Esistono tante concezioni, anche molto diverse, della definizione di salute. Hanno comunque una cosa in comune: la salute riguarda tutti.
Il seguente capitolo è stato sviluppato per facilitare l’accesso e fornire uno sguardo agli interessati al tema della promozione della salute.
| Salute: in quest’area si analizza a fondo la domanda "Cos’è esattamente la salute?". Ulteriori informazioni si trovano qui. | ||
| Promozione della salute: la domanda ricorrente è come promuovere la salute. La risposta a "cos’è la promozione della salute" la trova qui. | ||
| Salutogenesi: riguardanti la promozione della salute non sono basilari i fattori di rischio malattia, ma giocano invece un ruolo importante le proprie risorse del singolo individuo. Ulteriori informazioni riguardanti il Modello della Salutogenesi si trovano qui. |
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| Modello HAPA: il cosidetto Modello HAPA fornisce importanti stimoli su come implementare la promozione della salute in un ambiente di apprendimento. Per una descrizione più dettagliata cliccare qui. | ||
| Bibliografia: Ulteriori approfondimenti relativi al tema si trovano qui. |
Che cosa leggiamo spesso sulle cartoline di auguri per i compleanni? "Tanti auguri, abbi successo in questo nuovo anno della tua vita, e soprattutto resta in salute!!" Evidentemente la salute un presupposto importante per una vita soddisfacente o addirittura felice. Ricordiamo il famoso filosofo, Schopenhauer, che diceva: "la salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente". Questi non sono che esempi a testimonianza di quanto sia considerata importante la salute nella nostra vita.
Nel tentativo di definire in modo breve e conciso il concetto di salute, ci si trova presto di fronte a degli ostacoli. Forse non è neanche possibile fornirne una definizione che valga per tutti - forse ognuno di noi ne ha un’idea differente.
Il nostro modo di percepire la salute è pertanto largamente influenzato dalle nostre esperienze individuali e dalla nostra personalità.
Alcuni esempi di definizione del concetto di salute, di come la salute venga percepita sono riportati qui di seguito. Alcune di queste definizioni di salute sono basate sul funzionamento corporeo della "macchina umana", altre si riferiscono soltanto all’assenza di malattie. Infine, altre ancora sono molto ampie e tendono a dare un’importanza primaria al benessere della persona nelle sue diverse esperienze e percezioni (ad es. il proprio corpo, i sentimenti, i rapporti con gli altri).
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Le differenti rappresentazioni che abbiamo della salute possono essere collegate a diversi tipi di comportamento. Chi, ad esempio, pensa di non poter avere alcuna influenza sulla propria salute perché ritiene che essa non dipenda che dal caso o da forze maggiori, probabilmente non si preoccuperà di migliorarla e mantenerla. Chi, invece, è convinto di essere in gran parte responsabile della propria salute, forse cercherà di evitare quanto po’ danneggiarla e cercherà di fare attivamente qualcosa per essa.
| L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS, in inglese WHO, che sta per World Health Organisation) ha proposto fin dal 1946 la definizione al momento più conosciuta del concetto di salute: "la salute è uno stato di completo benessere fisico, spirituale e sociale, e non soltanto l’assenza di malattie e di infermità" (WHO 1946). |
Importante in questa definizione è l’approccio globale, organico. Quando la definizione fu formulata non era poi così scontato il fatto di dare, nel definire la salute, un’importanza pari da un lato al benessere spirituale (inteso oggi come benessere psichico) e al benessere sociale, a dall’altra a quello fisico.
Was Cosa si intende allora con promozione della salute? Anche in questo caso esiste una nota definizione data dall’Organizzazione Mondiale della Sanita:
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"La promozione della salute si pone come obiettivo un processo che permetta a tutte le persone di esercitare una maggiore autodeterminazione sulla propria salute e, con questo, a renderle capaci di rafforzarla" (WHO 1986). |
Lo stesso concetto fa anche da filo conduttore del Progetto sulle malattie della cute e sulle malattie sessualmente trasmissibili. Significa che gli alunni possono imparare dai temi qui scelti e fare l’esperienza di rinforzare, per loro stessa decisione, la propria salute.
Nella cosiddetta Carta di Ottawa (1986) vengono nominate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tre strategie di comportamento e cinque principali campi di azione.
| ÜBERSETZEN! Die drei Handlungsstrategien der Gesundheitsförderung sind hier näher beschrieben. | ||||||||||||||||
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Le tre strategie di comportamento
Le tre strategie di comportamento sono rappresentare gli interessi, cioè l’impegno civile per la difesa della salute, il ‘mettere in grado’ e il consentire, così come il 'mediare e unire'.
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| ÜBERSETZEN! Die wesentlichen fünf Handlungsbereiche für Gesundheitsförderung sind hier näher beschrieben. | ||||||||||||||||
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cinque campi di azione
Sono, infine, identificati come i principali cinque campi di azione per la promozione della salute quelli che seguono:
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In particolare, il quarto campo di azione, sviluppo delle competenze personali, ha importanza nello svolgere un incarico di pedagogia della salute. La Carta di Ottawa spiega, a questo proposito, che la promozione della salute favorisce lo sviluppo di capacità personali e sociali attraverso l’informazione e la formazione sanitaria, così come il miglioramento delle competenze sociali e delle abilità pratiche nella vita.
"Che cosa fa ammalare le persone?" Questa domanda interessa soprattutto le scienze mediche. Si tenta di comprendere i meccanismi che generano le malattie e di influenzarli. Anche gli psicologi, tradizionalmente, si occupano dell’influenza dei fattori che possono scatenare malattie, come ad es. lo stress. Per quanto riguarda il nostro passato recente, un allargamento di prospettiva è reso possibile dal rovesciamento di questa stessa domanda.
"Che cosa mantiene le persone in salute?" Questa è la domanda centrale alla quale un ricercatore è arrivato per caso. Il sociologo Aaron Antonovsky notò il fatto che, tra le tante donne fortemente traumatizzate durante il nazionalsocialismo (detenute nei campi di concentramento), in alcune la salute era stata compromessa in misura minore. Con un approccio classico ("che cosa fa ammalare le persone?") ci si sarebbe occupati del gruppo delle donne fortemente colpite nella loro psiche e nel loro fisico. Antonovsky tentò di individuare, in un’analisi del gruppo delle donne meno colpite, i motivi che le indussero a sopportare meglio i cosiddetti stressori. (Antonovsky definisce gli stressori come sollecitazioni di cui l’essere umano deve occuparsi.)
Egli volle inoltre valutare se questi motivi fossero validi anche per altri esseri umani. Determinante in questi casi è la possibilità di sviluppare delle risorse che consentano di opporre resistenza agli stressori. Tutti conoscono il fenomeno per cui non tutte le persone esposte agli stessi agenti patogeni si ammalano. Durante un’ondata di freddo, ad esempio, alcune persone si ammalano, altre invece rimangono in salute. La spiegazione di questo potrebbe forse trovarsi nelle migliori difese immunitarie, che evitano il contagio. Come si spiega però il fatto che alcune persone possiedano difese immunitarie più forti e altre invece più deboli? Il "modello della salutogenesi" (dell’origine della salute) cerca di fornire una spiegazione riguardo alla formazione della salute, nonché delle malattie.
Stressori, risorse di resistenza e il continuum di salute e malattia. Antonovsky Antonovsky pone alla base del suo modello salutogenetico la supposizione che in ogni persona siano presenti sia parti sane che malate. Vede la salute e la malattia come i poli di un continuum. La salute di una persona dipende dagli stressori ai quali è esposta e dalle risorse di resistenza di cui dispone. Il bilancio dei fattori che influenzano la salute, sia negativamente che positivamente, detemina infine il livello di salute (vedi immagine).
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| ÜBERSETZEN Wirkung von Stressoren: Sie erzeugen einen Spannungszustand, der Bewältigt oder nicht bewältigt wird und somit eher in Richtung Gesundheit (Salutogenese) oder Krankheit (Pathogenese) mündet (Gesundheits-Krankheits-Kontinuum). |
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Gesundheits-Krankheits-Kontinuum
Antonovsky ha illustrato bene questo concetto, riaffermando le sue assunzioni per mezzo di una metafora, nella seguente citazione: "...la mia fondamentale supposizione filosofica è che il fiume è la corrente della vita. Nessuno cammina in una condizione di sicurezza lungo la sponda. Al di là di questo, è chiaro per me che una grande parte del fiume, tanto in senso lato quanto in senso figurato, sia quinata. Esistono biforcazioni nel fiume che portano verso acque tranquille, oppure verso dei vortici pericolosi. Il mio lavoro è dedicato alla ricerca di una soluzione della questione seguente: come si diventa un bravo nuotatore, qualsiasi sia il punto del fiume in cui ci si trovi, la cui natura è data da condizioni ambientali storiche, socioculturali e fisiche?” (Antonovsky, 1987) |
La prospettiva salutogenica si propone pertanto di studiare il modo in cui una persona rielabora positivamente gli stressori. Le risorse di resistenza che permettono una rielaborazione positiva degli stressori sono, ad esempio:
Risorse di resistenza. Per la disponibilità e l’utilizzazione delle risorse di resistenza è fondamentale il cosidetto senso di coerenza. Con questo termine si intende la predisposizione di una persona a rielaborare positivamente gli stressori. Il senso di coerenza ha tre componenti: la intelligibilità, la capacità di amministrazione e la sensatezza/significatività.
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Secondo Antonovsky, una persona che possiede un forte senso di coerenza ( una persona per cui quindi il modo è ricco di significato, intelleggibile etc.) reagisce alle sollecitazioni (stressori) percependole come sfide e attiva le proprie risorse di resistenza. Un senso di coerenza poco sviluppato porta piuttosto a sentire la sollecitazione come un fardello. Il senso di coerenza è quindi un’immagine positiva di sé stessi e delle proprie capacità di azione e di superamento delle difficoltà, derivanti dalla convinzione di poter dirigere e plasmare se stessi e le proprie condizioni di vita.
Quanto più sviluppato è il senso di coerenza, tanto più elevata è la probabilità di superare gli stressori con suecesso e con effetti positivi per la salute. In questo senso, compito della promozione della salute nelle scuole è di aiutare i giovani a sviluppare un senso di corenza positivo.
L’educazione alla salute spesso non raggiunge gli scopi desiderati. Molti comportamenti rischiosi si sono rivelati difficili da sradicare, e gli interventi pedagogici spesso si scontrano con uno scarso consenso (ad es. fumare, alimentazione sana).
Per questo è importante decifrare i processi cognitivi che si verificano tra il momento in cui si recepisce il messaggio pedagogico-sanitario e quello in cui si compiono le azioni rilevanti per la salute. La bozza di modello che segue può contribuire al chiarimento del problema di come ottenere, attraverso gli interventi pedagogici, il comportamento auspicato; inoltre mostrerà quali sono i punti deboli che incrementano la probabilità di fallimento in questo processo.
Tutta una serie di modelli cercano di spiegare il comportamento rilevante per la salute, la sua origine e la sua influenzabilità. Un modello che integra i fattori presenti in molti altri modelli è il Modello-HAPA, sviluppato a Berlino da Ralf Schwarzer alla fine degli anni ’80. Si riallaccia concettualmente al modello salutogenetico di Antovsky. Nel modello si parte dall’assunzione che esistono singole fasi da percorrere in un senso positivo, se si vuole che sia adottato e mantenuto il comportamento desiderato (sia tramite la soppressione di un comportamento dannoso, sia tramite l’adozione di un comportamento che promuove la salute).
| Queste fasi sono mostrate nell’illustrazione che segue. Una spiegazione più aproffondita si trova qui. |
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Il Modello HAPA
La costruzione di un’ intenzione (obiettivo) viene influenzata, nella fase di motivazione, dalla percezione dei rischi, dall’aspettativa che abbiamo sui risultati delle nostre azioni e dall’aspettativa sulla nostra stessa efficienza. Si intende per percezione del rischio la valutazione soggettiva di una persona riguardo al grado di gravità delle malattie e riguardo alla propria vulnerabilità. Quando un determinato rischio viene soggettivamente percepito come minaccia, si confrontano le aspettative positive e negative dell’esito delle nostre azioni (cosa devo sacrificare, che cosa guadagno in cambio?). Se in seguito si dovesse arrivare alla costruzione di un’intenzione (obiettivo), devono prevalere le aspetattive positive sul risultato, così come deve essere presente un’aspettativa elevata sulla propria efficienza. Le convinzioni soggettive, personali a proposito della propria efficienza ci permettono di sviluppare comportamenti basati sulle nostre competenze, in particolare in situazioni che contengono elementi nuovi, imprevisti o stressanti (esempio: sono capace, anche contro le resistenze del mio partner, di insistere sull’uso del preservativo). Le aspettative sulla propria efficienza non solo hanno un forte significato nella fase di motivazione, ma sono determinanti anche nella fase volitiva riguardo alla decisione di cambiare o no posizione di fronte a delle resistenze. La conclusione della fase di motivazione è data dall’intenzione di un cambio comportamentale (ad es. non più rapporti senza protezione). La fase volitiva inizia con la pianificazione, l’avvio e il mantenimento del comportamento favorevole alla salute, così come la ripresa da eventuali ricadute. La fase volitiva viene a sua volta divisa in tre fasi: fase di pre-azione (pianificazione e iniziativa), fase di azione (svolgimento delle azioni e mantenimento) e fase post-azione (ripristino o disinteressamento dopo un fallimento). |
Dato che, per l’adozione e il mantenimento di un comportamento rilevante per la salute, è stato attribuito un ruolo molto importante alle aspettative sulla propria efficienza, riportiamo di seguito le condizioni che originano e influenzano tali aspettative, in particolare l’azione di docenti o di altri 'moltiplicatori'.
I tipi di risposta sono quattro: |
A fianco di questo strumento per rilevare le aspettative generali sulla propria efficienza, esiste anche uno strumento specifico per rilevare le stesse aspettative negli insegnanti (Ralf Schwarzer & Gerdamarie S. Schmitz, 1999).
Nota: il punto segnato con (–) ha valore negativo nella somma. |
Per lo sviluppo di una graduatoria dell’efficienza personale degli insegnanti sono state identificate, in un primo momento, diverse aree, con richieste di competenza differenti, all’interno del campo professionale degli insegnanti. Si tratta qui soprattutto delle aree (a) prestazione professionale, (b) aggiornamento professionale, (c) interazioni sociali con alunni, genitori e colleghi, (d) Gestione dello stress professionale. Queste quattro aree dovrebbero essere adeguatamente rappresentate in uno strumento di indagine sull’ efficienza personale degli insegnanti.
Le convinzioni della propria efficienza vengono costruite nell’arco della vita sulla base di informazioni provenienti da quattro fonti diverse: (1.) Informazioni derivanti dai successi delle proprie azioni, (2.) Informazioni tratte dal confronto sociale sulle proprie esperienze, (3.) Informazioni provenienti da risposte verbali convincenti da parte di persone importanti, (4.) Informazioni derivanti da condizioni fisiologiche e affettive.
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Queste informazioni riguardanti la propria efficenza vengono integrate continuamente. Nella seguente tabella ci sono diverse possibilità esemplicative di promozione delle aspettative sulla propria efficienza in diversi ambiti. |
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Informazioni sulla propria efficienza
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IN DIESEM BEREICH WENN MÖGLICH LITERATUR ERGÄNZEN
I seguenti riferimenti, tra cui alcuni sono in lingua inglese, offrono l’opportunità di approfondire ulteriormente il tema della salute e della promozione della salute.
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