evitato il contatto con una cute alterata, ad esempio in presenza di vesciche o ulcere, che indicano la possibile esistenza di un’infezione.
La cosa più importante è parlare di Sesso Sicuro con il partner, sopratutto prima di arrivare al rapporto sessuale.
Non si deve avere paura di questo. Normalmente entrambi i partner saranno lieti di parlarne, così il sesso potrà essere vissuto senza ansie.
Per saperne di piu': Vaccini
| Vaccini. Dal contagio di alcune malattie sessualmente trasmissibili ci si può proteggere con un vaccino. |
In Italia il vaccino contro il virus da Epatite B è obbligatorio per legge per tutti i neonati. Esiste da qualche tempo anche un vaccino contro due principali sierotipi del Virus
del Papilloma Umano (HPV).
Per saperne di piu': Igiene
| Igiene. Infine, un’igiene adeguata contribuisce a una migliore protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili. Una regolare igiene intima aiuta a raggiungere un gradevole benessere corporeo e a riconoscere meglio eventuali alterazioni. |
Nelle donne è comunque importante non danneggiare la naturale flora batterica; questo può accadere per colpa dell’utilizzo di detergenti intimi, spray intimi e così via. Gli agenti patogeni riescono a riprodursi più facilmente se la vagina è disidratata. Molti di questi agenti patogeni prediligono poi un ambiente caldo e umido. Per questo è importante portare capi transpiranti (ad es. biancheria intima di cotone).
Le malattie sessualmente trasmissibili devono essere trattate da un medico. Anche in presenza di leggeri disturbi è meglio rivolgersi al medico. Gli specialisti a cui rivolgersi sono i dermatologi, così come i ginecologi per donne e gli urologi per gli uomini.
Molte persone si sentono in imbarazzo se vanno dal medico a causa di un’alterazione negli organi genitali. Per il medico invece questo tipo di infezioni non é niente di speciale, in quanto queste patologie non sono affatto rare. In complesso le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento.
| Un trattamento tempestivo porta, nella maggior parte dei casi, alla guarigione. Il trattamento dovrebbe essere eseguito, dopo un esame accurato, da un medico. L’automedicazione può prolungare l’infezione o persino comportare danni irreversibili. |
Importante è, inoltre, che il trattamento venga effettuato su entrambi i partner, altrimenti l’infezione può passare successivamente da uno all’altro (effetto ping-pong). Anche partner precedenti dovrebbero esseri informati, se i rapporti sessuali sono stati recenti. Lo stesso vale per persone che fanno sesso con più partner.
Per principio si dovrebbe informare i partner nel caso in cui si sia affetti da una malattia sessualmente trasmissibile o se si pensa di esserlo. Anche se affrontare il tema può essere spiacevole, farlo aiuta a evitare ulteriori contagi.
Chi ha il sospetto di avere un’infezione o chi ha delle complicazioni che lo indicano, deve assolutamente fare uso del preservativo durante i rapporti sessuali. Anche se può risultare difficile, in realtà la cosa migliore in tale situazione è rinunciare temporaneamente al sesso.
| Ad esempio in Germania, secondo la vigente normativa sulla protezione contro le infezioni, c’é l’obbligo di comunicare la presenza di determinate patologie. Infezioni da HIV, Sifilide ed Epatite B devono essere comunicate al Robert-Koch-Institut di Berlino, osservatorio nazionale per le malattie e per la prevenzione. |
Chi ha più partner o cambia frequentemente, oppure chi decide insieme al partner di avere rapporti sessuali senza preservativo, dovrebbe assolutamente fare un test dell’HIV. Questo è possibile rivolgendosi al medico, oppure anche, conservando l’anonimità, all’Unità Sanitaria Locale
(ASL) (gratuitamente o comunque sborsando un’importo minimo). Con un test dell’HIV si controlla se nell’organismo sono presenti anticorpi dell’HI-Virus
. In questo modo, se tali anticorpi non ci sono, si può escludere con certezza la presenza di un’infezione, a condizione però che siano trascorsi tre mesi dall’ultimo rapporto a rischio.